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Sulle orme di ...

Anael Doleatto, consulente di vendita FFS

Socievole, coinvolgente e curiosa, Anael affronta la vita con un’energia invidiabile: mamma di tre figli, si giostra tra lavoro, scuole, terapie e attività extrascolastiche senza mai perdere quella scintilla che la contraddistingue. La sua capacità di mettersi in gioco e il suo coraggio, l’hanno portata ad unire la passione per il suo lavoro con la voglia di far conoscere il mondo dell’autismo.

Da quando ha finito la scuola dell’obbligo Anael lavora alle FFS. I treni, dice, le sono sempre piaciuti, ma in ferrovia ci è arrivata un po’ per “sbaglio”, come ci racconta: «Alla fine delle medie avevo trovato un posto di apprendistato come decoratrice nel luganese, ma due mesi prima di iniziare il futuro datore di lavoro ha annullato tutto e io sono rimasta a piedi». Suo zio lavorava come capotreno alle FFS e le ha proposto di concorrere in ferrovia, è stata assunta ed eccola ancora qui, anche se negli anni ha svolto diverse mansioni all’interno dell’azienda.

«Ho iniziato l’apprendistato come impiegata di commercio nei trasporti pubblici, allora non c’era ancora Login, frequentavo la scuola commerciale professionale di Bellinzona e poi facevamo dei corsi su tutto quello che riguardava le imprese di trasporto. Era molto interessante come formazione, ho imparato molto», spiega Anael. Finito l’apprendistato ha svolto l’anno di specializzazione come dirigente del traffico ferroviario nella cabina di comando di Bellinzona, una figura che ora non esiste più perché tutto è stato automatizzato e centralizzato a Pollegio (per il Ticino).

«In quell’anno ho lavorato in tante piccole stazioni in Ticino, i binari venivano ancora gestiti per pochi chilometri alla volta e lavoravo con un grande dispositivo, che si chiamava Domino, per aprire i segnali ai treni. Si usciva ancora con il cappellino in testa e la paletta e si fischiava per licenziare il treno», racconta. Purtroppo alla fine della specializzazione le hanno riscontrato un leggero problema di udito, che ha compromesso la possibilità di continuare a svolgere il lavoro nella cabina di comando.

Con la tenacia e il coraggio che la contraddistinguono, Anael si è presentata per una decina di giorni da quello che era il suo ex capo: «Arrivavo alla mattina con la mia sedia pieghevole, gli chiedevo se c’era un lavoro per me e restavo lì tutto il giorno, finché preso per sfinimento mi ha trovato un posto a Mendrisio con dei turni assurdi e con un contratto che si rinnovava ogni tre mesi. Ho accettato e per tre anni ho lavorato lì». Da Mendrisio, Anael ha poi trovato un posto in quella che un tempo era l’agenzia viaggi di FFS, a Lugano: «Un lavoro che mi piaceva molto e che ho svolto per otto anni, finché è nata la mia prima figlia. Al rientro dalla maternità il mio posto era stato preso da un’altra persona e mi hanno proposto di andare in biglietteria, sempre a Lugano. Abitando nel Locarnese e con una figlia piccola mi sono detta: per vendere biglietti, allora tanto vale che lo faccio a Locarno. E così sono andata direttamente a chiedere a Locarno se avevano bisogno e sono stata assunta». Da 13 anni lavora quindi in biglietteria a Locarno come consulente di vendita.

In cosa consiste il suo lavoro? «Facciamo consulenza per i viaggi in treno e vendita biglietti, ufficio cambio, spedizione di soldi all’estero con Western Union, vendiamo carte di credito prepagate per viaggiare all’estero, facciamo spedizione di valige e biciclette, etichette per i bagagli aerei e offriamo un servizio di ritorno valige dalle vacanze. Poi abbiamo dei turni di presenza sui marciapiedi della stazione per dare info in caso di lavori o eventi (turni Kube), ci sono anche dei turni notturni durante i quali dobbiamo salire sul treno per svuotarlo e ad esempio dare info sui bus sostitutivi, ma li fa solo chi se la sente. Abbiamo anche un grosso lavoro di back office per l’organizzazione di viaggi di gruppo e poi abbiamo i turni accoglienza durante i quali stiamo fuori ad aiutare i clienti ai distributori automatici di biglietti, alle caselle per i bagagli, e a dar loro informazioni». Ad Anael piace molto il suo lavoro, lo si percepisce. Ama il contatto con la clientela, ma anche lavorare in team: «Quando le persone tornano e chiedono di essere servite da me è una grande soddisfazione, significa che ho fatto bene il mio lavoro».

Per lei il lavoro sindacale è importante, è entrata nel SEV nel 2001, non appena è entrata a far parte delle FFS come apprendista: «Sono sempre stata dell’opinione che dietro ogni CCL c’è un grosso lavoro che va sostenuto. Il sindacato è inoltre utile come mediatore in caso di conflitti con il datore di lavoro e ha un effetto deterrente per il datore di lavoro, che tende a comportarsi in maniera più corretta là dove la presenza sindacale è forte. Rispetto a 20 anni fa sento il sindacato più presente, ho più contatto con i segretari sindacali, passano spesso a trovarci e questo fa piacere».

E nel tempo libero cosa le piace fare? «Tempo libero? Cos’è?», sorride Anael, che con una figlia tredicenne e due gemelli di sei anni, di cui uno con bisogni speciali, è sempre in pista. Le piace viaggiare quando riesce, fare gioielli con le perline assieme alla sua figlia maggiore e, da un po’ di tempo ci spiega che fa delle presentazioni alle FFS sull’autismo. «Lo faccio per mio figlio e per tutte le persone che come lui hanno una disabilità che non si vede. Spiego cos’è l’autismo e come comportarsi di fronte a una persona autistica, insegno qualche trucchetto per comunicare con queste persone, per calmarle,…quello che imparo ogni giorno con mio figlio. È molto gratificante. Inoltre da quest’anno anche in Ticino è partito il progetto Girasole delle FFS: hanno creato dei cartellini da dare a chi ha una disabilità invisibile, di modo che il personale possa riconoscerli e avere un occhio di riguardo».

Veronica Galster

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