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Officine FFS di Bellinzona

Tra preoccupazioni e speranze

Martedì 27 giugno, la commissione del personale allargata ha riferito dell’esito della riunione di Piattaforma svoltasi il venerdì precedente a Lucerna.

L’assemblea ha ospitato una delegazione di colleghi della NLM in sciopero. Memore del sostegno ricevuto nel 2008, ha deciso di promuovere una colletta, alla quale ha aderito anche l’associazione «Giù le mani dall’Officina» (vedi dossier alle pag. 8 - 10).

Questa piattaforma non ha portato novità sostanziali rispetto alla situazione attuale e le evoluzioni previste a breve e medio termine. Questa constatazione racchiude il pomo della discordia tra FFS e CoPe allargata, dato che i volumi di lavoro restano ben lontani da quelli promessi dagli accordi sottoscritti per la costituzione del centro di competenze.

Le FFS si trincerano dietro l’asserita stabilità, trascurando però che questa stabilità ha comportato la cancellazione di diverse decine di posti di lavoro dal 2013, né si intravvedono margini di crescita che permettano di recuperare i previsti aumenti di produttività.

All’orizzonte si potrebbe quindi profilare un’ulteriore diminuzione degli effettivi.

Un passo alla volta!

Qualche segnale positivo è venuto dalle attività di mercato, in particolare legate a possibili ulteriori interventi sui treni FLIRT, che devono però ancora essere confermati.

Le FFS continuano anche a parlare delle prospettive a lungo termine, per le quali stanno elaborando possibili scenari. Abbiamo già avuto modo di osservare che queste prospettive rappresentano certamente un aspetto positivo, proprio perché indicatrici di una volontà delle FFS di essere presenti con attività industriali di manutenzione del materiale rotabile in Ticino. Ciò a condizione però di indicare chiaramente quale potrebbe essere l’obiettivo finale, che contempli anche un’occupazione adeguata alle nostre aspettative, nonché di definire un percorso condiviso per arrivarci che eviti di compromettere le competenze attuali e altri potenziali di sviluppo.

In questo senso, molto resta da fare e la prospettiva a lungo termine non deve ne può far dimenticare le difficoltà attuali.

L’assemblea ha quindi ascoltato con attenzione le spiegazioni di Gianni Frizzo e Ivan Cozzaglio e confermato la propria fiducia nell’operato della Cope allargata.

Gi

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