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FFS / FFS Cargo

Sicurezza e stabilità le priorità

Il SEV ha accettato le richieste delle FFS per quanto riguarda le misure di risparmio rivolte al personale. In cambio è stata ottenuta, una proroga di tre anni del CCL FFS, ossia fino al 2025. In un momento in cui nessuno può dire se o quando il trasporto pubblico sarà in grado di riprendersi dalla crisi del coronavirus, il prolungamento del CCL è una pietra miliare importante per la sicurezza dei posti di lavoro. Se avessimo rinegoziato il CCL nel 2021, ciò avrebbe indubbiamente portato a una messa in discussione del Contratto Sociale, che, va ricordato, vieta i licenziamenti per motivi economici. Per FFS Cargo, le misure di riduzione dei costi devono ancora essere discusse.

Il CCL FFS sarà prorogato di tre anni – in cambio di misure (ridotte) di risparmio presso il personale a causa della crisi Covid.

I delegati della Conferenza CCL, con la loro decisione poi accolta dalle FFS, hanno optato per la soluzione che garantisce massima stabilità in un contesto molto incerto. Questo ha un enorme valore per il personale, in quanto la situazione attuale è piena, come detto, di incertezze sulla capacità di recupero del trasporto pubblico, ma anche sulla complessiva situazione economica. Anche se la pandemia dovesse finire presto,  gravi ripercussioni impatteranno su molti settori e per diversi anni. Anche se la situazione finanziaria delle FFS è leggermente migliore rispetto ad altri settori, l'azienda ha subito notevoli perdite. Il quadro non è quindi favorevole ai negoziati CCL nell'immediato futuro. Si sarebbero quindi dovuti prevedere attacchi ad altre disposizioni che disciplinano le condizioni di lavoro, oltre alla dimensione salariale Il prolungamento del periodo di validità del CCL invia un forte segnale al personale: pota stabilità, sicurezza e apre prospettive per il futuro.

Per una parte dei collaboratori, soprattutto giovani, rimane la rinuncia a più della metà dell’evoluzione salariale. Il loro risentimento è comprensibile, considerato che portano sulle loro spalle l’onere maggiore delle misure di risparmio. Alcuni di loro hanno già calcolato quanto grande sarà la perdita da oggi al termine della loro carriera professionale. Conti che si possono certo fare, ma che si basano su una situazione di stabilità, che non considera il cambiamento repentino di circostanze, come ad esempio ora con il Covid. Inoltre questo tipo di calcolo non considera neppure il fatto che l’evoluzione salariale può venir rallentata anche da altri fattori, quali per esempio una gravidanza o malattia grave. Da ultimo non considera che nel tempo possono esserci degli avvenimenti che hanno conseguenze positive sui salari. La vita, compresa quella lavorativa, è pianificabile solo limitatamente, nel bene e nel male.

La convenzione prevede :

  • 0,3% della massa salariale delle FFS quale misura retributiva per le e i dipendenti nei livelli di esigenza da A a I (invece dello 0,9% per l’insieme del personale assoggettato al CCL)
  • Premio unico di ringraziamento per coloro sotto contratto almeno dal primo luglio 2020 e ancora impiegati al 31 maggio 2021.
    • Ammonta a 200 fr. per coloro che lavorano al 50% o oltre e a 100 fr. per collaboratori e collaboratrici con un tasso di impiego inferiore al 50%. Ciò concerne il personale assoggettato al CCL.
  • Rinuncia alla quota di prestazioni unica (ELA)
  • Rinuncia allo 0,15% della massa salariale per le progressioni accelerate per coloro che si trovano nel primo o nel secondo terzo della progressione salariale
  • Il personale non dovrà rinunciare a giorni di vacanza.

Le misure entrano in vigore nel mese di maggio 2021.

