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Colpi di diritto: Cassa Pensioni e licenziamento

L’assoggettamento a una Cassa Pensioni dipende dal contratto di lavoro. Chi ne è sprovvisto, non ha quindi neppure una Cassa Pensioni. In caso di licenziamento nell’imminenza del passaggio alla pensione, si ritrova pure senza rendita. Questa è la realtà dura e cruda.

© Arek Socha / Pixabay

In linea di principio, indipendentemente da chi abbia sciolto il rapporto di lavoro e per che motivo, le disposizioni prevedono che l’avere pensionistico della persona interessata venga girato direttamente alla cassa pensioni del nuovo datore di lavoro oppure versato su di un conto bloccato. I soldi non vanno quindi persi, ma vengono per così dire parcheggiati su di un conto bancario intestato alla persona interessata.

Un licenziamento in età avanzata ha spesso conseguenze molto più importanti di uno ricevuto in gioventù: le possibilità di essere riassunti sono generalmente inferiori e, con esse, anche le possibilità di ricevere una rendita una volta raggiunta l’età della pensione. Finalmente, la politica ha deciso di reagire e ha dato la possibilità a lavoratrici e lavoratori che vengono licenziati dopo aver raggiunto il 58° anno d’età di rimanere per almeno due anni presso la cassa pensioni del vecchio datore di lavoro, senza per questo pregiudicare la possibilità di annunciarsi all’ufficio regionale di collocamento. Questa facoltà viene mantenuta anche laddove vi sarebbe la possibilità di accedere direttamente a un prepensionamento volontario.

L’unica condizione è che il rapporto sia stato sciolto dal datore di lavoro e che il desiderio di rimanere nella sua cassa pensioni venga comunicato il più presto possibile durante il termine di licenziamento.

In questi casi vi sono in genere due possibilità:

1. Limitarsi a versare un premio per il rischio di invalidità e decesso, mantenendo il capitale al livello del momento del licenziamento. Ne consegue che la rendita sarà uguale a quella di un pensionamento anticipato.

2. Continuare a versare contributi anche al capitale di vecchiaia, in modo da maturare il diritto a una rendita superiore.

Siccome ogni cassa pensioni ha un proprio regolamento previdenziale, è opportuno analizzare e possibilmente farsi consigliare sulla base di questo e della propria situazione individuale. Come indicato, è però importante annunciare tempestivamente la propria intenzione di rimanere nella cassa pensioni. In caso contrario, l’uscita da questa avviene infatti automaticamente con l’ultimo giorno di lavoro.

Lo scioglimento del rapporto di lavoro è sempre una fase molto delicata, in particolare quanto questo viene emesso dal datore di lavoro. Queste disposizioni permettono almeno di contenere le conseguenze che riguardano la cassa pensioni e di mantenere il diritto di ricevere una rendita.

Servizio giuridico del SEV

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