| Attualità / giornale SEV

Sciopero

Solidarietà del SEV con i ferrovieri francesi

La Francia sta vivendo il suo più lungo sciopero dal maggio del ’68. Esigendo il ritiro della riforma delle pensioni, i ferrovieri della SNCF e i/le dipendenti della RATP hanno vissuto senza stipendio per più di 45 giorni. Oltre 270 casse di sciopero hanno raccolto più di 4,8 milioni di euro. Il SEV ha versato 5.000 franchi al fondo di solidarietà della CGT e i nostri colleghi del SEV-tpg hanno raccolto 2.000 franchi; la somma è stata consegnata direttamente ai lavoratori delle ferrovie in sciopero presso il deposito di Annemasse. I colleghi e le colleghe della sezione SEV-tpg hanno voluto assicurare «pieno sostegno e solidarietà alle lotte sociali condotte in Francia dai lavoratori e dalle lavoratrici, dalle organizzazioni dei cittadini e da gran parte dei giovani. Una lotta per preservare le conquiste sociali e per far piegare il governo, che nella sua logica di economia liberista conduce le classi popolari verso una sempre maggiore sottomissione e povertà». Ovunque nel mondo e anche in Svizzera – è stato ricordato – i sistemi pensionistici sono nel mirino del capitale finanziario e dei governi che lo sostengono.

Il 15 gennaio, i collaboratori e le collaboratrici del SEV presso la sede centrale di Berna, hanno mostrato il loro sostegno agli scioperanti anche con il messaggio «La vostra lotta, la nostra solidarietà». Il 10 dicembre, anche l’USS ha espresso «piena solidarietà ai lavoratori in Francia e ai sindacati, nella loro mobilitazione contro il progetto di riforma delle pensioni, considerato inaccettabile». La centrale sindacale svizzera ha pure augurato «coraggio, determinazione e successo». Il 19 dicembre è stata l’assemblea dei delegati della Comunità di azione sindacale di Ginevra (CGAS) a inviare il proprio «messaggio di sostegno e di fraternità a tutte le organizzazioni sindacali coinvolte nel movimento di sciopero e ai lavoratori in lotta».

Donazioni e messaggi di sostegno sono importanti perché la durata del conflitto comincia a pesare sulle finanze e sul morale degli scioperanti. Per non parlare delle conseguenze sulla vita familiare. «Dopo 40 giorni di sciopero, è comprensibile che alcuni pensino di fare marcia indietro. Per alcuni di loro, la busta paga di gennaio sarà difficile da digerire», dice Laurent, quadro presso SNCF Normandia, membro del sindacato della SUD Rail, citato da «Libération» a metà gennaio. Il governo scommette su questa fatica per spezzare il movimento.

Yves Sancey

Commenti

  • Matthias Krucker

    Matthias Krucker11/02/2020 05:05:51

    Der Streik der französischen Eisenbahner hat auch die Schweiz massiv betroffen. Verspätungen, Ausfälle, rote Köpfe, abgestellte Züge, wütende Kunden. Und das alles, weil an einer veralteten und ungerechten Situation festgehalten wird. Und unsere Gewerkschaft unterstützt dies mit den Geldern der Mitglieder. Für mich eine Frechheit!

Scrivi commento