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Impianti di risalita in crisi

Pressioni sul personale a Gstaad

Nella prestigiosa località, il personale viene chiamato alla cassa per compensare le conseguenze della mancanza di neve e di turisti.

Panorami magnifici, ma condizioni di lavoro miserabili.

La «Neue Zürcher Zeitung» ha scritto di «Montagne senza più capitale», la «Frankfurter Allgemeine Zeitung» di una lotta per la sopravvivenza degli impianti di risalita in Svizzera. In effetti, la penuria di neve che ha sin qui contraddistinto quest’inverno, la sopravalutazione del franco e le difficoltà economiche stanno facendo soffrire le imprese di impianti di risalita.

Modalità inaccettabili

Ammortizzare le ingenti spese per impianti di risalita e di innevamento diventa sempre più difficile, per cui si cercano altre possibilità di risparmio, che immancabilmente finiscono per coinvolgere anche il personale. Presso la BDG, l’azienda degli impianti di risalita di Gstaad, si ricorre a metodi particolarmente discutibili, chiedendo ad ogni singolo dipendente di controfirmare pesanti rinunce nell’ambito dell’orario di lavoro e di riposo. Se è vero che la legge sulla durata del lavoro e la relativa ordinanza lasciano un certo margine per eccezioni, è altresì vero che queste devono essere concordate con il sindacato o, in via eccezionale, con una commissione del personale regolarmente costituita, ciò che presso la BDG non è avvenuto. L’azienda avrebbe inoltre un’altra possibilità per beneficiare di tutte le eccezioni previste da LdL e OLdL: aderire all’associazione delle funivie del Canton Berna. Invece di solidarizzare con tutti i datori di lavoro seri dell’Oberland bernese, riconoscendo ai propri dipendenti anche la tutela di un CCL quadro, i dirigenti di Gstaad preferiscono forzare la mano per tentare di procurarsi vantaggi unilaterali. Per il SEV, queste modalità sono inaccettabili. Qualora i responsabili non volessero intendere ragioni, si riserva di aprire un procedimento presso l’Ufficio federale dei trasporti.

Lavoro ridotto in crescita: nuove condizioni

Numerose aziende di impianti di risalita si vedono costrette a far capo al lavoro ridotto. Grazie agli sforzi del SEV, le modalità per farvi capo sono più semplici, in particolare grazie al fatto che l’annuncio non deve più avvenire in anticipo, ma può essere inoltrato entro il 5 del mese successivo. I dipendenti che volessero chiarire se il proprio datore di lavoro può far capo al lavoro ridotto, possono rivolgersi per un chiarimento ai sindacalisti del SEV.

Peter Peyer

Fate una prova come membri SEV

Poter far capo ad un partner affidabile per tutte le questioni riguardanti il proprio rapporto di lavoro è particolarmente importante proprio nei momenti di crisi. Dall’inizio della stagione invernale 2015/2016, il SEV ha deciso di offrire ai dipendenti delle imprese di risalita un’adesione di prova, per la quale le persone interessate possono semplicemente telefonare al SEV. Del settore si occupano in particolare i segretari sindacali: Roman Gugger,telefono 031 357 57 41e Peter Peyer,telefono 081 284 49 07.

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