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Un tema che appassiona: le FVP

Pagare le tasse sullo sconto

I «vecchi ferrovieri» ricordano ancora il termine «biglietti d’impiegati», poi è arrivata la «tariffa 639» e oggi si parla comunemente di FVP, le «facilitazioni di viaggio per il personale». Sulle quali si pagano imposte, e questo crea continuo malumore.

Martin Allemann, fra i professionisti del SEV tu sei un esperto delle FVP. Sembra che sulla loro tassazione all’inizio del prossimo anno siano attesi cambiamenti. Che cosa è previsto esattamente?

La Conferenza svizzera delle imposte (CSI) è alla ricerca di nuovi introiti fiscali e così intende tassare altre offerte FVP. Al momento si parla di un prelievo non solo sull’abbonamento generale FVP ma anche sulle carte giornaliere FVP in multipack. La CSI sostiene che il ribasso supera il 20%. Una decisione in tal senso non è però ancora stata presa.

Una maggiore imposizione fiscale dunque, e come conseguenza un altro attacco al portamonete dei dipendenti attivi e pensionati. Ma, in fondo, chi decide questi aggravamenti?

I rappresentanti dei cantoni che siedono nella CSI! L’Unione dei trasporti pubblici (UTP), che è in contatto diretto con la Conferenza svizzera delle imposte, si trova confrontata con le proposte di modifica, ma non può tenere negoziati diretti, dal momento che sono le leggi fiscali a dettare il quadro giuridico. Non c’è assolutamente equità fiscale, perché ci sono ben altri cosiddetti «Fringe Benefits» da tassare, di cui talvolta è difficile quantificare esattamente il valore.

Se ho capito bene, sono i rappresentanti dei 26 cantoni e semicantoni a decidere insieme su questi importanti progetti. Non è certo possibile esigere un cambiamento di tale prassi contemporaneamente in tutti i parlamenti cantonali o con iniziative popolari. La Confederazione, il Consiglio federale o il parlamento federale non hanno alcuna influenza?

Molto limitatamente, perché i cantoni detengono l’autonomia fiscale. La CSI formula raccomandazioni, che tuttavia nel nostro sistema federalistico non sono vincolanti. Capita persino che in singoli cantoni le regole siano applicate differentemente a seconda del tassatore.

Molti fra colleghi e colleghe, in particolare i pensionati, scrivono al SEV o intervengono alle varie assemblee sezionali o riunioni affinché il sindacato faccia qualcosa contro la tassazione delle FVP. Quali effettive possibilità esistono per il SEV e i suoi rappresentanti?

Il SEV non può avviare negoziati bilaterali con la CSI, non essendo parte in causa. Esso si impegna comunque di curare contatti diretti con la suddetta Commissione, come anche con l’UTP, fornendo a quest’ultima argomenti di cui avvalersi nei colloqui con la CSI. Pattuire nuove regole con ogni singolo cantone va ben oltre le nostre capacità, ragione per cui in futuro cercheremo il dialogo anche con rappresentanti della CSI. In tutti i casi dovremo concordare i passi da compiere con l’UTP.

Peter Anliker

Barbara. Spalinger, vicepresidente SEV

La tassazione delle FVP dà fastidio agli interessati. In primis, perché ormai da anni viene tassato qualcosa che in precedenza era esente da imposte. Secondariamente, perché l’imposizione colpisce un numero sempre maggiore di prestazioni. In terzo luogo, per una questione di parità di trattamento con altri settori, nei quali ci sarebbero anche altri benefici da tassare, che però non si possono (o non si vogliono) trattare come avviene con le FVP. Quarto e ultimo punto: per il semplice fatto che l’imposizione è frutto di una raccomandazione della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, che può ma non deve necessariamente essere attuata dagli stessi, e non viene realizzata ovunque allo stesso modo.

L’esigenza di un trattamento paritario esiste senza ombra di dubbio anche in materia fiscale. Farla valere è tuttavia un’impresa assai difficile, siccome in fatto di imposte i contribuenti non sono trattati tutti allo stesso modo, e poi perché in base al modello svizzero di federalismo la competenza in quest’ambito è cantonale. La Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, inoltre, non è un’autorità superiore contro la quale si possa procedere per via giuridica.

Un aspetto ancora più importante della faccenda è che sulle questioni fiscali il SEV non ha molte armi a sua disposizione. Le autorità fiscali sono enti, non partner sociali, con i quali è praticamente impossibile negoziare. Le questioni fiscali sono di natura prettamente politica, che possono essere influenzate – perlomeno sul piano generale – soltanto con mezzi politici.

Ricapitolando: ciò che possiamo fare è veramente poco. Non perché non lo vogliamo, ma perché ce lo impediscono ragioni strutturali. Nel singolo caso possiamo provare – attraverso la protezione giuridica – ad eliminare le disparità di trattamento più lampanti. Per tutto il resto non ci resta che la via politica. O meglio, 26 vie politiche.

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