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Le critiche del SEV sono state recepite

L’UFT volta le spalle alla concorrenza

L’ufficio federale dei trasporti ha finalmente rivisto la propria strategia del 2014 sul trasporto pubblico. Ha così dato seguito alle richieste del SEV, accogliendone anche le insistenti e fondate critiche. Occorrono tuttavia ancora alcune correzioni.

Al congresso SEV 2015, i delegati e le delegate si proteggono, con mantelline e ombrelli aperti, contro la pioggia di guai che l’UFT rischia di scatenare con la sue "Visione 2030" dei trasporti pubblici.

«Siamo molto soddisfatti che l’ideologia della concorrenza e della privatizzazione e la volontà di promuovere i bus a lunga percorrenza siano state abbandonate», commenta il presidente del SEV Giorgio Tuti. «Da cinque anni, nei confronti dell’UFT sosteniamo l’inutilità e i maggiori costi del ricorso sistematico alle gare di appalto. Adesso sembrerebbe proprio che l’abbiano capita».

Cooperazione anziché concorrenza ad ogni costo  

Anziché concorrenza e apertura al mercato, l’UFT si pronuncia ora in favore della cooperazione tra le aziende di trasporto. «Una cooperazione che sino ad oggi ha dato ottima prova di sé e che risulta di fondamentale importanza per la qualità del trasporto pubblico», spiega Tuti. «Questa qualità viene inevitabilmente compromessa, se ogni attore si limita a puntare al proprio utile, com’è avvenuto per esempio in Svezia. Lo scopo del trasporto pubblico non è di massimizzare i profitti, ma di offrire un servizio pubblico efficace alla popolazione di tutto il paese». Tuti è anche molto soddisfatto che l’UFT dichiari di voler difendere, nei confronti dell’UE, «le conquiste del sistema svizzero dei trasporti pubblici» nonché gli interessi del nostro paese nella politica di trasferimento e nella lotta contro il rumore.

L’UFT ha anche accolto un’annosa rivendicazione del SEV, esprimendo la volontà di ampliare il miglioramento dello Split modale al trasporto merci interno, invece di limitarsi come sinora al traffico di transito. Il SEV deplora tuttavia che non sia stata ridimensionata l’importanza della redditività di questo settore: per migliorare lo Split modale nel traffico merci interno sono indispensabili sussidi adeguati.

Il SEV è per contro scettico nei confronti della prospettiva di aprire i sistemi di dati delle aziende di trasporto pubblico, che potrebbe dare alle piattaforme informatiche la possibilità di utilizzare questi dati per conseguire utili, sottraendoli al trasporto pubblico.

Il SEV lamenta pure la mancanza di obiettivi per la promozione del personale dei trasporti pubblici, in un’epoca come quella attuale, contraddistinta dalla digitalizzazione: la strategia menziona infatti solo il personale dell’UFT.

Ulteriori informazioni:

Giorgio Tuti, presidente SEV, 079 221 45 64

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