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Ferrovieri e camionisti uniti per migliori condizioni quadro

Sinergie per il trasporto merci

FFS e l’Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG) chiede congiuntamente lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, il mantenimento degli standard sociali e il divieto di cabotaggio.

Alleanza tra camionisti e ferrovieri.

Presso lo scalo merci di Basilea, i vertici di FFS Cargo e ASTAG hanno firmato un documento strategico dal titolo «Co-modalità anziché concorrenza: per un traffico merci forte in Svizzera». Andreas Meyer (FFS) e Adrian Amstutz (presidente dell’ASTAG) vogliono intensificare la cooperazione al fine di soddisfare le crescenti esigenze dei clienti. Strada e ferrovia dovrebbero non solo fare i «loro compiti a casa», ma anche lavorare insieme per migliori condizioni quadro.

Per Andreas Meyer e Nicolas Perrin, direttore di FFS Cargo, i «compiti a casa» riguardano ad esempio diversi progetti d’innovazione per sviluppare ulteriormente la propria attività, come ad esempio i carri merci intelligenti o l’accoppiamento automatico, con il fine ultimo di portare la produzione nell’era digitale. Il miglioramento dell’efficienza nella produzione ha permesso l’anno scorso a FFS Cargo di chiudere con un avanzo di esercizio di 1milione «nonostante un contesto difficile» e dopo i 22 milioni di deficit dell’anno precedente. Affinché in Svizzera venga garantito un traffico merci sostenibile nel lungo periodo, entrambi i partner fanno grandi sforzi imprenditoriali per promuovere il trasporto combinato. A tal fine l’ASTAG e FFS Cargo sostengono l’ampliamento delle capacità dei terminal, tra questi anche il Gateway Basel Nord, in fase di realizzazione.

Ampliamento infrastruttura

Entro il 2040 l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE prevede un aumento delle tonnellate-chilometro rispetto al 2010 del 45% su rotaia e del 33% su strada. La causa principale di questa impennata è la crescita economica e demografica. Pertanto l’attuale infrastruttura di trasporto non è più sufficiente. Tutti i sistemi di trasporto presentano enormi limiti di capacità. «La collaborazione tra strada e ferrovia funziona sempre meglio» ha evidenziato Adrian Amstutz. «C’è abbastanza lavoro per tutti e due – ha aggiunto l’imprenditore – perciò non dobbiamo contrastarci l’un l’altro, ma lavorare insieme per assicurare che i problemi infrastrutturali della strada e ferrovia vengano risolti».

«I trasportatori hanno fatto il loro dovere», ha aggiunto Amstutz. Vale a dire: «Hanno costantemente rinnovato le flotte rendendo gli automezzi più rispettosi dell’ambiente e più sicuri. Sono inoltre state ridotte le corse a vuoto e parallelamente è stata aumentata l’efficienza operativa. Ma le molte ore di ingorghi sulla rete stradale svizzera – sottolinea il presidente nazionale dell’ASTAG – incidono in modo negativo sull’efficienza del trasporto e sui guadagni». Per eliminare rapidamente i problemi di capacità, «sarebbe ora di ampliare le corsie della A1 tra Losanna e Winterthur». Sono pure urgenti, secondo Amstutz, le piazze di stallo per i camion lungo le strade nazionali e nelle aree urbane.

Meyer, a sua volta chiede non solo l’ampliamento della capacità del terminale e l’eliminazione delle strozzature nella rete ferroviaria, ma anche migliori tracce per il traffico merci, che presentano una qualità inferiore rispetto alle tracce del traffico viaggiatori. Concetti e piani di utilizzo delle rete devono essere attuati in modo coerente e con tariffe eque per il traffico merci.

Standard sociali da mantenere

Entrambe le parti sono concordi nel sottolineare che il dumping salariale e sociale deve essere combattuto tanto sulla strada, quanto sulla ferrovia per garantire la sopravvivenza dell’intero settore e per tutelare le condizioni di lavoro del personale. Per questo FFS e ASTAG chiedono maggiori e migliori controlli. «I trasportatori stranieri – ha tuonato Amstutz – pagano agli autisti stipendi da fame, attorno ai 500 euro, e non tengono minimamente conto delle norme in materia di legge sul lavoro. Polizia e guardie di frontiera controllano troppo poco e si rimpallano compiti e responsabilità. Qui siamo di fronte ad un’irresponsabilità organizzata»! FFS e ASTAG su questo punto non transigono nel modo più assoluto: in Svizzera si devono rispettare i salari d’uso nel settore.

Cabotaggio vietato

Per garantire condizioni concorrenziali eque e combattere attivamente il dumping sociale, in Svizzera è necessario far applicare in modo severo l’attuale divieto di cabotaggio. Pertanto è assolutamente necessaria un’attività di controllo globale delle autorità competenti già ai valichi di frontiera, così come all’interno della Svizzera.Markus Fischer/frg

Finalmente il traffico merci parte all’offensiva, affinché tanto sulla strada quanto sulla ferrovia, le merci possano essere trasportate nel nostro Paese. Ma in entrambi i casi occorrono chiare condizioni quadro. Come in precedenza, le capacità del traffico merci non sono sufficienti e i prodotti devono essere migliorati. Disponibilità e puntualità sono fattori chiave rilevanti per il cliente. Bisogna lavorare anche sul fronte dei prezzi, nell’interesse dell’ambiente e degli utenti della strada, così da spostare maggiormente il traffico dalla strada alla ferrovia. Perciò occorre infrangere il tabù del pareggio dei conti che grava su FFS Cargo. Giustamente gli standard sociali vanno applicati mentre le condizioni di lavoro nel trasporto su strada vanno migliorate.

Ci fa piacere che i rappresentanti della ferrovia e della strada vogliono combattere il dumping salariale e sociale, ma resta aperta una domanda: come mai i partner sociali non sono stati invitati al tavolo da cui è partita questa richiesta comune? È forse possibile che i datori di lavoro vogliano stabilire questo standard sociale in base al proprio gusto? Forse qualcuno non ha capito bene il modello svizzero della pace sociale. In caso di necessità, saremo evidentemente pronti a ricordare e a chiarire il concetto con i nostri strumenti sindacali.

Philipp Hadorn, titolare al SEV del dossier Cargo e consigliere nazionale

Commenti

  • Johann Riedwyl

    Johann Riedwyl20/04/2017 10:19:50

    Leider wird den Arbeitern, den Gewerkschaften und allen irgendwie Abhängigen auch in der Schweiz keinen anderen Weg mehr offen stehen. Den die klar geäusserten Geschäfts-Grundlagen aller CEOs lautet nach wie vor: "...keine Presse, keine Gewerkschaft und wir wollen Geld verdienen." Weit und breit nichts von sozialem Frieden und schon gar nicht irgendwelcher sozialen Verantwortung. Das war einmal.

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