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Officine di Bellinzona; le maestranze vogliono partecipare alla definizione dei contratti

«Vogliamo dire la nostra»

Sono mesi decisivi per il futuro delle officine di Bellinzona. La decisione delle FFS sull’ubicazione del nuovo stabilimento giungerà entro la fine dell’anno e non come previsto entro giugno.

Dieci anni di lotta per le Officine di Bellinzona ricordati lo scorso 5 maggio in pittureria

Il punto principale all’ordine del giorno della riunione di Piattaforma svoltasi lo scorso 30 aprile era: «in prospettiva dell’applicazione della dichiarazione d’intenti del 10 dicembre 2017 con contratti vincolanti, verrà offerta alle parti l’opportunità di prendere posizione sugli intenti di cantone, municipio di Bellinzona e FFS, chiarendo eventuali questioni aperte e di presentare le proprie richieste». Dopo aver preso atto che sia da parte delle FFS che del Cantone le posizioni rimangano immutate rispetto quanto già riportato dalla dichiarazione d’intenti, le maestranze hanno ribadito quanto contenuto nella risoluzione votata all’unanimità dai lavoratori presenti all’assemblea dello scorso 20 aprile. Oltre che richiamare al rispetto degli accordi sottoscritti e passando puntualmente in rassegna tutti gli altri punti della risoluzione citata, i rappresentanti del personale vogliono andare oltre alla semplice informazione sul prosieguo delle trattative tra Cantone, Municipio e FFS ed essere parte attiva del processo. Le maestranze hanno pertanto formulato la richiesta formale sul seguente punto: «in conformità agli accordi di «Piattaforma» si chiede che da subito le decisioni o eventuali stesure di futuri contratti inerenti progetti di natura operativa o ancor meglio strategica, che riguardano le OBe nel breve, medio e lungo termine, siano discussi, condivisi e approvati con la CoPe allargata e ratificati in ultima istanza, dall’assemblea dei lavoratori, in linea con quanto sottoscritto finora». Bisognerà quindi fare in modo di trasformare le intenzioni in contratti vincolanti. Sebbene il mediatore Franz Steinegger abbia invitato sia i rappresentanti delle FFS che i consiglieri di Stato presenti Christian Vitta e Claudio Zali di tener conto di questa apprezzabile e importante richiesta pervenuta al comitato a nome delle maestranze, nelle dichiarazioni ai media sia FFS che Cantone non hanno fatto nient’altro che ribadire le proprie posizioni, dimenticando di menzionare la loro disponibilità nel dare seguito alla nostra richiesta formale.

A suscitare scalpore è stata l’intervista del portavoce delle FFS in cui afferma che l’alternativa d’avere in futuro 200-230 posti di lavoro è quella di non averne più del tutto! Queste affermazioni mettono ulteriore benzina sul fuoco e non tranquillizzano certamente un clima già teso! Intanto rimangono le preoccupazioni sul presente e futuro. Le maestranze reputano infatti disattese le promesse delle ferrovie sul mantenimento dei volumi di lavoro a corto e medio termine. Una preoccupazione che per il comitato «Giù le mani dalle officine» ha motivazioni concrete: delocalizzazione e trasferimento di attività o rinuncia di attività legate soprattutto alle locomotive, ad esempio la lavorazione di parte dei carri merci che verrà trasferita in Germania, oppure il taglio di 25’000 ore di lavoro riconducibile alla mancata manutenzione di locomotive.

Il personale non ha nessuna intenzione di fare la fine dei ferri vecchi...

«Si fantastica sul futuro, ma si perde di vista quello che sta succedendo», afferma Gianni Frizzo, leader storico dello sciopero di 10 anni fa. Una cosa è certa, le incognite sono ancora molte: cosa capiterà nei prossimi anni fino all’apertura della nuova struttura? Quanti saranno i posti di lavoro? Che fine farà il Centro di competenze? Quali saranno i contenuti del nuovo Parco tecnologico? La discussione proseguirà con una serie di riunioni di Piattaforma in un gruppo ristretto.

10° anniversario dallo sciopero

Il 5 maggio, alla presenza di circa 200 collaboratori, famigliari, simpatizzanti e autorità politiche (tra cui il sindaco di Bellinzona Mario Branda) si è tenuta nella storica Pittureria delle Officine la festa per il 10° anniversario dallo sciopero. In una discussione sul presente e prospettato futuro, l’associazione «Giù le mani dall’Officina» ha approfondito tra l’altro l’ultimo incontro di Piattaforma, presentando i dati per il futuro: nel nuovo sito le ore produttive scenderanno dalle attuali 345’000 a 200’000, ovvero di quasi la metà. Ma quello che preoccupa maggiormente è la fase transitoria, soprattutto la fase dal 2023 al 2027. Sollecitato a prendere la parola, il sindaco Mario Branda ha dichiarato tra l’altro che la lettera d’intenti sottoscritta assieme al Cantone con le FFS contiene l’impegno da parte delle FFS a mantenere i posti di lavoro.

Ricordiamo volentieri al sindaco che alle FFS la protezione del licenziamento è garantita dal CCL e non è pertanto un regalo offerto dalle FFS!

Pascal Fiscalini

Nomina

Francesco Giampà sarà il nuovo Direttore delle Officine FFS di Bellinzona. Succede a Felix Hauri, che in autunno andrà in pensione. Giampà, 37 anni, cresciuto in Ticino e di madre lingua italiana, è attivo dal 2010 presso le Officine; dal 2016 è il responsabile della Minifactoy Locomotive e membro di Direzione. Con la sua nomina «è stata scelta una figura con ampia esperienza sia presso le FFS che nel settore industriale» si legge nella nota delle FFS. Giampà ha studiato Tecniche Industriali e di Produzione presso il Politecnico di Zurigo.

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