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Trasporto di merci

Legge corretta dagli Stati

La camera dei cantoni ha corretto due punti molto importanti del progetto di revisione della legge sul trasporto di merci.

Il Consiglio degli Stati ha respinto la mozione che chiedeva lo scorporo della Cargo dal gruppo FFS e la proposta del Consiglio federale, approvata dal Nazionale, di sopprimere l’obbligo per le FFS di offrire un trasporto merci interno. Su questo punto si è così aperta una divergenza, per cui la questione torna sui banchi del Consiglio nazionale.

«Speriamo che il Consiglio nazionale riveda la sua posizione, in quanto il trasporto merci è uno dei pilastri di tutto il traffico ferroviario», ha commentato Giorgio Tuti. Il SEV, manifestando la sua soddisfazione per le citate decisioni degli Stati, ribadisce le sue preoccupazioni per altri aspetti della revisione, quali la ricerca dell’autonomia finanziaria del trasporto merci interno, che dovrebbe invece essere oggetto di un mandato di prestazioni indennizzato, per favorire il trasferimento dalla strada alla ferrovia.

Commento

Daniela Lehmann, coordinatrice politica dei trasporti

Seppur mettendoci molta buona volontà, quanto scaturito dall’esame del Consiglio degli Stati della revisione della legge sul trasporto merci può essere considerato positivamente. La Camera alta si è infatti opposta alla decisione del Consiglio nazionale di scorporare FFS Cargo dal gruppo FFS e di renderla legalmente indipendente, senza peraltro chiarire le possibili conseguenze e ha invece chiesto al Consiglio federale un rapporto sulle diverse possibilità di sviluppo del settore merci delle Ferrovie federali svizzere, ossia di FFS Cargo.
Inoltre, il Consiglio degli Stati ha rifiutato l’allentamento dell’obbligo per le FFS di offrire prestazioni di trasporto merci. Considerato il tenore generale di questa revisione totale della legge sul trasporto di merci, che di positivo ha ben poco, questi punti assumono un valore e un significato apprezzabili.
La nuova legge prevede infatti che il trasporto merci debba essere finanziariamente autonomo, non abbia obiettivi di trasferimento da raggiungere e non faccia parte dell’offerta di base. Non occorre certo molta fantasia per immaginare quale potrà essere il trasporto merci del futuro, che si concentrerà unicamente sulle offerte redditizie, dato che all’abbandono di punti di carico e scarico del traffico a carri completi non si potrà più obiettare sulla base di considerazioni legate al mandato di trasferire il traffico dalla strada alla ferrovia o alla necessità di mantenere un’offerta di base.
Né può consolare il fatto che il Nazionale proponga di far dipendere queste chiusure dalla decisione dell’assemblea generale, ossia del Consiglio federale, considerata la dominanza borghese del nostro governo, convinta della validità del mercato e del fatto che il trasporto merci debba essere finanziariamente autonomo e che ciò nonostante afferma che sia destinato a crescere anche su ferrovia. Di questo passo, avremo senz’altro maggior traffico, che però il nostro Parlamento sta tentando di indirizzare su strada.
Per questo dobbiamo ancora una volta ricordare l’importanza dell’appuntamento elettorale del prossimo autunno, per evitare di doverci accontentare di singoli spunti e poter puntare decisamente ad un altro tipo di politica. Teniamolo presente!

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