Audit LNM
Personale preoccupato, futuro incerto
La Società di navigazione dei laghi di Neuchâtel e Morat (LNM) sta attraversando una grave crisi, che mette in luce disfunzioni di lunga data e scelte strategiche contestate. Tra tensioni interne, flotta obsoleta e incertezze sul futuro, il personale ne paga le conseguenze. Di fronte a questa situazione, il SEV si sta attivando per far sentire la voce dei dipendenti ed esigere risposte concrete, mentre due rapporti aprono una fase tanto decisiva quanto incerta.

La crisi che sta scuotendo la LNM non è una novità, ma oggi ha raggiunto un punto critico. Il rinvio dell’alta stagione al 19 giugno ne è il sintomo più visibile: diverse imbarcazioni rimangono ferme per manutenzione, conseguenza di anni di sottoinvestimenti e di mancate decisioni da parte della precedente direzione. Sul campo, il personale navigante assicura come può la manutenzione, in un contesto di crescente pressione.
Al di là delle questioni tecniche, è il clima di lavoro ad essere in discussione. Un’analisi esterna commissionata dai Cantoni promotori della LNM – Friburgo, Neuchâtel e Vaud – evidenzia una «divisione sistemica» tra personale navigante e amministrativo, confermando un profondo malessere. «È da molto tempo che cerchiamo di colmarlo», spiega Jean-Pierre Étique, segretario sindacale SEV, riferendosi a questo divario interno che compromette il funzionamento quotidiano.
In questo contesto, il personale non si sente ascoltato. «Non siamo stati necessariamente ascoltati dalla direzione», sottolinea ancora il sindacalista, ricordando che gli allarmi del SEV risalgono a diversi mesi, se non anni fa.
Un doppio sguardo che cambia le carte
La novità della situazione risiede nella pubblicazione di due rapporti distinti: uno sul clima lavorativo e la governance, l’altro sul modello di business. «Se il primo ha dato luogo a una comunicazione ufficiale lo scorso 6 maggio», precisa Étique, «il secondo rimane ancora in gran parte sconosciuto, alimentando interrogativi e preoccupazioni».
Sebbene i risultati saranno resi noti a breve, questa attesa alimenta un senso di incertezza tra il personale. «Non ne conosciamo le conclusioni», sottolinea il responsabile sindacale in merito all’audit strategico. Eppure, queste saranno determinanti per il futuro dell’azienda, in particolare per quanto riguarda il suo posizionamento come servizio pubblico o la sua evoluzione verso un modello più commerciale.
Per il SEV potrebbe profilarsi un chiaro pericolo: quello di una progressiva privatizzazione. «Non vorremmo che la compagnia diventasse anch’essa un’impresa orientata esclusivamente alle corse private», avverte Jean-Pierre Étique, che sottolinea l’importanza di mantenere una navigazione accessibile e integrata nel sistema dei trasporti pubblici.
A due settimane dalla pubblicazione dei bilanci, la situazione alla LNM si fa sempre più concitata. Il 21 maggio il CdA ha annunciato la decisione di separarsi dall’attuale direttore Peter Voets. Nominato il giorno prima, il suo sostituto, l’economista Julien Crevoisier, avrà il compito, «Insieme a tutto il personale, navigante e amministrativo, di dare all’azienda una nuova dinamica e di portare a termine una trasformazione importante […] per garantire un futuro sostenibile alla società», afferma la LNM. «Per il personale, questa assunzione di responsabilità sembra finalmente andare nella giusta direzione», afferma Jean-Pierre Etique.
Tra speranza e vigilanza sindacale
Nonostante questo quadro preoccupante, alcuni elementi lasciano intravedere una prospettiva positiva. Il consiglio di amministrazione riconosce la necessità di una profonda trasformazione, sia in termini di governance che di cultura manageriale. Per il SEV, questa presa di coscienza è una condizione indispensabile, ma deve ora tradursi in azioni concrete. Il sindacato intende svolgere appieno il proprio ruolo in questa fase cruciale. «Terremo d’occhio da vicino ciò che accade», afferma Jean-Pierre Étique, sottolineando la volontà di rimanere in contatto con la base e di riportare le preoccupazioni del personale. La questione del riconoscimento e dell’ascolto delle professioni della navigazione rimane centrale.
A più lungo termine, la sfida va oltre la semplice gestione della crisi. Si tratta di garantire la sostenibilità della LNM preservando al contempo i posti di lavoro e la qualità del servizio. Ciò richiede in particolare ingenti investimenti nella flotta ormai obsoleta – cinque imbarcazioni, tra cui il battello a vapore «Neuchâtel», necessitano ancora di manutenzione – e un chiarimento del modello economico. Per il personale, questa crisi non è astratta, ma si traduce quotidianamente in un aumento dei carichi di lavoro, in incertezze professionali e in un reale logorio morale. Il prolungamento della bassa stagione, gli adeguamenti degli orari e le tensioni interne incidono sulle condizioni di lavoro. Il SEV insiste sulla necessità di riportare queste realtà umane al centro delle decisioni future.
Allo stesso tempo, l’attaccamento del pubblico alla LNM rimane immutato, il che costituisce una leva importante per il futuro. Ma questo vantaggio potrà concretizzarsi solo se verrà ripristinata la fiducia al suo interno. Per Jean-Pierre Étique, ciò richiede un cambiamento di metodo: maggiore trasparenza, un maggiore coinvolgimento del personale, scelte strategiche consapevoli e una struttura organizzativa reale. Sarà inoltre necessario pensare a un aumento dei sussidi da parte dei Cantoni. La LNM deve poter rimanere un attore di primo piano nella navigazione dei trasporti pubblici sui tre laghi.
Il periodo che si apre è quindi al tempo stesso portatore di speranze e carico di rischi. Tra riforme annunciate e persistente incertezza, il personale attende segnali chiari. Il SEV rimarrà mobilitato affinché questa crisi porti a una LNM più stabile e realmente orientata al futuro.
Yves Sancey
Avete un commento o una domanda sull’articolo? Inviate un’e-mail all’autore/autrice oppure a