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Aiutare i paesi in via di sviluppo

Cosa fare con il «vecchio» materiale rotabile delle ferrovie svizzere?

«Capolinea: sfascia carrozze. Ecco il destino dei vecchi treni delle ferrovie appenzellesi», annunciava un titolo dell’«Appenzeller Tagblatt» del 29 agosto 2018. Si tratta però di materiale ancora valido, ancora lontano dai limiti della durata di vita, che viene demolito mentre le ferrovie in Africa e in Asia ne avrebbero un gran bisogno !

Egon Minikus a Gossau con materiale rotabile delle Appenzeller Bahnen per il Burkina Faso.

L’adozione della legge sull’eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili ha generato nel nostro paese un’ ondata di ordinazioni di materiale rotabile conforme. L’immagine del trasporto pubblico ne esce rivalutata, grazie a veicoli che rispondono al meglio alle esigenze di utenti e aziende. Per produttori come Stadler Rail, Bombardier e Siemens questa evoluzione assume i caratteri di una vera e propria benedizione.

D’altra parte, ci ritroviamo confrontati con una marea di veicoli superati, che in realtà avrebbero potuto svolgere dignitosamente il proprio compito per una buona ventina di anni, grazie al loro stato di conservazione. È quindi veramente un peccato demolirli, tanto più che in Africa le carrozze viaggiatori sono molto ricercate. Sarebbe quindi opportuno, nell’ambito anche di un aiuto allo sviluppo, verificare la possibilità di un loro reimpiego in queste regioni. Eccone un esempio.

Materiale rotabile delle Appenzeller Bahnen per il Burkina Faso, a Gossau.

Sono venuto a sapere dalla Stadler Rail che la Camrail in Camerun è all’ urgente ricerca di vetture viaggiatori, poiché quelle che aveva acquistato pochi anni fa dalla Cina si sono rivelate di qualità insufficiente e hanno dovuto essere tolte dal servizio. Camrail ha subito reagito con interesse ad una mia sollecitazione, manifestando la volontà di impiegare 15 carrozze delle Appenzeller Bahnen per formare tre treni e riattivare il collegamento intercity tra la città portuale di Douala e la capitale Yaoundé (ca. 300 km). Un ingegnere, dopo aver ispezionato le vetture all’esterno e all’interno, ha commentato: «demolire veicoli simili è un delitto!». I nostri dirigenti e politici dovrebbero riflettere maggiormente a queste situazioni.

Purtroppo però Camrail non è stata in grado di garantire il finanziamento dell’acquisto e del trasporto del materiale in tempo utile. Le condizioni finanziarie di queste nazioni africane sono veramente precarie. Si è però subito fatta avanti un’altra compagnia: la STI-B, che gestisce la linea tra Ouagadougou, in Burkina Faso, a Abidjan, in Costa d’Avorio. A metà gennaio, vi è quindi stato un sopralluogo di due giorni del direttore generale, accompagnato dal responsabile tecnico, da quello delle finanze e da un altro quadro aziendale, che ha avuto un esito positivo, tanto che il contratto d’acquisto è stato firmato pochi giorni dopo. Le vetture verranno dapprima trasportate in Romania, dove una ditta si occuperà di adeguare il comfort delle vetture, attualmente piuttosto spartano, ad una tratta di 1000 chilometri e di 30 ore di viaggio. Dalla Romania, proseguiranno poi per nave a Abidjan, dove si spera che possano garantire un onorabile servizio per i prossimi 20 o 30 anni. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione della Confederazione dovrebbe verificare in tempi brevi se il regalo di materiale rotabile potrebbe entrare in linea di conto. Nell’immediato futuro, verranno sostituiti molti veicoli, come per esempio le 14 composizioni di tre vetture della ferrovia regionale Berna – Soletta (identiche a quelle della ferrovia Lugano - Ponte Tresa, pure in procinto di essere sostituite ndr.). Una loro donazione ne eviterebbe la demolizione e numerosi paesi in via di sviluppo hanno reti ferroviarie a scartamento normale e ridotto, sulle quali questi mezzi potrebbero rivelarsi molto utili. Io spero veramente che la politica decida di mettere a disposizione questi veicoli. L’immagine della Svizzera all’estero non potrebbe che beneficiarne. I consiglieri nazionali e agli Stati che ho contattato hanno risposto positivamente.

Negli ultimi decenni, il traffico ferroviario in Africa era rivolto soprattutto al trasporto merci, ma adesso si vogliono trasportare in treno anche le persone. Noi abbiamo le vetture e in Africa i binari.

Egon Minikus

Per domande e suggerimenti, potere rivolgervi a Enable JavaScript to view protected content., 079 319 21 51; indirizzo postale: Hinterwies 2, 9042 Speicher.

Commenti

  • Michaela Zimmermann

    Michaela Zimmermann 21/02/2019 08:14:35

    Wunderbar - ein toller Vorstoss in der heutigen "Wegwerf-Gesellschaft"! Bravo!

  • zigerli

    zigerli 22/02/2019 12:02:11

    Würde ich sehr begrüssen. Bravo warum Verschrottung wenn andere es noch gebrauchen können.

  • Roberto Frik

    Roberto Frik 26/02/2019 08:02:41

    Besser als Geldspenden, die in der Korruptionsschleife verschwinden. Dazu noch einige Techniker im Unterhalt ausbilden. Das wäre gelebte Entwicklungshilfe, die auch vom Volk verstanden und akzeptiert würde.

    Bahnfan, 26.02.19

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