Il prossimo 26 gennaio si svolgerà un'ultima tornata negoziale presso FFS Cargo. Si saprà quindi se un accordo è possibile o se è necessario un ricorso al Tribunale arbitrale. Qualunque sia il risultato, nel mese di febbraio si terrà online la Conferenza CCL FFS/ FFS Cargo.

Tappe dei negoziati

La situazione era ben diversa quando, in agosto, sono iniziate le trattative sulle misure di risparmio: si prevedeva a breve una rapida aumento dei passeggeri e un ritorno al normale esercizio. Di conseguenza, in agosto la conferenza CCL aveva deciso che una riduzione degli aumenti salariali avrebbe rappresentato un segnale totalmente sbagliato, dato che in alcuni casi i collaboratori e le collaboratrici delle FFS avevano lavorato in condizioni estremamente difficili durante il periodo di semi-confinamento. Inoltre, questa misura riguarda solo circa la metà del personale e unicamente quelle persone sui cui le FFS dovranno contare nei prossimi anni.

Il SEV ha quindi adottato una posizione dura, anche quando era chiaro che la seconda ondata di coronavirus stava facendo svanire ogni speranza di un ritorno alla normalità. Questo perché, tra l’altro, le FFS non erano disposte a quantificare il taglio dei quadri di alto livello da noi richiesto, o anche solo indicare chiaramente se fosse proporzionale o meno. La posizione del SEV su questo punto resta la seguente: se i collaboratori devono fare delle rinunce, allora i loro superiori devono sacrificarsi per primi!

Di conseguenza, le trattative sono fallite e sia FFS che FFS Cargo hanno presentato ricorso al Tribunale arbitrale.

Nuova offerta del SEV

Ciò avrebbe comportato trattative sul CCL nel 2021, dato che la scadenza della validità del CCL attualmente in vigore è maggio 2022. Le FFS avrebbero considerato una proroga solo se sia le misure di risparmio, sia le discussioni sul sistema salariale avrebbero dato risultati soddisfacenti.

Il ricorso al Tribunale arbitrale non sarebbe stata una via percorribile – difficilmente sarebbe entrato in materia– e avrebbe giocato a nostro sfavore.

In occasione della conferenza CCL del 18 dicembre – la prima nella storia del SEV svolta in forma digitale – la situazione è stata discussa in modo approfondito e si è giunti alla conclusione che occorreva fare un’altra proposta alle FFS. Infatti è emerso chiaramente che la situazione finanziaria delle FFS nel primo semestre 2021 sarebbe stata peggiore di quella di agosto, il che avrebbe rappresentato un punto di partenza estremamente difficile per la contrattazione del CCL. Il SEV e i rappresentanti del personale hanno dunque deciso di accettare le richieste delle FFS a condizione che il CCL venisse prorogato di tre anni. Una proroga che di fatto garantisce il divieto di licenziamento per motivi economici fino al 2025, senza aspettare l’esito delle trattative sul sistema salariale.

Il 18 gennaio l’accordo è stato finalizzato e le FFS hanno ritirato il ricorso al Tribunale arbitrale.

Download del SEV-Info (PDF)

Commenti

  • Eugenio Tura

    Eugenio Tura20/01/2021 13:54:37

    Herzlichen Dank an alle Beteiligten für das erreichte Resultat in diesen schwierigen Umfeld.

  • Brun Roman Michel

    Brun Roman Michel15/02/2021 01:04:57

    Herzlichen Dank an Alle Beteiligten, Delegierten SBB SEV mit Ihnen Transfer und Kvöv, dass die Jungen im Aufstieg nachhaltig die Verlierer sein werden. Dafür haben Sich die Delegierten im Maximalen Lohnband noch sich selber ein kleiner Bonus von 100 bis 200 CHF zugesprochen, Sehr Sozial. Ich weiss es ist für alle. Doch die Differenz vom 0.3% bis 0.9% sind ein vielfaches von den 100 oder 200 CHF. Verraten und Verkauft.

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