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Comitato SEV

Sostenere infermieri e infermiere e la Legge Covid

Il comitato SEV ha discusso venerdì scorso l’offerta FVP valida dal 1° gennaio 2022 e ha approvato l’accordo negoziato tra i partner sociali, l’UTP e la Swiss Pass Alliance. Il comitato SEV ha considerato che quanto raggiunto è stato possibile grazie all’incredibile mobilitazione del SEV, in particolare grazie alle oltre 26 mila firme. I principali elementi dell’accordo sono i seguenti: come regola generale, il personale attivo ha diritto a una 2a classe AG-FVP gratuita. I familiari e i pensionati hanno diritto a uno sconto del 50% dell’AG nell’offerta commerciale. Le carte giornaliere FVP e gli «upgrade» giornalieri FVP hanno anche diritto a uno sconto del 50%. «Per il 2024, dovremo ancora negoziare alcuni elementi», spiega Vincent Brodard, specialista FVP del SEV. Nel prossimo numero del giornale, riferiremo di questo accordo in modo più dettagliato. Il comitato ha anche approvato le indicazioni di voto del 28 novembre. Sostiene la legge Covid (cfr. p. 3). Raccomanda di non votare l’iniziativa per i giudici indipendenti. La situazione attuale è considerata sufficiente. Infine sostiene l’iniziativa «Per cure infermieristiche forti», lanciata nel gennaio 2017 dall’Associazione svizzera degli infermieri dopo che in Parlamento erano falliti tutti i tentativi di ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro e della situazione formativa.

L’iniziativa chiede che il numero di infermieri formati in Svizzera sia sufficiente a coprire i bisogni reali. Il testo stabilisce anche che gli infermieri devono essere assunti secondo le loro competenze e la loro capacità di assumere responsabilità, che devono essere adeguatamente remunerati e che le condizioni di lavoro devono essere adattate alle esigenze del personale infermieristico.

Vivian Bologna   

Giorgio Tuti risponde

«Un no alla legge Covid sarebbe grave»

Il comitato SEV invita i suoi membri a votare sì alla legge Covid il 28 novembre. Perché?

Prima di tutto, è importante ricordare che la votazione sulla legge Covid – contestata tramite referendum – non può essere ridotta a un semplice voto pro o contro il certificato sanitario.

Molti degli emendamenti alla legge Covid adottati in primavera hanno lo scopo di estendere o concretizzare le misure di sostegno già esistenti. Per esempio, indennità giornaliere aggiuntive nell’assicurazione di disoccupazione o l’accesso all’indennità di perdita di guadagno per i lavoratori discontinui. Lo stesso decreto federale ha anche modificato la legge sull’assicurazione contro la disoccupazione e la legge federale sulle prestazioni transitorie per gli anziani disoccupati.

Un «no» alla legge comporterebbe l’abrogazione dell’intera legge nella sua forma attuale - compresi i miglioramenti duramente conquistati. Indipendentemente dal risultato della votazione popolare o parlamentare, il Consiglio federale avrebbe ancora il potere di emettere forti misure epidemiologiche in base alla legge sulle epidemie. Un rifiuto della legge COVID-19 colpirebbe soprattutto le misure di aiuto la cui necessità è diventata evidente solo durante la pandemia.

L’Unione sindacale svizzera (USS) ha fatto in modo che la legge COVID-19 contenga una serie di misure importanti per limitare i danni causati dalla crisi sanitaria, nonché misure per proteggere la salute dei lavoratori. Un no il 28 novembre avrebbe quindi gravi conseguenze, se l’evoluzione della pandemia richiedesse l’estensione delle misure di sostegno in atto. Il comitato SEV ha seguito gli argomenti dell’USS venerdì scorso e invita quindi i suoi membri a votare sì.

Giorgio Tuti è presidente del SEV. Vuole fargli una domanda? O avete domande sulle posizioni del SEV? Scrivici a

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