Il futuro appartiene al trasporto pubblico

Il trasporto pubblico fa parte della soluzione al problema del clima perché il suo bilancio ambientale è migliore di quello del trasporto privato a motore. Il SEV si impegna quindi ad aumentare la quota del trasporto pubblico di passeggeri dall'attuale livello di circa il 20% del volume totale al 50% entro il 2050, così come a raddoppiare entro il 2050 la quota della ferrovia sul totale del trasporto di merci in importazione, esportazione e trasporto interno. Questo richiede personale sufficiente, ben addestrato ed equamente pagato.

Testo di orientamento sulla politica dei trasporti

(Il periodo referendario va fino al 25 febbraio 2023)

Il trasporto pubblico quale strumento di lotta contro i cambiamenti climatici

Gli appelli del Consiglio mondiale per il clima sono ormai di massima allerta e hanno indotto la Svizzera a puntare al pareggio del bilancio dei gas a effetto serra entro la metà del secolo. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile che i trasporti diano un contributo importante: in Svizzera, il quaranta percento delle emissioni di CO2 e circa un terzo del consumo globale di energia vanno a carico del settore dei trasporti.

Il cambiamento climatico è il progetto collettivo per il futuro. Per essere concretizzato con efficienza dovrà però essere elaborato in modo collettivo e democratico e dovrà essere imperniato sul rafforzamento del servizio pubblico. Il cambiamento climatico potrà risultare un successo solo se concepito nell’interesse collettivo, evitando di penalizzare le persone dal reddito basso e medio, nonché i pensionati. Occorrono obiettivi ambiziosi, che possano essere raggiunti in modo socialmente sopportabile.  

Chi pone degli obiettivi deve accettare di essere misurato in base a questi e deve essere pronto a ricorrere a ulteriori provvedimenti, rispettivamente a votare ulteriori crediti, qualora le cifre non dovessero evolvere nella giusta direzione. Pertanto, il SEV chiede che, entro il 2050, la quota del trasporto pubblico passeggeri raggiunga il 50% del totale e che quella nel traffico merci interno, di import ed export venga raddoppiata. Occorrono provvedimenti anche nel traffico aereo, quali per esempio l’obbligo di aggiungere carburanti rinnovabili e l’aumento della quota di progetti ambientali del finanziamento speciale del traffico aereo sino al 25 percento delle entrate.

Le aziende devono affrontare la sfida dell’evoluzione demografica

Nel settore del trasporto pubblico, entro il 2035 numerosi dipendenti passeranno al beneficio della pensione e la fluttuazione naturale non tenderà a diminuire. Ciò significa che nei prossimi quindici anni, le aziende dovranno sostituire oltre il 40 delle loro collaboratrici e dei loro collaboratori. Presso le FFS, per esempio, 11'300 dipendenti raggiungeranno l’età della pensione entro il 2035. Il SEV è convinto che, per compensare questa mancanza di personale, le aziende debbano dimostrarsi datrici di lavoro attraenti, che offrono condizioni di lavoro socialmente avanzate, buone possibilità di formazione e salari corretti. Le aziende dovranno inoltre elaborare soluzioni per evitare le perdite di know-how.

L’Europa punta sulla promozione delle donne

La firma dell’accordo europeo “Women in Rail” costituisce una pietra miliare nel miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne, verso la parità e l’aumento della quota delle donne impiegate nel settore ferroviario. In concreto, si punta al miglioramento della condizione delle donne, grazie a retribuzioni corrette, una maggior attenzione alla salute e alla sicurezza sul posto di lavoro, alla promozione della carriera e alla prevenzione delle molestie sessuali. Il SEV, che ha contribuito all’elaborazione dell’accordo, veglierà attentamente sulla sua applicazione, intervenendo laddove necessario.

Continuare sulla via tracciata e migliorare

Cooperazione anziché concorrenza

Il trasporto pubblico svizzero continua ad essere una storia di successo a livello europeo. Il SEV è molto soddisfatto che alla fine abbia prevalso la consapevolezza che la chiave del successo del nostro sistema sia il fatto che poggi sulla cooperazione, anziché sulla concorrenza (anche nel traffico viaggiatori internazionale transfrontaliero). I pilastri del sistema attuale sono un traffico a lunga percorrenza non privatizzato, un finanziamento continuo nel tempo, una ferrovia integrata, la collaborazione di tutte le parti coinvolte, il fatto di disporre di personale sufficiente, ben formato e correttamente retribuito, una politica coerente di manutenzione e un orario cadenzato anche nelle regioni periferiche.

