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Lago Maggiore: al timone con un CCL

Alcuni di loro hanno preso altre vie, ma per la maggioranza dei marinai il CCL è un punto su cui costruire. Eccoli sul pontile a fine giugno 2017. (Foto: Ti-Press/Pablo Gianinazzi)

Il CCL è nato dopo innumerevoli incontri negoziali con la direzione SNL, una giornata di sciopero e cinque sedute all’ufficio cantonale di conciliazione sotto la direzione del consigliere di Stato Christian Vitta. Il CCL è stato votato all’unanimità dai dipendenti e dal Consiglio di amministrazione SNL, entrerà in vigore dal primo gennaio 2019 per la durata di 3 anni prorogabili.

Diciamolo subito, non abbiamo raggiunto tutto quanto ci saremmo aspettati, ma più di così non era oggettivamente possibile ottenere. E i primi ad esserne consapevoli sono proprio i dipendenti ex NLM che hanno approvato all’ unanimità il CCL consapevoli che lo stesso è stato il frutto di una conciliazione e non di una normale trattativa fra le parti. Il classico prendere o lasciare che per i dipendenti avrebbe però significato, in caso di mancata accettazione, l’applicazione del regolamento aziendale in uso sulle sponde del Ceresio a Lugano, come pure un allontanamento dei sindacati nel dialogo di partenariato sociale.

Una lunga vertenza e la compattezza dei marinai

In questa lunga vertenza vanno comunque ricordate alcune cose. La prima, che solo grazie alla forte compattezza di questi marinai, l’anno scorso è stato possibile garantire a tutti quelli che hanno deciso di restare un posto di lavoro e le condizioni salariali dell’ex datore di lavoro per tutto il 2018. La seconda, che durante il turbolento 2018, l’unione tra loro non è mai venuta a meno e questo ha permesso di ottenere un CCL sicuramente migliorativo rispetto al regolamento aziendale di Lugano. Da notare, che pure quest’ultimo sotto alcuni aspetti verrà adeguato e questo proprio grazie alla pressione esercitata dai colleghi di Locarno. Un beneficio indiretto su cui riflettere. Ma la cosa più importante, è che questi marinai hanno dimostrato in modo continuativo all’opinione pubblica come il lavoro e le condizioni lavorative vanno difese e possono essere difese. Non a proclami, ma con i fatti.

Questi marinai non si sono mai prestati a farsi strumentalizzare da nessuno, in particolare da schieramenti politici o movimenti vari che in varie fasi della loro lotta hanno cercato di cavalcare la loro compattezza. No, hanno deciso loro e solo loro in modo autonomo nelle loro assemblee. Ad accompagnarli sin dall’inizio con una coriacea perseveranza i sindacati SEV, Unia e OCST che si sono mossi all’unisono a favore della causa di questi dipendenti. Tra gli attori dei vari sindacati è nata così un’amicizia che va ben oltre gli schieramenti sindacali che a volte purtroppo frenano e logorano l’attività sindacale stessa.

La storia infinita di questo Contratto collettivo di lavoro

Che doveva essere negoziato un CCL era stato messo nero su bianco nei punti dell’intesa che ha permesso la fine dello sciopero siglata tra Consiglio di Stato e sindacati nel luglio del 2017. Subito dopo la nascita del Consorzio, che come si ricorda non fu ad inizio gennaio ma solo a primavera, i sindacati hanno immediatamente chiesto l’inizio delle trattative per l’elaborazione del CCL. Per le maestranze e i sindacati, i temi più scottanti riguardavano le componenti finanziarie e la tutela dei dipendenti stagionali. La cronologia di quanto accaduto in primavera e in estate nell’ambito delle trattative è stata per usare un eufemismo, intensa ed impegnativa ma non ha prodotto praticamente nulla in termini di risultati concreti. E questo, nonostante una giornata di sciopero lo scorso 3 luglio. Per questo motivo, i sindacati in settembre hanno chiesto l’intervento dell’ufficio cantonale di Conciliazione. Ne sono seguite trattative intense con SNL e 5 sedute presso l’ufficio cantonale di Conciliazione sotto la Direzione del Consigliere di Stato Christian Vitta. L’ultimo incontro presso l’Ufficio di conciliazione si è tenuto lo scorso 22 novembre e l’assemblea del personale ha ratificato l’accordo il 4 dicembre. Un voto unanime da parte dell’assemblea, che denota il grande sostegno di cui ha beneficiato il testo negoziato. L’assemblea ha sottolineato il punto dolente relativo ai livelli salariali previsti, ritenuti troppo bassi per dei dipendenti che subiranno mediamente delle diminuzioni di salario rispetto alla situazione attuale, solo in parte mitigate dalle misure transitorie concordate sotto l’egida dell’Ufficio cantonale di conciliazione. I sindacati e l’Assemblea dei dipendenti hanno comunque confermato e comunicato la loro soddisfazione per il risultato raggiunto e hanno ringraziato il consigliere di Stato Christian Vitta per l’impegno profuso attraverso l’Ufficio cantonale di conciliazione.

E per il futuro?

