| Attualità / giornale SEV

colpi di diritto

Dovere di informazione: quando e quanto comunicare

Oggigiorno, si parla molto di protezione e di scambio automatico di dati. Si tratta di un dibattito quanto mai opportuno, vista la quantità di dati che vengono trasmessi senza motivo, oppure intercettati. Val quindi la pena di proteggersi. Ma quando si è tenuti a fornire dati o informazioni?

Nell’ambito dei rapporti con le autorità o con le assicurazioni, si parla spesso di obbligo di informazione, o di annuncio. Cosa si intende esattamente?

Si tratta semplicemente di un obbligo di fornire informazioni precise in alcuni campi, che lo si voglia o meno. Una formulazione generica di questo obbligo non significa però evidentemente che qualcuno abbia il diritto di sapere cosa ho mangiato ieri sera. Quest’obbligo deve quindi essere precisato e di seguito andiamo a verificare cosa può comportare nel diritto del lavoro, in quello delle assicurazioni sociali e in quello assicurativo.

Diritto del lavoro

Nel mondo del lavoro, l’obbligo di informare contempla numerosi aspetti. Il lavoratore o la lavoratrice devono per esempio informare il datore di lavoro su tutti gli aspetti importanti per l’adempimento di un incarico di lavoro, come ritardi di forniture, infrazioni alle norme di sicurezza e altri problemi simili. In genere, nell’ambito del normale scambio di informazioni che caratterizza una ditta ben funzionante, ciò avviene automaticamente.

L’obbligo si estende però anche all’informazione su situazioni particolari del o della dipendente, come un certificato di malattia (che non deve tuttavia indicare la diagnosi) o altri fattori che impediscono di svolgere la professione come il ritiro della licenza di condurre, che magari si preferirebbe non fornire. In questo modo, si infrangerebbe però l’obbligo di informare, esponendosi quindi al rischio di sanzioni.

L’obbligo di informare si ferma però davanti alla sfera privata: problemi familiari, problemi di salute che non intaccano la capacità lavorativa, multe senza ritiro della licenza di condurre o anche il ritiro della licenza se l’uso dell’auto non è richiesto per il lavoro, non devono per forza essere comunicati.

Anche il datore di lavoro sottostà naturalmente a un obbligo di informare, per esempio sulle novità nel settore del lavoro. Questo non si estende però a tutte le decisioni aziendali, ma si limita a quelle fondamentali per lo svolgimento del lavoro. In caso di termine del rapporto, il datore di lavoro è tenuto a informare sulle conseguenze sulla cassa pensioni e l’assicurazione infortuni.

Se vi viene meno, si espone a sua volta a sanzioni, che possono arrivare anche a richieste di risarcimento.

Assicurazioni sociali e contro gli infortuni

Nei rapporti con le assicurazioni sociali e contro gli infortuni, lo scambio di informazioni ha un ruolo fondamentale. Quando sorge un caso, l’assicurato può essere chiamato a sottoscrivere una procura che permetta a medici curanti e enti assicurativi di scambiarsi informazioni senza ostacoli. Le decisioni devono infatti basarsi su dati medici e, senza questi o senza la procura che permette di ottenerli, il caso assicurato può anche essere respinto. Questo non rientra quindi nell’obbligo di informare, quanto nell’obbligo di cooperare.

Obbligo anche per i dati personali

L’obbligo di informare sussiste per i dati personali. Poiché la situazione familiare e lavorativa è fondamentale per le decisioni su possibili rendite, vi è l’obbligo di comunicare spontaneamente i cambiamenti.

Per esempio, se una persona guadagna improvvisamente più soldi rispetto a quelli considerati per il calcolo della sua rendita di invalidità, questo va comunicato, poiché avrà ripercussioni anche sull’importo della rendita. Probabilmente vi è stato anche un miglioramento dello stato di salute. Oppure, se nasce un bambino, sorge anche il diritto ad una rendita per figli. Evidentemente, vanno comunicati anche i cambiamenti di indirizzo. Nel caso in cui l’assicurato viene meno al proprio dovere di informare o collaborare, l’assicuratore può, dopo diffida scritta e avvertimento delle conseguenze giuridiche e dopo aver impartito un adeguato termine di riflessione, decidere in base agli atti o chiudere l’inchiesta e decidere di non entrare in materia. Vi possono quindi essere decisioni di rifiuto di rendite oppure richieste di risarcimento.

Assicurazione sulla vita e simili

Nell’ambito della propria pianificazione previdenziale, oppure in congiunzione con una richiesta di ipoteca o anche come complemento all’assicurazione di perdita di guadagno, vengono spesso stipulate assicurazioni sulla vita o di III pilastro 3A. La stipula di queste assicurazioni prevede la stesura di un questionario sulla salute. Qualora le indicazioni fornite dovessero rivelarsi false, l’assicurazione può essere disdetta e le prestazioni negate, indipendentemente dai premi già versati.

Dobbiamo quindi considerare che questo obbligo di informazione esiste. Tuttavia, esso ha limiti chiari in funzione del settore al quale è riferito È inoltre raccomandabile limitarsi a rispondere solo alle domande effettivamente poste, prestando attenzione a fornire dati veritieri. In caso di dubbio, vale la pena di rivolgersi all’interlocutore o chiedere chiarimenti al team di protezione giuridica.

Protezione giuridica
Enable JavaScript to view protected content.

Scrivi commento