Comitato del SEV: Rafforzare il servizio pubblico, non indebolirlo
Il 12 dicembre si è svolta l’ultima riunione del comitato direttivo del 2025. I membri del comitato hanno approvato le priorità sindacali per il 2026. Hanno inoltre adottato due importanti raccomandazioni di voto per le votazioni dell’8 marzo: No all’iniziativa SRG e Sì all’iniziativa per il Fondo per il clima.

Anche nel 2026 il SEV intende rafforzare la base associativa per continuare a essere un forte partner sociale a difesa di buone condizioni di lavoro. Purtroppo, violenza e aggressioni contro il personale dei trasporti pubblici restano un tema attuale. Per questo motivo, anche nel 2026 il SEV si impegnerà per una maggiore sicurezza, tra l’altro con una nuova giornata d’azione a livello nazionale il 3 settembre. Inoltre, il SEV continuerà a lavorare per rafforzare l’organizzazione sindacale in diversi settori, contrastare la carenza di personale e combattere specifici problemi di salute del personale di guida. Sul piano contrattuale, il SEV rimane attivo: nel 2026 sono previste diverse trattative per i contratti collettivi di lavoro (CCL). In ambito di politica sociale, l’attenzione sarà rivolta al rafforzamento della rappresentanza dei lavoratori nei fondi pensione. Dal punto di vista della politica dei trasporti, il SEV conferma il suo impegno a favore del trasporto pubblico come parte della soluzione nella lotta contro il cambiamento climatico e respinge ulteriori liberalizzazioni e la concorrenza anche a livello europeo. Per il SEV è chiaro: trasporto passeggeri e merci sono parte del servizio pubblico e devono essere potenziati.
La minaccia di smantellamento del servizio pubblico è anche uno dei motivi per cui il comitato direttivo raccomanda di votare No alla cosiddetta iniziativa di dimezzamento «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR-SRG)». Questa propone una drastica riduzione del canone radiotelevisivo per le famiglie e la sua completa abolizione per le imprese. Le conseguenze in caso di accettazione sarebbero gravi: massicci tagli di bilancio alla SSR- SRG, riduzione dei programmi, meno informazione regionale e perdita di migliaia di posti di lavoro. Particolarmente a rischio sarebbero le lingue minoritarie e le regioni periferiche. L’iniziativa attacca direttamente il servizio pubblico mediatico e crea un pericoloso precedente per ulteriori attacchi ai servizi pubblici come trasporti, posta e infrastrutture.
Il comitato direttivo dice Sì all’iniziativa per il Fondo per il clima, lanciata tra gli altri dai sindacati. L’iniziativa vuole investire ogni anno dallo 0,5 all’1% del prodotto interno lordo – circa 3,5-7 miliardi di franchi – in un futuro sostenibile per la Svizzera. Con questi fondi si dovranno potenziare i trasporti pubblici, installare pannelli solari su tutto il territorio, promuovere la ristrutturazione degli edifici e rafforzare la biodiversità. Dal punto di vista sindacale è particolarmente importante che il Fondo per il clima finanzi corsi di formazione e riqualifica per le persone colpite dalla transizione. Per le altre due proposte in votazione l’8 marzo, il comitato direttivo si allinea alla posizione dell’USS: libertà di voto per l’iniziativa sul contante e nessuna raccomandazione per la votazione sulla legge federale relativa all’imposizione individuale.
Il segretariato regionale di Olten sarà rafforzato: da subito la segretaria sindacale Sheila Belometti lavora lì. Nel 2026, Philippe Schibli si unirà all’ufficio di Olten e alla regione centrale come segretario sindacale.
Michael Spahr