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Concorrenza: il SEV può cantar vittoria

Al congresso SEV 2015, i delegati e le delegate si proteggono, con mantelline e ombrelli aperti, contro la pioggia di guai che l’UFT rischia di scatenare con la sue "Visione 2030" dei trasporti pubblici.

Quattro anni fa, i/le delegati/e del Congresso SEV avevano indossato delle mantelline contro la pioggia e si erano muniti di ombrelli per proteggersi contro il diluvio di problemi che avrebbe provocato la strategia 2030 dell’UFT. Questa immagine era stata ampiamente riportata dai media nazionali. Quattro anni dopo, possiamo assaporare i contenuti della nuova strategia UFT svelata la settimana scorsa. L’Ufficio federale dei trasporti (UFT) rinuncia all’ideologia basata sulla concorrenza e sulla privatizzazione, come pure all’esplicito incoraggiamento degli autobus a lunga percorrenza. L’UFT ha finalmente capito ciò che abbiamo detto, nell’estate del 2014, quando aveva presentato la sua prima strategia. Le gare d’appalto sistematiche sono costose e non vanno a vantaggio di nessuno.

Invece della concorrenza e dell’ apertura del mercato, l’UFT vuole ora incoraggiare la cooperazione tra le imprese di trasporto. Questo modello di cooperazione si è finora dimostrato valido. Ed è estremamente importante per la qualità del trasporto pubblico. Se ogni attore si preoccupa solo del proprio profitto, è la qualità del trasporto pubblico a risentirne, come ad esempio in Svezia. L’obiettivo del trasporto pubblico non è quello di ottenere il maggior numero possibile di utili, ma di fornire un elevato livello di servizio pubblico per l’intera popolazione su tutto il territorio nazionale. L’UFT intende ora preservare le conquiste del sistema di trasporto pubblico svizzero di fronte agli interessi dell’UE e della Svizzera in materia di trasferimento del traffico e di inquinamento acustico. Un altro punto positivo degno di nota: l’UFT aspira ora ad una migliore ripartizione modale anche nel traffico merci interno e non più solo nel traffico di transito. E anche questa è stata una rivendicazione del SEV, peraltro di lunga data. Per contro l’UFT non mette in discussione l’autofinanziamento del traffico merci. Un miglioramento della ripartizione modale del traffico merci interno, tuttavia, non sarà possibile senza sovvenzioni.

Non dobbiamo avere paura di dirlo: il SEV ha svolto un ruolo non trascurabile in questo cambiamento di strategia. Negli ultimi 5 anni abbiamo esercitato pressioni sui politici e abbiamo svolto un enorme lavoro sindacale; abbiamo veicolato il nostro messaggio per impedire l’attuazione di una strategia dannosa per il trasporto pubblico e quindi per i/le dipendenti. Una lotta politica e sindacale necessaria. E questo dossier lo ha chiaramente dimostrato.

 

Commenti

  • Eric Perroud

    Eric Perroud11/07/2019 10:25:10

    Bravo pour votre travail ! Mais ne baissé pas la garde.
    Amicalement
    E. Perroud

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