Colpi di Diritto
Assunzioni: cosa devo dire al datore di lavoro?
Durante la fase di assunzione, in particolare nel settore dei trasporti, capita spesso che il datore di lavoro chieda informazioni sullo stato di salute o di sottoporsi a una visita medica. Devo proprio rispondere e dire tutto? Cosa devo riferire e cosa rientra invece nella mia sfera privata?
Non esiste un obbligo generale di informazione sul vostro stato di salute. Se soffrite di un problema di salute che non intaccherà le vostre capacità di esercitare la funzione professionale, non siete obbligate/i a segnalarlo.
Per contro, dovete rispondere sinceramente alle domande che riguardano direttamente la vostra capacità di ricoprire il posto in questione e informare spontaneamente il datore di lavoro di un eventuale problema che vi potrebbe rendere incapaci al lavoro. Per esempio, se il posto al quale puntate richiede la capacità di spostarsi o di portare pesi, ogni malattia o limitazione fisica che riduce queste capacità deve essere segnalata.
Non siete invece tenuti a entrare nei dettagli della vostra diagnosi, che rientrano nel segreto medico e, di conseguenza, non riguardano il vostro datore di lavoro. Dovete però per lo meno segnalare l’esistenza del problema ed è probabile che il datore di lavoro vi chieda di sottoporvi a un esame medico.
In caso di visita medicaordinata dal datore di lavoro?
Nel settore dei trasporti, succede spesso che il datore di lavoro chieda ai candidati di sottoporsi a una visita medica. In questo caso, siete tenuti a fornire spontaneamente al medico le informazioni necessarie per una corretta valutazione della vostra capacità di svolgere a breve e lungo termine il lavoro richiesto.
Il medico trasmetterà in seguito al datore di lavoro solo le informazioni indispensabili per decidere se siete in grado di occupare il posto di lavoro in questione, mentre i dettagli medici della vostra persona resteranno confidenziali, in quanto il medico è tenuto al segreto professionale.
Un esempio concreto tratto dalla giurisprudenza (DTF 149 II 337)
Durante il procedimento di assunzione come assistente alla clientela in un’azienda di trasporti, una candidata ha superato un esame attitudinale e riempito un questionario medico, indicando di non aver problemi di salute. È quindi stata assunta. Tuttavia, qualche mese dopo, il datore di lavoro ha scoperto che, in realtà, lei soffriva di una malattia cronica e che anni prima aveva riportato una frattura che le causava una leggera zoppia. La collega è stata così licenziata per mancanza di sincerità al momento dell’assunzione.
Il tribunale federale ha puntualizzato che:
• Dato che la zoppia non limitava in alcun modo la sua capacità lavorativa, la collega non era tenuta a menzionare la sua vecchia frattura al momento dell’assunzione;
• Sarebbe invece stato «ragionevolmente esigibile» che fornisse al medico le informazioni riguardanti la sua malattia cronica, in modo da permettergli di determinare se questa fosse suscettibile di intaccare la sua capacità lavorativa;
• Tutto considerato, siccome questi due problemi non limitavano la sua capacità lavorativa, la collega non ha violato il suo dovere di informare al momento dell’assunzione e il suo licenziamento non è di conseguenza stato ritenuto giustificato. Il Tribunale federale ha però anche criticato il comportamento della collega, che avrebbe dovuto essere più trasparente.
Riassumendo, non è determinante la malattia in sé, ma il suo impatto sul lavoro da svolgere.
In caso di dubbi in merito a un licenziamento o a una questione di salute legata a un’assunzione, contattate il SEV: possiamo senz’altro consigliarvi e assistervi.
Servizio giuridico del SEV