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Salari di formazione più elevati per gli e le aspiranti macchinisti/e grazie al sindacato

Nel mese di giugno, la sottofederazione SEV del personale di locomotiva (LPV) ha chiesto ai vertici delle FFS salari più elevati per gli e le aspiranti macchinisti/e. Dopo una prima valutazione, la direzione ha ora annunciato, a soddisfazione della LPV, di voler aumentare gli stipendi di formazione.

Hans-Ruedi Schürch, presidente centrale LPV: «Per noi, oltre alla salute, è molto importante poter pianificare ragionevolmente il nostro tempo libero». (cfr. riquadro)

Da mesi, la carenza di personale di locomotiva delle FFS ha causato numerose soppressioni di treni e altri problemi di esercizio. Il personale di locomotiva soffre di un’elevata pressione sul lavoro e continua ad accumulare ore di lavoro e giorni di riposo arretrati, a scapito della propria qualità di vita e della stessa salute. Il «Blick», in un articolo intitolato «Personalmangel macht Bähnler krank» (la carenza di personale fa ammalare i ferrovieri), ha riferito la settimana scorsa ancora una volta di turni troppo lunghi e di collaboratori delle «Schweizerischen Burnout-Bahnen» (le ferrovie svizzere del burnout) che crollano. Né si intravvedono miglioramenti, a causa dei continui pensionamenti di macchinisti, impossibili da sostituire completamente. La LPV chiede da tempo ulteriori sforzi nel reclutamento e la formazione di personale di locomotiva. In particolare, richiede condizioni di lavoro che attraggano i potenziali candidati, invece di spaventarli. Le FFS hanno per lo meno accolto la richiesta di salari di formazione più elevati. Il presidente centrale LPV spiega l’evoluzione di questa vicenda.

Quando e come la LPV ha richiesto salari più alti per gli e le aspiranti macchinisti/e?

Hans-Ruedi Schürch: A fine giugno, la carenza di personale di locomotiva in tutte le imprese ferroviarie ci ha indotto a chiedere trattative con le FFS per un sensibile aumento degli stipendi di formazione e di quelli iniziali presso tutte le divisioni. La risposta è arrivata prima delle vacanze estive: le FFS hanno convenuto che le sfide sono molteplici e devono essere affrontate. Hanno però negato ogni disponibilità a trattare, sostenendo che la determinazione degli stipendi di formazione e di quelli iniziali rientrasse nella loro esclusiva responsabilità imprenditoriale. Hanno inoltre precisato di non poter, per ragioni di Governance, dare alcuna indicazione per conto di FFS Cargo, divenuta ormai indipendente.

Voi come avete reagito?

Questo trincerarsi dietro la responsabilità imprenditoriale ci ha un po’ sorpresi, anche perché memori del fatto che avevamo contribuito a stabilire, con le FFS, gli stipendi di formazione nel quadro del progetto Vision 2010. Abbiamo inoltre ottenuto che, a partire dal 2019, le indennità per i turni svolti vengano calcolate e versate anche agli aspiranti macchinisti. Dobbiamo infine ricordare che l’articolo 9.1 del CCL stabilisce che le parti si dichiarano disposte ad accogliere, durante la validità del CCL, proposte per modificarlo o completarlo, ad esaminarle in buona fede e a cercare insieme soluzioni.

Nel frattempo, la direzione FFS ha rivisto la propria posizione…

Il 30 settembre abbiamo appreso con piacere che, a partire dal gennaio 2020, gli stipendi di formazione per i contratti di lavoro nuovi e già in essere saranno aumentati del 25%, portandoli a 52’500 franchi svizzeri. Questo vale per i salari minimi, mentre gli altri saranno valutati e modificati su base individuale. L’aumento vale anche per FFS Cargo SA, ormai indipendente. Siccome questa modifica è stata sollecitata da noi, la consideriamo come un successo di trattativa.

Allora va tutto bene…

Veramente... non tutto va bene. Non siamo d’accordo, per esempio, che i salari iniziali, dopo aver completato con successo la formazione, non debbano essere negoziati. Ripresenteremo pertanto questa richiesta nell’ambito delle trattative tra FFS e rappresentanti del personale su una nuova evoluzione del sistema salariale.

LPV/Markus Fischer
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Rispettare i termini di preavviso

LPV/Fi La LPV riceve sempre più spesso lamentele di colleghi per il mancato rispetto, da parte della pianificazione, dei termini di preavviso previsti dall’Istruzione operativa 20003174 «Compiti, competenze e responsabilità tra RP – filiali – personale di locomotiva», a suo tempo sottoscritta con la CoPe. La direttiva dice, per esempio, che il primo giorno lavorativo dopo giorni liberi o vacanze dovrebbe essere previsto in distribuzione al più tardi entro l’ultimo giorno lavorativo precedente. Oppure che una volta ultimata la distribuzione mensile (entro il 20 del mese precedente), cambiamenti di oltre 90 minuti dell’orario di inizio o di fine turno necessitino dell’accordo del/della macchinista. Cambiamenti dell’orario superiori ai 10 minuti dovrebbero essere oggetto di un’informazione per SMS. Nessuna di queste condizioni viene rispettata per cui, il 25 settembre, la LPV ha richiamato per iscritto le direzioni P-O-BP e ZFR al rispetto dei termini di preavviso. «Per noi, oltre alla salute, è molto importante poter pianificare ragionevolmente il nostro tempo libero», afferma Schürch.

 

Nel tempo libero nessun accumulo ore

LPV Il 4 settembre, il personale di locomotiva P è stato informato tramite ZFR News che in autunno sarebbe stata lanciata una nuova sequenza di e-learning con vari contenuti didattici. La LPV non sostiene questo nuovo annuncio di provvedimenti di formazione durante il tempo libero. Ecco perché:

  • -Durante i mesi estivi, il personale di locomotiva ha accumulato diverse ore di lavoro supplementari, che rientrano nella durata annua del lavoro. Secondo la LPV, durante i mesi autunnali e invernali, presumibilmente più tranquilli, la priorità dovrebbe andare alla compensazione di queste ore, tramite l’attribuzione di più tempo libero.
  • L’annuncio di tale provvedimento di formazione avviene in contemporanea alla soppressione della giornata di formazione 2019 per un quarto dei macchinisti, rispettivamente allo spostamento di questa giornata nel tempo libero, che comporta un ulteriore aumento delle attività da svolgere al di fuori dei turni.
  • L’accumulo di ore lavorate di macchinisti ha dimensioni tali da non permettere ulteriori aumenti, indipendentemente dal conto del tempo sul quale sarebbero addebitati.
  • Infine, la grave carenza di macchinisti ha già portato al rinvio dei corsi di lingua, che pure dovevano essere seguiti durante il tempo libero.

La LPV naturalmente non si oppone all’e-learning, nella misura in cui questo avviene all’interno dei turni.

Dobbiamo però constatare che ora il personale di locomotiva del P-O-BP-ZFR non si ritrova confrontato solo con un accumulo di ore lavorate, ma anche con un accumulo di ore di formazione da svolgere. La LPV si aspetta che vengano adottate misure efficaci per porre rimedio a questa situazione.

Commenti

  • Ifanger Arthur

    Ifanger Arthur10/10/2019 12:37:25

    Das kans ja nicht sein, für 4000 Fr. im Monat kriegt ihr keinen gelernten Arbeiter für die Lokausbildung

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