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Risultati FFS del primo semestre: no a risparmi precipitosi

Giovedì mattina, le FFS hanno presentato i risultati del primo semestre 2020. «Le cifre rosse non devono far perdere la testa. Gestire la ferrovia è un’impresa a lungo termine, che mal si presta a essere considerata in ottica annuale» ha commentato la vice presidente del sindacato del personale trasporti (SEV) Barbara Spalinger.

Secondo il SEV, la situazione viene illustrata molto bene dalla penuria di macchinisti. «Le FFS hanno appena ammesso di aver fatto un grosso errore nella pianificazione del fabbisogno di personale. Si tratta di un passo nella buona direzione, ma ora vogliono affrontare la difficile situazione finanziaria venutasi a creare a seguito della Pandemia come se non ci fosse un domani, esigendo sacrifici dalle e dai dipendenti, sotto forma di risparmi che accompagnerebbero la revisione del sistema salariale. Si tratta di un segnale molto delicato, anche perché i due argomenti non sono in relazione diretta» precisa Barbara Spalinger.

È chiaro che la situazione richiede la verifica di provvedimenti, ma questa a sua volta esige nervi saldi: «Ogni decisione ci sembra prematura, in quanto l’evoluzione della situazione ci appare più incerta che mai e non conosciamo nemmeno la portata dell’ente pubblico.
In questi ultimi anni le FFS hanno implementato misure di risparmio che hanno duramente colpito il personale e spinto l’azienda verso i propri limiti. Sulla base di queste esperienze, siamo disposti a contribuire alla riflessione su misure di risparmio intelligenti, ma non ad accettare provvedimenti precipitosi a scapito del personale» sottolinea Barbara Spalinger.

Commenti

  • Martin

    Martin12/09/2020 08:16:54

    Bonjour,
    Oui c’est vraiment à espérer que les salariés comme par exemple dans les ateliers d’Yverdon ne seront pas toucher, car les salaires sont déjà bien trop bas, beaucoup de temporaires et de frontaliers qui fait baisser les salaires et on leurs a déjà supprimé les sorties et repas de boîtes, pourtant ils ont travailler pendant le confinement. Aussi ils n’ont pas assez de places pour pouvoir faire le pauses de midi, il faut manger debout ou en 15 minutes ectr. Aussi au niveau de la sécurité il y a des lacunes. Les conditions de travail sont vraiment à la limite du tolérable. Peut-être quelqu’un devrait une fois aller vérifier à l’improviste là bas. En début du Coronavirus pas de soutien, ni d’informations. Après les ateliers comme Olten, Zürich bien sûr ont pas tous ces problèmes. Pour une régie fédérale c’est déplorable! Ils devrait être un exemple dans le monde du travail.

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