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Lavoratori temporanei: mai così tanti!

Il lavoro interinale in Svizzera ha assunto proporzioni inquietanti: dal 1995, la percentuale di questo tipo di lavoro potenzialmente precario è più che quintuplicata rispetto al volume complessivo di lavoro, raggiungendo il 2,6%. Nonostante i notevoli progressi conseguiti dal 2012 con l’adozione del contratto collettivo di lavoro (CCL) per il settore del prestito di personale, la tendenza all’aumento di questo tipo di occupazione è preoccupante.

Le lavoratrici e i lavoratori temporanei continuano ad essere svantaggiati rispetto alle colleghe e ai colleghi impiegati a tempo indeterminato. Guadagnano meno, sono maggiormente a rischio d’infortunio e hanno prospettive di carriera più scarse che con un’ occupazione stabile. Non sorprende, quindi, che la maggior parte dei lavoratori temporanei sia alla ricerca di un impiego fisso. Il dossier sul lavoro interinale pubblicato lunedì 13 maggio dall’USS illustra bene la situazione. «Che provenga dall’immigrazione, che lavori per Uber o per un’agenzia interinale, ogni lavoratore e lavoratrice deve godere degli stessi diritti sociali degli altri e ricevere lo stesso salario per lo stesso lavoro nello stesso luogo», ha dichiarato il presidente dell’USS Pierre-Yves Maillard. Per questo motivo le occupazioni temporanee, che mettono sotto pressione i salari e le condizioni di lavoro, devono essere circoscritte.

Il presidente del SEV Giorgio Tuti ha dipinto il quadro della situazione del servizio pubblico in Svizzera: «Sono circa un migliaio le lavoratrici e i lavoratori a prestito presso la Posta Svizzera, con picchi a Natale e Pasqua. Da Swisscom la percentuale di personale interinale è mediamente dell’8,5% e alle FFS del 3,6%. I problemi sono sempre gli stessi: aumento del lavoro temporaneo, salari più bassi perché questo personale non è soggetto al contratto collettivo aziendale e non percepisce indennità, e condizioni di lavoro precarie, soprattutto perché non c’è una protezione dal licenziamento». Giorgio Tuti ha sottolineato che alle FFS si è convenuto che il tasso d’occupazione temporanea non superi il 4%. Nondimeno, presso la divisione Viaggiatori la percentuale di personale interinale è ben al di sopra della media. Sui 900 dipendenti impiegati alle officine di Olten prevalentemente nella manutenzione, un terzo è costituito da lavoratori temporanei.

Dopo aver studiato le normative in materia di prestito di personale vigenti in svariati Paesi, l’USS esige in particolare:

  • che i lavoratori temporanei siano impiegati alle stesse condizioni delle colleghe e dei colleghi con un contratto di lavoro regolare. Il principio della parità di trattamento è sancito da una legge;
  • che la Confederazione e i Cantoni definiscano delle quote massime di lavoratori a prestito impiegati negli appalti pubblici;
  • che la Confederazione e i Cantoni controllino sistematicamente le autorizzazioni delle agenzie interinali. Se le condizioni per l’autorizzazione non sono più soddisfatte, l’autorizzazione va revocata;
  • che, per quanto riguarda la sicurezza e la protezione della salute sul lavoro, si migliorino le misure di prevenzione. In particolare, per gli interinali deve essere obbligatorio il certificato personale per la sicurezza.

Per esempio nelle officine FFS di Olten ci sono 300 interinali su 900 collaboratori

Assunto dalle FFS grazie al sostegno del SEV

Lunedì mattina, durante la conferenza stampa dell’Unione sindacale svizzera, il presidente del SEV Giorgio Tuti ha illustrato la situazione di un collaboratore delle FFS impiegato a tempo determinato per ben 18 anni. Situazione che il diretto interessato ha denunciato al Blick all’inizio di aprile. Grazie al sostegno del SEV, questo addetto alle pulizie ha finalmente ottenuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Giorgio Tuti ha affermato che «purtroppo questi non sono casi isolati e dimostrano chiaramente che nel lavoro temporaneo non si tratta solo di picchi di produzione. Le FFS pianificano le attività con lavoratori temporanei a lungo termine, anche solo per motivi contabili, perché gli interinali non rientrano nella categoria dei costi per il personale, ma dei costi per il materiale, dando così l’impressione che i costi del personale siano sotto controllo. Secondo gli obiettivi definiti, il loro raggiungimento può anche essere rilevante per ottenere da parte dei responsabili dei bonus»

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