Condizioni quadro da proteggere

Vi sono anche condizioni quadro che devono assolutamente essere mantenute, quali il divieto di cabotaggio, di circolazione notturna e domenicale su strada per i mezzi pesanti e la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP).

Servizio pubblico

Il trasporto pubblico ha dimostrato di esser capace di funzionare in modo affidabile anche in tempi di crisi e di essere in grado di continuare a fornire a tutta la nazione una prestazione di base di grande importanza. Sono aspetti fondamentali, in quanto le riduzioni dell’offerta di trasporto pubblico hanno conseguenze molto gravi per diversi settori dell’economia e della vita.

Il traffico merci deve essere gestito come un servizio pubblico

Un’evoluzione positiva del traffico merci su ferrovia può avvenire solo abbandonando il requisito dell’autonomia finanziaria previsto dalla legge e perseguendo invece un sostanziale aumento della quota di trasporto su ferrovia. Per definire un trasporto merci su ferrovia in grado di affrontare il futuro dobbiamo renderci conto che occorre un’offerta adeguata su tutto il territorio nazionale. Ciò potrà rendere il trasporto merci parte del servizio pubblico e, in quanto tale, riconoscergli il diritto ad un sostegno da parte degli enti pubblici.

Nessuna messa a concorso per le prestazioni ordinate e divieto di esternalizzare a ditte subappaltatrici 

La tanto decantata concorrenza delle idee si è purtroppo dimostrata, anche nel settore dei bus, solo una concorrenza a livello di costi, perseguita tramite il peggioramento delle condizioni di impiego. Anche le esternalizzazioni a ditte subappaltatrici funzionano allo stesso modo. Pertanto, il SEV si sta impegnando contro il principio delle messe a concorso nel traffico ordinato. 

I cantoni devono assumersi le loro responsabilità sociali e introdurre standard minimi, come per esempio un divieto di esternalizzazione a ditte subappaltatrici. Secondariamente, i criteri di aggiudicazione delle messe a concorso devono prevedere l’obbligo da parte delle imprese partecipanti di disporre di un CCL o la disponibilità ad elaborarlo con un sindacato riconosciuto.

L’impegno del SEV

Per avere condizioni di impiego e di lavoro di buona qualità occorrono buone condizioni quadro per il trasporto. Il SEV svolge attività di lobby per fare in modo che le rivendicazioni del personale trovino ascolto e considerazione a tutti i livelli politici. Ha pertanto relazioni continue e regolari con organizzazioni, autorità, con i rappresentanti dei trasporti pubblici, i membri del Parlamento svizzero e con l’ETF.


Public Transport for Future

Il trasporto pubblico è quindi parte della soluzione al problema del clima, perché aiuta a ridurre le emissioni di gas serra e a fermare il pericoloso cambiamento climatico. Da qui il motto "Trasporto pubblico per il futuro": il trasporto pubblico è buono per il nostro futuro, il futuro appartiene al trasporto pubblico.

Sotto questo motto il SEV ha partecipato anche quest'anno alla giornata d'azione del movimento di sciopero del clima il 9 aprile, come ha fatto il 21 maggio 2021 (vedi articolo web con galleria fotografica e video).

Abbiamo bisogno di un cambiamento climatico, ma questo è possibile solo collettivamente e deve essere socialmente accettabile. Il trasporto sostenibile deve essere anche socialmente sostenibile. Il SEV ritiene che si debbano stabilire le condizioni quadro per questo: protezione del clima come parte integrante del servizio pubblico; trasformazione socialmente accettabile; cooperazione invece di concorrenza e nessuna disumanizzazione del trasporto pubblico.

Purtroppo, lo sviluppo del trasporto merci è spesso trascurato nelle discussioni su energia e clima. Il SEV vede questa lacuna e da anni avverte che se si vuole aumentare in modo significativo la quota del trasporto ferroviario, non bisogna fissarsi sull’esercizio redditizio del trasporto merci.

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