Smantellamento a tutto gas nell’infrastruttura
RailFit 20/30: ecco le prime vittime
Dopo aver annunciato la scure di RailFit 20/30, la direzione delle FFS si è affrettata a dire che la pianificazione dei tagli dura fino al 2020 e che la fluttuazione del personale risolverà tutto. Intanto la mannaia si è già abbattuta sull’Infrastruttura. La soppressione di 120 posti di lavoro nell’esercizio è già stata annunciata.

Nelle quattro Centrali di esercizio saranno cancellati 70 posti di regolatori circolazione dei treni (RCT), la progressione della carriera dei giovani diventa obsoleta e i collaboratori più anziani rischiano di perdere il loro livello di esigenza. La storia infinita delle classificazioni degli RCT è, agli occhi del SEV, relativamente perfida. Già nel 2011 il SEV era insorto contro la retrocessione di quasi tutte le funzioni di RCT che ha portato alla situazione attuale. E beninteso il SEV continua a non essere d’accordo con i disponenti del traffico ferroviario. Le concessioni nei confronti degli RCT era palesemente legata alla concentrazione dei centri di esercizio, dal momento che le FFS avevano paura che il personale abbandonasse la nave in ragione dei previsti trasferimenti. Oggi il processo di trasferimento è quasi terminato ma ancora una volta si pianificano dei risparmi a livello delle carriere. Constatiamo inoltre che il numero di ruoli (funzioni) deve pure essere ridotto. Questo progetto di «riorganizzazione» ha un effetto molto concreto: 70 posti in meno che, tradotto in pratica significa maggiore stress e deterioramento della qualità. L’attuale servizio di gestione degli eventi presso l’esercizio della divisione infrastruttura, subirà una radicale cura dimagrante. Sarà centralizzato e la nuova organizzazione prevede un servizio di 24 ore su 24.
Il SEV ha combattuto con tutte le sue forze contro questi progetti e le FFS hanno dovuto riprendere tre volte le cose in mano per lanciare il processo. Tuttavia 50 degli attuali 120 posti verranno soppressi. Altre persone saranno dunque colpite e dovranno o postulare di nuovo o saranno minacciate di venire retrocesse. Il SEV è molto preoccupato per il personale che si occupa della gestione degli eventi. In questo servizio ci sono già collaboratori e collaboratrici che in questi ultimi anni hanno dovuto cercare un nuovo posto di lavoro a causa delle ristrutturazioni. Le dichiarazioni della direzione delle FFS ricordano il brutto episodio della soppressione del personale dei marciapiedi incaricato di fare partire i treni. Apparentemente, è lecito sacrificare di tutto sull’altare dei risparmi. L’infrastruttura già ora si trova in pieno smantellamento e subisce l’euforia della riorganizzazione. Attualmente sono in corso 5 progetti e tutti con lo stesso spartito: sacrificare il personale. Alla manutenzione, per esempio, dove il progetto parziale 5 riguardante i capiteam della linea sacrifica molte più persone del previsto, per cui è lecito chiedersi se l’informazione preventiva ai partner sociali non sia stata volutamente e consapevolmente edulcorata. Il SEV esige che le FFS considerino il personale con rispetto quando lanciano un progetto e che non concentrino i loro sforzi unicamente su presunte riorganizzazioni ideali (che tre anni dopo vengono definite sub ottimali) e che la smettano di usare il personale come pedine per giocare a scacchi. In particolare non accettiamo più che i quadri facciano credere al personale che il SEV ha dato il suo benestare a progetti chiaramente e seccamente respinti.
Urs Huber, titolare del dossier Infrastruttura
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