Sindacati e maestranze condividono con la direzione SNL la certezza che la firma di questo CCL permetterà di sostenere al meglio lo sviluppo dell’attività sul lago, nell’interesse di tutte le parti in causa , del turismo e della popolazione residente nella regione, che desiderano peraltro ancora una volta ringraziare per il sostegno dimostrato a più riprese.

Maestranze e sindacati sono pienamente consapevoli come questo CCL rappresenti una base su cui lavorare e l’obiettivo per le prossime trattative dovrà essere quello di migliorarlo.

Di fatto, una compagnia di navigazione sui laghi ticinesi, pubblica e turistica, difficilmente potrà viaggiare unicamente con le proprie gambe. Il turismo legato al lago resta un tassello importantissimo per l’economia del nostro Cantone. Riconoscerne l’importanza è fondamentale come pure lo è capirne le difficoltà oggettive di chi è chiamata a gestirla fornendo adeguate prestazioni al territorio. In questo senso, una politica seria e lungimirante non potrà far finta di non tenerne conto.

Angelo Stroppini

I principali contenuti del nuovo CCL

Il CCL riguarda unicamente i dipendenti attivi sul bacino del Lago Maggiore. Per i dipendenti di Lugano resta in vigore il regolamento aziendale. La validità del Contratto è di tre anni ed è prorogabile.

Ai dipendenti ex NLM è stata riconosciuta l’intera anzianità maturata con il vecchio datore di lavoro. Per un periodo transitorio di 3 anni, i 18 ex dipendenti NLM, beneficeranno di un fondo per gestire la graduale riduzione dell’indennità di residenza. Per il 2019 di CHF 22’000, per il 2020 di CHF 16’000 e per il 2021 di CHF 10’000.

L’evoluzione dello stipendio dei dipendenti di Locarno e Lugano avverrà sulla base della scala salariale SNL, così come segue:

  • 1. Gennaio 2019: + 2%
  • 1. Gennaio 2022: + 1%
  • 1. Gennaio 2023: + 2%

Questi adeguamenti saranno concessi a delle condizioni stabilite in sede di conciliazione.

Sul tempo di lavoro, a partire dal 1° gennaio 2019, sia per Locarno che Lugano saranno applicate 42 ore settimanali e garantiti un minimo di 90 giorni tra liberi e compensi (attualmente 86 nel regolamento aziendale). Le parti si sono accordate in conciliazione di avviare trattative alfine di arrivare alla garanzia di almeno 96 giorni tra libero e compensi a decorrere dal 2021.

Nel CCL, è regolato il tribunale arbitrale, la partecipazione aziendale e uno speciale regolamento a tutela dei dipendenti stagionali.

 

Un CCL da cui ripartire

Editoriale di Barbara Spalinger, vicepresidente SEV

Siamo partiti da uno sciopero (iniziato il 25 giugno 2017), una lunga vertenza, una laboriosa contrattazione per infine approdare ad un Contratto collettivo di lavoro (dicembre 2018). Si tratta indubbiamente di un traguardo importante, perché un CCL garantisce nero su bianco una serie di garanzie contrattuali che definiscono in modo chiaro le condizioni di lavoro dei marinai. Non è stato un percorso facile, tutt’altro. Ma il SEV, e in particolare il segretario sindacale Angelo Stroppini, ha tenuto ben saldo il timone delle trattative anche quando le acque erano piuttosto turbolente. È stato infatti necessario fare capo all’Ufficio cantonale di conciliazione per dirimere la vertenza tra sindacati e SNL.
La tentazione di uno sguardo retrospettivo è grande. E certamente non posso non menzionare i giorni dello sciopero, la risoluta determinazione del personale, il grande e instancabile lavoro sindacale – al fronte e dietro le quinte -, la solidarietà della popolazione, l’impegno della politica. Ma paradossalmente il lavoro più duro e difficile è stato quello successivo allo sciopero. Poiché dalla dinamica della legittima contrapposizione si è dovuti passare – necessariamente – alla logica del confronto e della contrattazione, in condizioni spesso complicate. Su questo piano, centrale è la padronanza del dossier e la conoscenza, per esempio, della Legge sulla durata del lavoro, pane quotidiano nel settore del trasporto pubblico. E pane quotidiano del SEV: la lunga esperienza e le competenze del SEV sono state messe costantemente e tenacemente al servizio del personale, in collaborazione con gli altri due sindacati UNIA e OCST.
La conclusione e lo sviluppo dei contratti collettivi di lavoro sono il compito più importante del SEV, chiaramente definito nei testi di orientamento sulla politica contrattuale e sindacale. Questi documenti strategici vengono discussi e approvati dal Congresso.
Essere riusciti a concludere un nuovo CCL cercando di ottenere ragionevolmente il massimo, rappresenta in fondo un nuovo punto di partenza. Perché ora la base contrattuale sui cui costruire e da cui ripartire, è solida. Per i marinai del Lago Maggiore significa affrontare il 2019 con un quadro definito che dovrebbe dare un minimo di tranquillità e sicurezza. E per il sindacato significa aver posto delle condizioni operative chiare, la cui applicazione dovrà essere naturalmente seguita con la consueta attenzione.

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