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Trasporti pubblici in pericolo con la RI III

Il Sindacato del personale dei trasporti SEV è stato al centro, questo lunedì, di un’azione informativa sulle conseguenze della Riforma delle imprese III (RI III) sui trasporti pubblici. Come noto, le aziende di trasporto pubblico sono ampiamente legate alle sovvenzioni federali, cantonali e comunali. La riduzione di circa quattro miliardi di franchi nei bilanci, si tradurrà inevitabilmente in una contrazione delle prestazioni, in un aumento delle tariffe e nel degrado delle condizioni di lavoro del personale.

I membri del Sindacato del personale dei trasporti, accompagnati dai segretari e dalle segretarie sindacali del SEV, hanno voluto sensibilizzare i/le pendolari nelle stazioni di Berna, Losanna, Ginevra, La Chaux-de-Fonds, Bienne, Friburgo, Olten, San Gallo, Bellinzona, Mendrisio e Coira, sulle conseguenze catastrofiche della RI III sui trasporti pubblici. «Se le aziende pagheranno meno imposte, gli enti pubblici dovranno tirare la cinghia e le misure di risparmio avranno un impatto pesante sul servizio pubblico. Il traffico regionale e i/le pendolari ne faranno pure le spese», sottolinea Giorgio Tuti, presidente del SEV.

Le aziende di trasporto pubblico già oggi sono sottoposte a forti pressioni e devono controllare i loro costi senza sosta. Se la RI III dovesse essere accettata il prossimo 12 febbraio, i trasporti pubblici saranno confrontati con una riduzione delle sovvenzioni. L’utenza dovrà far fronte a una riduzione delle prestazioni o a un aumento delle tariffe. Le condizioni di lavoro del personale, inoltre, peggioreranno. L’impatto della RI III si farà sentire notevolmente perché la mobilità è in costante aumento; basti pensare che dovrebbe crescere del 51% entro il 2040. Per poter continuare a garantire trasporti pubblici di qualità, il SEV invita i passeggeri e le passeggere a respingere con un chiaro NO la Riforma delle imprese III in votazione il prossimo 12 febbraio.

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