Parità: Donne pronte

Pochi giorni fa ci ha lasciato Aretha Franklin. Tutte noi ci ricordiamo la magnifica canzone «Respect» per i diritti delle donne e i diritti civili. Ebbene la manifestazione di sabato per la parità e i diritti delle donne, è stata anche una richiesta corale di rispetto: oltre 20 mila voci si sono alzate nel cielo azzurro sopra Berna per chiedere il rispetto dalla parità salariale, per chiedere il rispetto dell’articolo costituzionale sull’uguaglianza che da 37 anni non viene rispettato. «Essere qui oggi - ha detto una delle oratrici ufficiali, Pepita Vera Conforti - significa esigere che sia rispettata la parità salariale. E questo è un atto di rispetto prima di tutto verso noi stesse. Significa riconoscere la nostra professionalità, sapere che siamo in grado di decidere quando il nostro tempo è volontariamente non retribuito - ma non per questo di minor valore sociale e economico - e quando deve essere monetizzato. Non siamo qui a chiedere, elemosinare, raccattare favori o favoritismi. Oggi noi diciamo alle nostre figlie che possono diventare le donne adulte che desiderano essere».
Le donne guadagnano circa un quinto in meno rispetto agli uomini, sono sottorappresentate in politica e nell’economia e svolgono la maggior parte del lavoro non retribuito. Una donna guadagna mediamente 600 franchi in meno al mese di un collega di sesso maschile. Lavora all’anno 44 giorni gratuitamente. Questo denaro manca alla persona stessa, alla sua famiglia e in futuro alla sua pensione, ma rappresenta anche minori entrate fiscali. La misura è colma e dalle donne dei sindacati si è alzata forte e chiaro un messaggio: se le donne vogliono, tutto si ferma, annunciando così lo sciopero delle donne nel 2019. Perché la lista delle discriminazioni è lunga, molto lunga, come hanno fatto notare le diverse oratrici, tra cui Lucie Waser del SEV dal palco della Schützenmatte. Lunedì intanto il Consiglio nazionale ha accolto la già timida revisione della legge appiattendosi sulla versione del Consiglio degli Stati. La delusione delle donne resta altissima per questo ennesimo sgarbo. Sarà sciopero!
Françoise Gehring
Foto di Annette Boutellier



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