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Officine di Bellinzona

Officine ad Arbedo-Castione

Il Comune di Arbedo-Castione è stato scelto quale luogo per il nuovo stabilimento FFS in Ticino. Il nuovo sedime dovrebbe sostituire le attuali Officine di Bellinzona. Sulla base di 27 criteri di valutazione Arbedo-Castione è risultato essere il sito più idoneo.

Secondo il comunicato stampa delle FFS: «In seguito alla firma tra Cantone Ticino, Città di Bellinzona e FFS della Lettera d’Intenti (LOI) sul futuro delle attuali Officine lo scorso 11 dicembre, nel corso degli ultimi mesi di quest’anno le Ferrovie Federali hanno sondato varie ubicazioni dove poter insediare il nuovo stabilimento industriale che, a partire dal 2026, andrà a sostituire le attuali Officine di Bellinzona. Le FFS hanno pertanto inoltrato all’Ufficio Federale dei Trasporti la richiesta per una zona di progettazione riservata di circa 150’000 m2 per impianti ferroviari a nord di Arbedo-Castione. La procedura per la determinazione della zona riservata è ora gestita dall’UFT, in base alla Legge Federale sulle Ferrovie. Con questo passo si getta la prima, importante base per assicurare il futuro del nuovo e avanguardistico stabilimento industriale. Nei prossimi mesi le FFS si concentreranno sulla progettazione e sul processo di trasformazione e transizione, come previsto dalla lettera d’intenti».

Rimane la questione politica legata al sostegno pubblico sull’investimento dell’attuale sedime di Bellinzona: 100 milioni da parte del Cantone e 20 milioni dalla Città di Bellinzona nell’ambito di uno dei progetti che il Municipio ritiene strategici per lo sviluppo della città, andando anche a incidere sul futuro del comparto attualmente occupato a Bellinzona. I messaggi del Consiglio di Stato e dell’Esecutivo cittadino bellinzonese con le relative richieste di credito saranno firmati entro fine mese. In seguito la palla passerà ai deputati e ai consiglieri comunali. Rimane aperto l’esito che avrà la votazione (presumibilmente in autunno) dell’iniziativa inoltrata nel 2008. Secondo lo storico leader dello sciopero del 2008 e presidente dell’associazione «Giù le mani dall’Officina» Gianni Frizzo: «Per noi l’iniziativa che chiede l’istituzione di un polo tecnologico-industriale alle attuali Officine sarà il punto principale per creare un dibattito pubblico nel quale FFS, istituzioni cantonali e comunali dovranno spiegare al popolo perché non è possibile mantenere il sito dov’è da sempre, investendo nell’ammodernamento una somma inferiore a quella prevista per la futura struttura».

Come già ribadito in più occasioni, la vera sfida inizia ora. Spetta alle FFS e alla politica affinare i dettagli dei contenuti della lettera d’intenti, coinvolgendo nei contratti definitivi i rappresentanti delle maestranze come richiesto durante l’incontro di Piattaforma del 30 aprile 2018. In particolare si tratterà di chiarire i volumi di lavoro e le competenze dell’attuale officina durante la fase transitoria. Avendo a disposizione 150’000 m2 di terreno bisognerà definire dettagliatamente, oltre alla manutenzione dei TILO, nuovi Giruno e ETR 610/503, gli spazi necessari per permettere di continuare a svolgere le attività attuali anche nella nuova struttura, per evitare la drastica diminuzione delle ore lavorative a 200’000, cifra che corrisponderà al dimezzamento degli attuali posti di lavoro.

Pascal Fiscalini

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