| Attualità / giornale SEV

Il SEV di domani

Si può parlare di futuro solo insieme ai giovani

Die Jungen sind bereit, im SEV Verantwortung zu übernehmen.

Chi assumerà la responsabilità nel SEV nei prossimi anni? Quali saranno i nuovi volti? Come funziona la transizione generazionale tra la vecchia e la nuova guardia passando dalla generazione di mezzo?

Il futuro del lavoro nell’era della digitalizzazione e della disintermediazione - foriera di insidie - pone inevitabilmente nuove sfide anche e soprattutto per i sindacati, confrontati nel contempo non solo con la trasformazione del mondo del lavoro, ma anche con il fenomeno del pensionamento dei baby-boomers. L’importanza di ringiovanire i sindacati e di capire come raggiungere i giovani lavoratori e le giovani lavoratrici esplorando anche nuove forme di rappresentanza, è cruciale. Per ridurre il distacco dalle richieste dei giovani e dal loro essere nel mondo del lavoro rappresentandoli con efficacia, i sindacati devono individuare altre modalità nel comunicare con le nuove generazioni. Stabilendo, prima di tutto, un collegamento organico e continuativo. In questo modo il sindacato potrebbe essere realmente un punto di riferimento per i giovani che, contribuendo all’attività sindacale, fornirebbero quella spinta di innovazione e movimento verso il futuro.

Thomas Giedemann

«L’inclusione dei giovani è fondamentale, non si può parlare di futuro e di futuro del lavoro senza far entrare nel dialogo i diretti interessati» osserva Thomas Giedemann, presidente della LPV Ticino. Thomas è indubbiamente rappresentante della generazione di mezzo, ma grazie al suo costante lavoro sul terreno è a stretto contatto con i giovani: «Come LPV Ticino siamo fieri di avere come rappresentante della Commissione Giovani del SEV Gabriele Bianchi». Ma al di là di questo piccolo fiore all’occhiello, Thomas ha ben in chiaro l’importanza del ringiovanimento dei ranghi per tutto il sindacato: «Non basta cercare il contatto con i giovani. Bisogna essere disponibili a confrontarsi, accogliere nuove idee e prospettive diverse da ciò che non corrisponde più del tutto alle necessità del lavoro di oggi oppure alle priorità poste dalle nuove generazioni».

È come trovare la quadratura del cerchio. «Sinceramente ricette non ne ho e diffido per natura da modelli preconfezionati. Sono una persona che crede nel dialogo e nel confronto. Ed è così che riesco ad intercettare i giovani. Come sezione cerchiamo di coinvolgerli e dare loro maggiori responsabilità, affinché siano direttamente protagonisti. Ma la nostra vera forza è il lavoro di prossimità, il contatto diretto, indipendentemente dall’età». Insomma un incontro a quattr’occhi e una stretta di mano vale di più di un post su Facebook, anche se una parte della comunicazione sindacale non può più prescindere dai social media. Ben sapendo, però, che i rapporti mediati dai supporti virtuali e dalle illusioni che generano, non sostituiranno mai il principio di realtà, che è quello con cui alla fine tutti devono misurarsi. Il presidente della LPV Ticino ne è cosciente: «Il sindacato di domani si deve costruire oggi. Anzi avrebbe dovuto cominciare a costruire il proprio futuro ieri».

Thomas Giedemann è comunque certo di una cosa: ci sono dei valori che non hanno età è che nella loro centralità, sono dirimenti. «Solidarietà, rispetto, ascolto, giustizia sociale, uguaglianza, pari opportunità, inclusione, internazionalismo: sono valori che costituiscono le fondamenta della casa sindacale. Per tutte le generazioni. Non si può avviare una politica di ringiovanimento senza partire da lì. Sarebbe abdicare al senso del sindacato, che su questi valori costruisce anche la propria forza di rappresentanza e di appartenenza». Una forza che consente anche, nei rapporti contrattuali, di essere alla pari.

Françoise.Gehring

Enable JavaScript to view protected content.

L’esempio romando

Ricardo Carvalho

La sezione TPG a Ginevra sfoggia la bellezza di 1000 membri attivi. Ricardo Carvalho, 31 anni, fa parte del comitato da 5 anni. Per lui è importante dare fiducia ai giovani confidando loro delle responsabilità. «È uno dei modi per coinvolgere pienamente le nuove generazioni. Ma si tratta anche di lavorare sull’immagine del sindacato, organizzando per esempio attività dedicate, e di curare la comunicazione digitale. Poi è necessario coinvolgere i giovani attraverso la partecipazione ai negoziati e l’accompagnamento a colloqui disciplinari. Insomma un lavoro sul piano della concretezza». Ma, secondo l’attuale presidente della sezione, Vincent Leggiero, resta fondamentale il lavoro di prossimità: « Rappresenta la nostra forza maggiore. È grazie a questo tipo di lavoro che si possono scoprire le persone, avvicinarle al sindacato. È grazie alla prossimità che i fiduciari del sindacato acquistano credibilità e si fanno apprezzare per il lavoro che deve essere professionale».

L’esempio zurighese

Stefan Bruderer

Alla LPV di Zurigo, il cambio generazionale è stato un successo. La sezione ha notevolmente ringiovanito il Comitato. «Ma il cambiamento non è avvenuto schioccando le dita» ha spiegato il copresidente Stefan Brudererer (30 anni). «Le persone non si fanno vive da sole, vanno avvicinate chiedendo loro una, due tre volte di aderire al sindacato». Le persone, sottolinea, amano sentirsi coinvolte. «Ogni persona è una risorsa, indipendentemente da ciò che può fare; è molto individuale il modo in cui i diversi colleghi possono immaginare di dare il loro contributo. «Nella sezione ci siamo organizzati dando ad ognuno un compito. Inoltre abbiamo una chat su Whatsapp per stare in contatto». Ma anche la convivialità conta : «Cerchiamo anche di organizzare delle cene dopo i nostri incontri. È un modo per rafforzare i legami sociali». Come a Ginevra, anche a Zurigo si cerca di coinvolgere i giovani nelle trattative e accompagnando i colleghi ai colloqui con i superiori.

Scrivi commento