Politica sociale

Testo di orientamento sulla politica sociale

(Il periodo referendario va fino al 25 febbraio 2023)

Il SEV segue con la massima attenzione le questioni riguardanti le assicurazioni sociali. Lo Stato sociale è uno dei pilastri della nostra società, poiché permette una più corretta ripartizione della ricchezza e una retribuzione adeguata della produttività generata dalle lavoratrici e dai lavoratori. Secondo il SEV, deregolamentare significa smantellare lo Stato sociale e incrementare le ingiustizie. Invece, occorre consolidare i patti generazionali e la solidarietà sociale in seno alle aziende.

Il SEV si fa carico delle rivendicazioni raccolte in superficie, anche la di là dei CCL

Spesso è la salute ad impedire di continuare a svolgere la propria professione, in particolare per le conducenti e i conducenti di veicoli. Si impone quindi l’adozione di una «soluzione settoriale» e il SEV sta tentando di convincere le aziende dei trasporti pubblici a considerare la possibilità di finanziare il pensionamento anticipato. Allo stesso tempo, il SEV si impegna affinché i giovani che accedono al mercato del lavoro vi possano trovare le stesse condizioni di lavoro e le stesse prospettive di rendita dei loro predecessori. Una definizione corretta dei processi di transizione resi necessari dall’avvento della digitalizzazione e dai cambiamenti climatici richiede il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori. Gli impieghi che scompaiono vanno sostituiti con nuovi impieghi ad elevato valore aggiunto. Il SEV si sta battendo a favore di un’evoluzione in tal senso. 

Premi di cassa malati sostenibili per tutti

I continui aumenti dei premi di cassa malati stanno intaccando pesantemente il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori. Unitamente all’USS, il SEV deve impegnarsi a favore di una soluzione che permetta di sgravare e migliorare la situazione delle economie domestiche.

Contro il ridimensionamento del sistema previdenziale

Per molte persone, il sistema di previdenza per la vecchiaia, basato prevalentemente su due pilastri, non è più sufficiente per disporre di un reddito adeguato al termine di una lunga vita di lavoro. Quanto promesso dall’AVS non viene ormai più mantenuto, anzi: è addirittura rimesso in discussione. Il SEV si sta battendo con tutto il suo peso per un’evoluzione positiva e, assieme all’USS, lotta per rafforzare l’AVS: innanzitutto con l’iniziativa popolare per una tredicesima mensilità AVS, che permetterebbe di migliorare la situazione finanziaria delle persone più povere, molte delle quali sono donne, nella terza età; quindi con l’iniziativa popolare «Rafforzare l’AVS grazie agli utili della Banca nazionale», che permetterebbe di assicurare il finanziamento a lungo termine dell’assicurazione più equa della nostra previdenza per la vecchiaia. Il SEV si impegna al massimo in questa «lotta per le rendite», perché non possiamo lasciar cadere la promessa alla base dell’istituzione dell’AVS: garantire alle pensionate e ai pensionati un’esistenza dignitosa. 

Secondo pilastro

Le rendite delle casse pensioni sono in calo da anni. Il secondo pilastro è finanziato secondo un sistema di capitalizzazione. Ciò implica che, per soddisfare le aspettative di rendita, si deve far capo a introiti conseguiti sul mercato dei capitali. Gli ultimi anni, caratterizzati da bassi tassi di interesse, ci hanno imposto riduzioni delle rendite che solo nei migliori dei casi abbiamo potuto contenere tramite misure di attenuazione. Ora dovremmo essere giunti al termine dell’evoluzione al ribasso dei tassi di conversione. Negli ultimi dieci anni, la maggior parte delle casse pensioni ha saputo perseguire una strategia di investimenti equilibrata, che ha permesso rendimenti molto interessanti dell’ordine del 5 percento; inoltre, riscontriamo tendenze inflazionistiche che dovrebbero portare ad aumenti dei tassi d’interesse.

Le casse pensioni che hanno saputo muoversi abbastanza bene si ritrovavano, a fine 2021, nella confortevole situazione di un grado di copertura superiore al 110 percento. La situazione generale era quindi nettamente più positiva, anche grazie a riduzioni dei tassi di conversione che hanno sgravato i rispettivi conti d’esercizio. A pagare un prezzo elevato per questa evoluzione sono però stati gli assicurati, sotto forma di una bassa rimunerazione degli attivi e di rendite ridotte per i neopensionati, spesso chiamati a pagare anche contributi di risanamento necessari per rimediare a errori di altre persone che avevano adottato strategie di investimento azzardate.

Nel 2022, a causa della guerra e dei prezzi dell’energia, stiamo assistendo a forti reazioni dei mercati finanziari, che dovrebbero però esaurirsi non appena arriveranno notizie migliori.

Quando ciò avverrà, buone posizioni di partenza dovrebbero permettere agli assicurati di partecipare agli sviluppi positivi, sotto forma di versamenti in caso di gradi di copertura più elevati o di aumenti delle partecipazioni alle performance negli anni di borsa positivi. Per finire, nell’ambito della gestione dei loro portafogli, le casse pensioni dovrebbero dar prova di responsabilità sociale ed ecologica, con investimenti sostenibili e in grado di soddisfare elevate esigenze etiche.

Rivendicazioni per le casse malati

  • Il SEV si impegna a fianco dell’USS per un sistema e per soluzioni che alleviano le difficoltà e migliorano la situazione di tutte le economie domestiche, se necessario includendo il sistema di sussidi ai premi individuali.

Rivendicazioni per la previdenza vecchiaia – AVS

  • Difesa dell’età di pensionamento di 65 anni.
  • Impegno nella campagna di voto a favore dell’iniziativa per una tredicesima AVS.
  • Sostegno all’iniziativa per il rafforzamento dell’AVS grazie agli utili della Banca nazionale.
  • Verifica del sistema di indice misto per la compensazione del rincaro per le rendite AVS/AI.

Rivendicazioni per la previdenza vecchiaia – LPP, a medio termine

  • Il SEV, come l’USS, respinge la più recente proposta delle camere e si impegna in favore del compromesso originale proposto dalle parti sociali.
  • Se necessario, il SEV sosterrà il referendum contro una riforma della LPP insoddisfacente
  • Nell’ambito di ulteriori riforme a medio termine, il SEV si impegnerà per:
  • una migliore tutela delle donne nell’ambito del secondo pilastro;
  • Migliore considerazione delle lavoratrici e dei lavoratori a tempo parziale tramite la riduzione o la soppressione degli importi di coordinamento;
  • Introduzione di modelli di partecipazione che permettano aumenti delle rimunerazioni e supplementi sulle rendite in caso di buona salute finanziaria della cassa pensioni.
  • Applicazione sistematica dei criteri di sostenibilità ESG (Environment, Social, Governance).

Rivendicazioni per la previdenza vecchiaia – prestazioni complementari

  • Miglioramento delle prestazioni complementari ed estensione dell’esenzione fiscale ai redditi AVS.