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trasporti pubblici e coronavirus

«Sempre in ascolto»

Angelo Stroppini: anche nelle avversità, sempre con la bandiera del SEV.

Prima il Ticino, poi il resto della Svizzera. L’ondata del coronavirus, con il suo carico di ansie e di incertezze, ha travolto tutti. Questo nemico invisibile ma tremendamente palpabile nel suo impatto e nelle sue conseguenze, ci pone di fronte a innumerevoli interrogativi. E anche lavoratori e lavoratrici si chiedono che ne sarà di loro. Preoccupati, nel sindacato possono continuare ad avere un valido appoggio, come spiega il sindacalista Angelo Stroppini, coordinatore del segretariato regionale SEV di Bellinzona.

Ticino fronte sud della Svizzera: il coronavirus ci è arrivato addosso come un treno? Quali le tue personali riflessioni?

È davvero impressionante come le cose si sono succedute velocemente a distanza di pochi giorni. Oggi, abitudini scontate fino a ieri come bere un caffè leggendo il giornale al bar, sono ormai un lontano ricordo. Un problema remoto che all’inizio ci sembrava fosse solo cinese, è diventato globale. Ora la questione riguarda tutte e tutti e dobbiamo fare la nostra parte assumendo pienamente la responsabilità individuale per il bene del collettivo. Le misure di prevenzione mai abbastanza ripetute sono l’unica arma per combattere questo nemico invisibile. Sono provvedimenti semplici ma molto efficaci.

Quali sono state le prime reazioni dei membri?

Le apprensioni dei membri sono legittime e palpabili. E il sentimento di paura a volte espresso, non va giudicato. Da ogni azienda con cui abbiamo un partenariato sociale le nostre affiliate e i nostri affiliati ci hanno segnalato una serie di preoccupazioni. Le nostre persone di fiducia al fronte sono state particolarmente sollecitate. Dalla base, attraverso i nostri fiduciari, abbiamo sottoposto alle diverse aziende diverse problematiche. Il contatto con i nostri fiduciari è ora più che mai fondamentale. Sono loro che conoscono tutti i dettagli del loro lavoro. Sono loro la vera anima del SEV e per questo a nome del nostro segretariato li ringrazio. Sono loro che in base alle direttive per la protezione da questo virus, verificano se le misure vengono rispettate.

Quali sono le domande più frequenti che vengono poste dai nostri membri?

In questo delicato momento di emergenza sanitaria riguardano in maniera preponderante la protezione della salute. Non mancano le domande sul tempo di lavoro e sui salari. Se da una parte è vero che per dirla con una metafora calcistica gli schemi sono saltati, è anche vero che la LdL e la relativa Ordinanza restano in vigore. L’approccio sindacale in questo momento è quello di mettere la salute delle collaboratrici e dei collaboratori in primo piano. Abbiamo constatato che con l’inasprimento delle misure da parte dello Stato, anche le aziende hanno dovuto immediatamente adeguarsi, azzerando ogni margine di rischio. Il nostro intervento è sempre stato senza compromessi su questo fronte.

Come sono i rapporti con le Imprese di trasporto concessionarie (ITC), confrontate con la riduzione delle prestazioni e del servizio?

In generale buoni. I contatti con le direzioni sono costanti e i rapporti sono improntati in modo costruttivo alla ricerca di soluzioni a tutela delle collaboratrici e collaboratori. Abbiamo osservato come le imprese concessionarie di trasporto ticinesi – come per esempio TPL, FART, AMSA, FLP e Autolinee Bleniesi - sono state le prime in Svizzera ad implementare all’ unisono delle misure a tutela del personale (cfr. anche pagine 4 e 5). All’inizio dell’emergenza con disposizioni di servizio come ad esempio la chiusura della porta anteriore dei bus e accorgimenti per mantenere una distanza tra la clientela e l’autista; sospesa anche la vendita diretta di biglietti da parte dell’autista. La riduzione dell’offerta - peraltro decretata dal Cantone - ha inoltre permesso di tutelare i/le conducenti che rientrano nelle categorie a rischio. Alcune aziende hanno inoltre deciso di non chiamare in servizio i conducenti con figli in età scolare per agevolare l’attività dei coniugi che lavorano nel settore socio-sanitario impegnati duramente nella lotta contro il coronavirus. Inoltre, ad esempio presso le FART, i turni del personale sono stati elaborati riducendo la rotazione per mantenere delle squadre indipendenti, minimizzando in tal modo i contatti e le possibilità di contagio. Alcuni provvedimenti adottati in Ticino, sono in seguito stati implementati da altre aziende svizzere. C’è coordimento tra le singole aziende e nei rapporti con il SEV.

In Ticino il SEV in che modo si è organizzato?

Da subito ed in corso d’opera abbiamo dovuto riorganizzarci anche all’interno del nostro segretariato. Per impedire che troppe persone siano presenti in ufficio, lo stesso rimane chiuso anche nel pomeriggio. Dalle 14.00 alle 17.00 i membri possono contattarci allo 091 825 01 15 e a tutti verrà data consulenza e se dal caso si organizzerà un appuntamento. Il contatto con i nostri fiduciari è praticamente sempre garantito attraverso i rispettivi segretari sindacali.

Quale messaggio personale ti senti di dare?

Questo è il momento di stringere i ranghi. Distanti ma vicini, come suggerisce bene la campagna di informazione del Cantone. Certo, distanti ma vicini è un modo di fare sindacato che va in controtendenza con quello che normalmente facciamo, improntato alla prossimità. Cioè stare insieme, riunirci, discutere e decidere. Tutte e tutti siamo sollecitati oltre misura e tutti siamo chiamati a gestire questa insicurezza. Più saremo disciplinati ed intelligenti e più ne usciremo velocemente. Stiamo combattendo con un nemico invisibile e proprio per questo estremamente pericoloso. Questo è però anche il momento per fermarsi a riflettere. La primavera sta per sbocciare. Sarà una primavera differente dal solito. Molto probabilmente non si verificheranno le lunghe code pasquali. Tutto resterà stranamente tranquillo. L’incertezza e una certa inquietudine probabilmente non riusciremo a scrollarcela da dosso. Possiamo però, a debita distanza gli uni dagli altri, fare delle passeggiate nella natura e magari proprio in questi momenti riscoprire quanto questa natura l’abbiamo martoriata. Proviamo nonostante tutto ad assaporare questa tranquillità e chissà che quando tutto sarà finito ci risveglieremo in un mondo migliore.

Françoise Gehring

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