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Trasporti pubblici di Ginevra

TPG: sciopero in consultazione

Piuttosto che affrontare l’evidente penuria di personale, per anni la direzione dei TPG butta giù misure che causano sofferenza sul lavoro e sono contrarie alla legge, come peraltro denunciato dall’UFT. Il Fronte sindacale avvia una consultazione con la base per una giornata – rinnovabile - di sciopero.

Dallo sciopero del 2014 (foto), la direzione non ha posto rimedio alla penuria di personale. Non si cura dei/delle salariati/e e delle verifiche UFT. Sul tappeto un nuovo sciopero.

Dal 2014, su mandato della base, il Fronte sindacale ha negoziato per migliorare le condizioni di lavoro presso i Trasporti pubblici di Ginevra (TPG), in particolare per rimediare alla mancanza di personale che causa sofferenza sul posto di lavoro e assenteismo. Il preavviso di sciopero notificato da un anno e mezzo, ha certamente permesso alcune assunzioni, ma sono ancora insufficienti per calmare la situazione. Non solo la direzione tarda ad affrontare seriamente questa cronica e palese penuria di personale, ma sta anche cercando di sbarazzarsi delle persone colpite nella loro salute e improvvisa soluzioni affinché il lavoro venga fatto con personale sotto pressione, ore straordinarie e picchetti spinti ai limiti. Ai limiti della salute del personale e della legge.

Soluzioni «fai da te» illegali

Durante le trattative di gennaio, i sindacati hanno scoperto con stupore che nel 2012 l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) aveva ravvisato presso i TPG delle irregolarità constatate dall’organismo di vigilanza; irregolarità che un’azienda deve correggere entro un determinato periodo. Ciò che è più grave ancora è che nel corso dell’ultimo audit - novembre 2017 - l’UFT non solo ha confermato la maggior parte delle accuse nel 2012, ma ne ha aggiunte altre. Il personale si chiede come sia possibile che una società pubblica di queste dimensioni abbia permesso il perdurare di una situazione di illegalità.

Per i sindacati, è la conferma della mancanza di personale che denunciano da anni. Questa carenza ha portato l’azienda a produrre soluzioni «fai da te» accumulando straordinari, servizi di picchetto con personale insufficiente, pianificazione oraria spinta ai limiti invece di aumentare il personale, tempi parziali stravaganti. Questo «fai da te» ha causato così tante sofferenze da portare l’assenteismo ad un livello preoccupante.

Oggi, mentre i TPG sono stati pizzicati per la loro illecita leggerezza con la legge, la direzione respinge ogni addebito accusando il personale e i sindacati di essere responsabili di questa situazione nel volere difendere il loro contratto di lavoro. I sindacati si oppongono nettamente alle manovre della direzione, che per rispettare la legge intende mettere in discussione i diritti acquisiti del personale garantiti dallo statuto, mentre in realtà si tratta di negligenza nell’organizzazione del lavoro.

Statuto sotto attacco

Tra l’altro la direzione si rifiuta di entrare in materia sul rincaro, non risponde alle esigenze dei conducenti con pianificazione settimanale che chiedono di conoscere la loro pianificazione con almeno dieci giorni di anticipo. E in vista della messa in servizio del deposito di En Chardon, la direzione fatica a integrare i lavoratori negli effettivi del personale e nell’organizzazione del lavoro. Poiché la direzione resta sorda a tutte le richieste dei lavoratori e mette in discussione i loro statuti, il Fronte sindacale ha lanciato una consultazione fino al 26 febbraio. Il Fronte sindacale chiede al personale di appoggiare il progetto di una giornata intera di sciopero - rinnovabile - per dare voce alle rivendicazioni.

Non mancheranno gli aggiornamenti del SEV su questo caldo fronte di lotta.

Yves Sancey / frg

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