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Colpi di diritto

Il «privato» è sempre una «faccenda privata»?

Può sempre succedere che affermazioni o comportamenti vengano riportati all’ interno dell’azienda e che l’interessato sia chiamato a giustificarsi. Si pone quindi la domanda di quando e dove il «privato» sia effettivamente tale.

Il privato su Facebook

Nicoletta trascorre volentieri parte del suo tempo su Facebook. Condivide vari contenuti con il suo gruppo, che ha reso «privato». Un giorno il suo capo la convoca in direzione e le pone domande a questo riguardo. A quanto sembra, su FB Nicoletta si è espressa in modo assai critico sul suo stile di conduzione. Lei sostiene di avere pubblicato questi post nel suo tempo libero, in un gruppo privato, e che si tratta solo e semplicemente della sua opinione personale.

In genere si ritiene che Facebook sia uno spazio pubblico. Chiunque, cercando con Google, vi può trovare un profilo e leggerne i messaggi, i «Mi piace» e così via. È comunque possibile condividere i propri dati solo con gli amici, in modo che solo loro possano vedere i post e le foto pubblicati. In effetti questo sarebbe un ambito un po’ più privato. L’interessato tuttavia non può far niente se altri amici del gruppo sui social network condividono i contenuti. Prima o poi il post o la foto arriveranno allo scoperto. Facebook dunque esige cautela, proprio per questa ragione.

Anche se alla fine Nicoletta ha evitato conseguenze legate al diritto del lavoro, i rapporti con il suo superiore non ne beneficeranno certamente.

Colloqui privati ad un evento aziendale

Nel corso dell’aperitivo organizzato dalla ditta, Pietro e Andrea sono insieme al bar davanti a un bicchiere di vino. Ad entrambi piace la collega del reparto contabilità e così ne nasce un ... discorso tra uomini. Qualche tempo dopo i due sono convocati per un colloquio nell’ufficio del capo. L’accusa: aver fatto commenti inadeguati durante l’aperitivo.

Anche in occasione di eventi aziendali, indipendentemente dal grado di confidenza o dall’ambiente simpatico venutosi a creare, valgono sempre e comunque le regole interne. Non trattandosi di un incontro privato, bisogna riflettere bene con chi e di che cosa si parla. C’è sempre qualcuno in giro che ascolta. Il fatto che fosse un appuntamento organizzato dall’ azienda ha indotto il superiore ad intervenire. Ed ecco che i due colleghi saranno chiamati a giustificarsi davanti al loro capo.

Colloqui privati in un ambito pubblico

Dopo il lavoro, Enrico a Andrea discutono fra loro sul tragitto verso la stazione. Oggetto dell’animato scambio di vedute il collega che lascia sempre la tazza sporca presso la macchinetta del caffè. Il giorno dopo i due devono presentarsi dal capoufficio; a quanto pare qualcuno ha udito le loro parole.

Conversando in uno spazio aperto al pubblico occorre una certa prudenza. In caso di considerazioni o di affermazioni che violano l’obbligo di riservatezza, danneggiano il buon nome della ditta o sono chiaramente di stampo sessista o razzista, possono esservi implicazioni legate al diritto del lavoro. La discussione fra Enrico a Andrea va considerata come di natura privata, senza altre conseguenze. Anche in questo caso, però, il clima di lavoro non migliorerà.

Il «privato», dunque, è tale quando avviene nell’ambito riservato della famiglia o della cerchia di amici. In pubblico è consigliata una certa prudenza.

Parlare con gli altri e scambiarsi idee e opinioni costituisce un elemento centrale della nostra vita comune, di cui non dovremmo assolutamente fare a meno. Niente può sostituire una bella chiacchierata. E spesso è proprio il colloquio faccia a faccia ad evitare l’insorgere di situazioni spiacevoli.

Team protezione giuridica SEV

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