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I nodi restano

Dopo la decisione dello scorso autunno della città di Bellinzona sullo stanziamento di 20 milioni di franchi, il 22 gennaio il Gran Consiglio ticinese ha approvato a sua volta il credito di 100 milioni quale contributo per la realizzazione del nuovo stabilimento industriale. Nei dibattiti durati più di quattro ore non sono mancati i pareri negativi. Questo è un chiaro segnale e dimostra che i nodi da sciogliere sono ancora molti. Oltre alle incognite legate a un possibile referendum, lo stanziamento dei crediti non risolve per nulla la questione del mantenimento dei posti di lavoro, anzi conferma la volontà della maggioranza politica, la quale è disposta a spendere 120 milioni di franchi per ottenere in cambio la metà degli attuali posti lavoro! Quello che attualmente preoccupa maggiormente è tutta la tematica legata alla fase di transizione; attualmente non è possibile fare un’esatta previsione dei volumi di lavoro e quindi sull’effettivo del personale fino al 2026, data prevista per l’inaugurazione del nuovo stabilimento. Fino a quando non sarà presentato un business plan concreto (sarebbe veramente giunta l’ora!), serviranno a poco tutte le promesse fatte dalla politica e dalle FFS di voler prestare la massima attenzione durante la fase di transizione. Prossima tappa fondamentale per il futuro delle Officine sarà il mese di febbraio, in cui verrà discussa in Gran Consiglio l’iniziativa popolare del 2008 dove si chiede la creazione di un polo tecnologico nel settore del trasporto pubblico e il controprogetto del partito socialista (PS).

Pascal Fiscalini

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