colpi di diritto

Tempo parziale e infortuni

Il tribunale federale ha pubblicato quest’estate una sentenza molto interessante per tutti coloro che lavorano a tempo parziale.

Ogni tanto è utile considerare le posizioni della nostra massima istanza giudiziaria, anche quando esulano dal contesto dei trasporti pubblici.

Alberto è un agricoltore indipendente che svolge in parallelo anche un’attività lavorativa, concentrata soprattutto nei mesi di luglio e agosto, per un massimo di 8 ore al giorno e 30 ore settimanali.

Nel giugno del 2009, subisce un infortunio. La sua assicurazione gli nega però la copertura per gli infortuni non professionali, dato che il suo contratto di lavoro prevede una media settimanale inferiore alle otto ore. Secondo la legge sull’assicurazione infortuni (Lainf), questa copertura sussiste solo se i dipendenti sono occupati mediamente in ragione di almeno otto ore la settimana. In caso contrario, la copertura è limitata agli infortuni professionali. Quello subito da Alberto non poteva però essere definito tale per cui, per beneficiare di una copertura assicurativa, occorreva imperativamente affrontare la questione della durata settimanale media.

Per calcolarla, laddove vi sono rapporti di lavoro con occupazioni a tempo parziale e con carichi di lavoro molto irregolari, vi sono diverse possibilità.

La prima, basata sul calcolo di ogni singola settimana, ha il vantaggio di essere molto chiara, ma di difficile applicazione, per esempio, per lavoratrici e lavoratori su chiamata, che all’inizio della settimana non sanno se beneficiano o meno della copertura assicurativa.

Un’altra possibilità è di calcolare la durata lavorativa settimanale media in un arco di tempo sufficientemente lungo.

La commissione sinistri della Lainf, composta da rappresentanti di diversi assicuratori privati e della Suva, ha emesso all’attenzione dei vari assicuratori una raccomandazione, secondo la quale la copertura assicurativa per gli infortuni non professionali debba essere riconosciuta in presenza delle seguenti condizioni:

  • la durata media settimanale del lavoro raggiunge al minimo 8 ore;
  • le settimane di al minimo 8 ore di lavoro siano preponderanti.

Il calcolo deve considerare le ore lavorate e quelle di assenza per malattia o infortunio e tralasciare le settimane in cui l’assicurato non ha lavorato per altri motivi.

Il tribunale cantonale aveva svolto un calcolo sulla base di tutte le settimane dell’anno, indipendentemente se Alberto avesse lavorato nel corso delle stesse.

Il tribunale federale ha per contro rilevato come la considerazione delle settimane in cui l’assicurato non ha lavorato porta ad un’evidente diminuzione della media lavorativa.

Il calcolo svolto in questo modo porterebbe però ad una discriminazione di tutte quelle lavoratrici e tutti quei lavoratori che, pur rispondendo ai requisiti posti al lavoro a tempo parziale, lo svolgono in modo irregolare, nei confronti di chi invece lavora in modo più regolare.

Una discriminazione che potrebbe venir evitata applicando alla lettera la raccomandazione della commissione sinistri.

È quanto ha fatto il tribunale federale che, ricalcolando la media lavorativa di Alberto, è giunto alla conclusione che essa fosse di 9 ore, ammettendolo quindi ai benefici della copertura per gli infortuni non professionali e, di conseguenza, riconoscendogli le prestazioni assicurative per il suo infortunio.

Commenti

  • Claudia Binotto

    Claudia Binotto19/08/2021 15:26:56

    NBU-Versicherung bei unregelmässiger Teilzeitarbeit gem. BGE