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Aviazione

Tagli del 25%? No grazie!

Più di 150 dipendenti dell’aeroporto di Ginevra hanno manifestato l’11 settembre contro i licenziamenti e lo smantellamento delle condizioni di lavoro. Allo stesso momento, a Zurigo Kloten sono scesi in campo 1500 manifestanti.

La crisi del settore dell’aviazione sta avendo i suoi primi effetti. Una mobilitazione storica ha avuto luogo a Ginevra e Zurigo. Su richiesta dei sindacati SEV-GATA, SSP/VPOD traffico aereo e UNIA, le proteste si sono concentrate sul deterioramento delle condizioni di lavoro e dei salari in un’area dove molti lavoratori hanno già un lavoro precario. Fischi e slogan hanno accompagnato l’azione sindacale.

Foto dell'11 settembre di Valdemar Verissimo: cliccare quì

«Oggi sono qui a manifestare per mantenere la nostra dignità sul lavoro. Ciò che la direzione di Swissport propone è di diventare ancora più precari e lavoratori più poveri», ci ha detto un collega di Swissport. Anche se finora non sono stati annunciati licenziamenti, la società di assistenza a terra ha comunicato l’intenzione di ridurre i costi del 20-25% sulle spalle del personale. Pablo Guarino, segretario sindacale SEV responsabile del dossier, ha denunciato «questa doppia sanzione»: dover accettare una riduzione duratura delle condizioni di lavoro senza alcuna garanzia che non sarà seguita da un’ondata di licenziamenti, come è successo a Newrest (catering) o ad Air France-KLM. Contemporaneamente, un’azione simile ha riunito circa 1500 dipendenti e le loro famiglie all’aeroporto di Zurigo Kloten con lo slogan «Insieme contro i tagli».

A Ginevra, «Dnata non ha più un contratto collettivo, il che mette sotto pressione Swissport. Ma il problema è sistemico. Con l’idea di sviluppare l’aeroporto e di aumentare il numero di passeggeri, le autorità hanno permesso alla legge della giungla di prosperare per anni e le compagnie sono state messe in feroce competizione tra loro. Per l’occupazione locale è solo un disastro», analizza Sébastien, coordinatore dello scalo presso Swissport, citato dal periodico «L’Evénement syndical». In quanto istituzione parapubblica, l’aeroporto di Ginevra ha il dovere di garantire il rispetto della legislazione all’ interno della piattaforma aeroportuale. Al fine di porre fine agli abusi e alla deregolamentazione in atto presso l’aeroporto, i dimostranti di tutte le società presenti sul sito hanno accettato una risoluzione adottata per acclamazione e consegnata alla direzione.

Il mandato ai tre sindacati dell’aeroporto è molto chiaro. Si chiede in particolare: di rifiutare i licenziamenti, «in particolare fintanto che le imprese possono beneficiare di aiuti pubblici durante il periodo del lavoro ridotto; di chiedere la firma di un CCL, pena l’esclusione dalla concessione; di creare un fondo di compensazione per soddisfare le esigenze dei lavoratori nella precarietà. Tale fondo deve essere alimentato dalle imprese che hanno realizzato profitti negli ultimi anni, nonché dall’aeroporto di Ginevra e dal Cantone». Mentre la durata di validità dei CCL termina alla fine del mese, Swissport rimane totalmente inflessibile sul suo desiderio di risparmiare dal 20 al 25% come condizione per accettare di prolungare i CCL. Lunedì l’assemblea generale dei collaboratori di Swissport a Ginevra - molto frequentata - ha respinto all’unanimità questo piano di austerità, sui cui l’azienda non ha fornito precisazioni. L’assemblea ha deciso di intraprendere misure di lotta. Per prima cosa i sindacati si rivolgeranno alla Camera delle Relazioni Collettive di Lavoro (CRCT), la cui missione principale è quella di mantenere la pace del lavoro. Si è anche deciso di esercitare pressioni politiche sul Parlamento e sul Consiglio di Stato di Ginevra perché le autorità non possono permettere lo sviluppo della legge della giungla e del dumping salariale a favore delle imprese non convenzionate in un aeroporto parapubblico.

Yves Sancey
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