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Oltre 200 dipendenti del settore pubblico si sono riuniti a Berna per discutere delle sorti

«Al servizio della qualità della vita»

I servizi pubblici sono sotto la pressione dei liberalizzatori che vogliono privatizzare i settori redditizi e sopprimere gli altri.

Sabine Trier (ETF), Dora Heim (USS) e Giorgio Tuti (SEV).

I servizi e le infrastrutture pubbliche costituiscono però i pilastri su cui poggia la coesione nazionale. È questa costatazione che ha indotto l’Unione sindacale svizzera e le sue federazioni dei dipendenti dei servizi pubblici, SEV, VPOD, APC (associazione del personale della Confederazione), Syndicom (media e comunicazione) e Garanto (sindacato del personale delle dogane e delle guardie di confine) a indire un convegno sul tema. L’introduzione con considerazioni di carattere generale sulle necessità di un servizio pubblico forte è stata curata dalla ex Consigliera di Stato friborghese Ruth Lüthi e dall’economista Andres Frick, che ha introdotto il tema della concorrenza. Secondo Lüthi, le critiche ai servizi pubblici sono per lo più ingiustificate. «Le loro prestazioni sono alla base della qualità di vita» ha sottolineato. Frick ha invece ripercorso le teorie economiche volte a introdurre la concorrenza nei servizi pubblici, portando esempi positivi e negativi.

Oltre i nostri confini

Jan Willem Goudriaan, rappresentante dell’EPSU (European Public Sector Union, l’Unione europea dei sindacati dei servizi pubblici) ha riferito di un’iniziativa popolare europea per opporsi alla privatizzazione della fornitura d’acqua. Sono poi seguiti gli interventi dell’ex Consigliere di Stato di Zugo Hanspeter Uster sulla sicurezza pubblica, del segretario generale della VPOD Stefan Giger, sulla salute, di Alain Carupt, presidente di Syndicom, sul servizio di base della Posta e di Katharina Prelicz-Huber, presidente della VPOD, sul settore della formazione.

Per i numerosi partecipanti del SEV sono stati naturalmente di particolare interesse gli interventi sul trasporto pubblico.

Trasporti pubblici

Claude Hêche, Consigliere agli Stati giurassiano, ha illustrato gli obiettivi strategici delle aziende parastatali, sull’esempio delle FFS, per le quali Consiglio federale e Parlamento definiscono gli obiettivi aziendali e gli orientamenti strategici, nonché gli obiettivi finanziari, di personale, di collaborazione e informazione alle autorità. Queste direttive possono però portare a conflitti d’interesse, per esempio quanto considerazioni di offerta di base, di politica tariffaria e finanziarie si contraddicono.

Sabine Trier, segretaria aggiunta della federazione europea dei lavoratori dei trasporti ETF ha illustrato il quarto pacchetto ferroviario dell’UE, che presenta note molto negative, tanto da aver indotto oltre 3000 ferrovieri a dimostrare pubblicamente davanti all’Europarlamento di Strasburgo (vedi focus.sev a pag. 16). Esso comporta infatti lo smantellamento delle ferrovie nazionali, dettato unicamente da considerazioni ideologiche che fanno astrazione da ogni considerazione finanziaria e delle conseguenze negative. Trier ha spiegato come in Gran Bretagna i costi siano aumentati del 30 %, mentre vi sono 500 collaboratori che si occupano esclusivamente della determinazione delle responsabilità per i ritardi. «La Svizzera dimostra ogni giorno, con il suo modello, come queste evoluzioni siano insensate» ha concluso Trier.

Anche l’intervento del presidente SEV Giorgio Tuti è stato dedicato al tema della concorrenza, visto dalla Svizzera, che riprende sempre con molto zelo il diritto europeo, tanto che anche da noi la liberalizzazione è molto spinta. «Siamo sempre allievi modello» ha ironizzato Tuti, precisando che non vi potranno essere ulteriori liberalizzazioni, altrimenti le aziende faranno fatica a trovare personale ben formato, qualificato e ne andrà di posti di lavoro apprezzati e ben retribuiti. Egli ha quindi fatto un appello all’unione delle forze, per rivendicare una manutenzione adeguata del sistema e l’introduzione generalizzata di contratti collettivi di lavoro per prevenire possibili episodi di dumping.

I partecipanti hanno infine discusso una petizione che riassume le rivendicazioni della giornata e che è destinata ad avere un seguito.

L’USS conta infatti di pubblicare tra alcune settimane un dossier sull’argomento, che sarà ripreso anche al congresso del prossimo autunno.

pan.

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