| Dossier/Documentazione

Votazioni del 12 febbraio

Sì alla naturalizzazione, No alla RI III e a FOSTRA

Abbiamo di nuovo ricevuto della documentazione di voto su argomenti importanti: sindacaliste e sindacalisti sostengono a livello federale la naturalizzazione agevolata per stranieri di terza generazione, mentre ci opponiamo ai regali fiscali della riforma III dell’imposizione delle imprese e all’esageratofondo per le strade nazionali e il traffico di agglomerato.

Siamo ormai giunti alla terza riforma dell’imposizione delle aziende. Riflettendo alla nostra risposta al quesito posto dalla scheda di voto, faremmo bene a richiamare alla nostra memoria quanto avvenuto nelle riforme precedenti.

La riforma II era stata approvata da una risicata maggioranza della popolazione nel 2008 anche grazie al fatto che l’allora consigliere federale Merz aveva stimato le perdite fiscali in 900 milioni l’anno. Nel frattempo, persino il Tribunale federale ha avuto modo di criticare questa indicazione manifestamente errata: le perdite fiscali cumulate dal 2011 a oggi ammontano infatti a circa 15 miliardi! Sono venuti a mancare anche i nuovi introiti prospettati dai sostenitori della riforma e il dipartimento federale delle finanze ha dovuto confermare a denti stretti che non vi sono neppure stati insediamenti di nuove ditte.

L’attuale progetto di riforma persevera però nella direzione dei precedenti, riducendo ulteriormente il carico fiscale per le aziende, incurante delle possibili conseguenze già evidenziatesi nei cantoni Svitto e Lucerna confrontati con gravi problemi finanziari a seguito del calo degli introiti fiscali.

A vantaggio dei ricchi

Stavolta, il Consiglio federale ha accuratamente evitato di quantificare le conseguenze della riforma, che sono pertanto state calcolate dal PS e dai sindacati, in almeno 4 miliardi di introiti fiscali in meno all’anno. Soldi che rimarranno nelle capaci tasche dei maggiori azionisti delle grandi aziende, delle finanziarie e delle persone più ricche, mentre il Consigliere federale Maurer annuncia già un piano di tagli e di misure di risparmio se la «sua» riforma dovesse essere bocciata.

Bugie scritte

L’Unione svizzera delle arti e dei mestieri ha distribuito su larga scala un giornale gratuito, in cui, senza alcun imbarazzo, lascia intendere che due noti esponenti della sinistra come Pascale Bruderer e Hans Stöckli sosterrebbero la Riforma III. Gli interessati hanno quindi dovuto intervenire seccamente per ribadire la loro opposizione.

Nonostante la Rii III punti a sopprimere i privilegi fiscali per le grandi multinazionali e le banche, la rivista dell’USAM si rivolge soprattutto alle piccole e medie imprese, citando un pasticcere ticinese che esprime la preoccupazione, ispirata dalla stessa USAM, per le conseguenze sui posti di lavoro di un rifiuto alla riforma. In realtà, i posti di lavoro avranno molto più da temere se la riforma dovesse essere accolta, in quanto le misure di risparmio che ne deriveranno presso gli enti pubblici andranno inevitabilmente ad incidere sui consumi. E, come ha ben spiegato il professor Sergio Rossi nella sua intervista su contatto.sev 22/2016, la nostra congiuntura dipende in misura molto maggiore dai consumi interni, rispetto agli utili conseguiti all’estero.

Non contano solo le imposte

I sostenitori della Rii III danno ad intendere che le ditte estere vengano ad insediarsi nel nostro paese solo per il carico fiscale ridotto. In realtà, vi sono molti altri fattori che avvantaggiano la Svizzera, come la stabilità sociale, legale e dei servizi, la pace sociale, l’apertura del mercato del lavoro, le capacità di innovazione, la solidità finanziaria, l’apertura e i buoni rapporti internazionali. Non possiamo permettere che la riforma fiscale vada a intaccare buona parte di questi fattori positivi.

Riguarda tutti

Se la riforma venisse accolta, vi saranno conseguenze per tutti, dato che i regali fiscali alle aziende e ai ricchi costerebbero a ogni cittadino e cittadina circa 1000 franchi. Soldi che verrebbero a mancare a Confederazione, cantoni e comuni per far fronte ai loro compiti.

Ne conseguirebbero misure di risparmio nella formazione, come la riduzione delle ore di scuola, delle materie opzionali o l’aumento del numero di allievi per classe; nei trasporti pubblici, con la soppressione delle corse nelle ore marginali, il diradamento della cadenza di circolazione, la soppressione di linee di bus e la riduzione della manutenzione del materiale rotabile e delle infrastrutture; nell’offerta culturale, sportiva e di tempo libero, con riduzioni ai contributi alle associazioni, la chiusura di piscine coperte, oppure l’aumento dei costi di accesso.

Un NO per cercareuna soluzione migliore

Naturalmente i politici borghesi individueranno ben presto una possibilità di risparmio molto efficiente: quella sul personale. Quindi: tagli di posti di lavoro, di stipendi e di rendite. E chi riuscirà a mantenere il proprio posto di lavoro, dovrà pagare più imposte per compensare le diminuzioni di introiti derivanti da questi regali fatti ai ricchi !

Tutte le organizzazioni di lavoratrici e lavoratori sono concordi nel respingere questa riforma. Nel 2008, il risultato della votazione sulla riforma II era stato molto tirato.

Questa volta, l’alleanza contraria alla Riforma III ha buone possibilità di spuntarla.

pan.

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