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colpi di diritto

Relazioni d’interesse

In linea di principio, la pubblicazione delle relazioni d’interesse giova alla trasparenza e alla protezione delle persone e delle istituzioni. In merito, vi sono disposizioni legali applicabili in caso di appartenenza a organi comunali, cantonali e federali o anche solo di volontà di candidarsi a queste cariche. Altre disposizioni riguardano tribunali e autorità, come pure consigli di fondazione o di amministrazione. Lo scopo di queste disposizioni è poter determinare in anticipo se qualcuno, a causa del proprio ambiente di vita o dei suoi impegni, può risultare ricattabile (tutela da influenze indesiderate). Se non definito da una legge, l’obbligo di dichiarare le proprie relazioni d’interesse deve essere sancito da un documento.

Nell’ambito dell’obbligo generale di lealtà definito dal diritto del lavoro, rispettivamente dai contratti collettivi di lavoro, i e le dipendenti devono evitare tutto quanto potrebbe nuocere al datore di lavoro. Essendo un obbligo generale del diritto del lavoro, questa disposizione risulta sufficientemente chiara e riguarda i comportamenti dannosi verso l’esterno.

Una relazione di interesse è costituita da contatti personali e da partecipazioni finanziarie suscettibili di influenzare il comportamento di una persona, come occupazioni accessorie o funzioni pubbliche.

L’obbligo di pubblicare le proprie partecipazioni finanziarie riguarda in genere collaboratrici e collaboratori in funzioni esposte, come per esempio i membri della direzione o del settore finanziario. Queste partecipazioni devono però avere un rapporto con il proprio lavoro. In caso contrario, eventuali obblighi potrebbero costituire un’ingerenza nella libertà individuale. Per esempio, non ogni azione del proprio portafoglio deve necessariamente sottostare a questo obbligo. Decisivo potrebbe essere invece se la propria partecipazione supera il 5 percento della quota di voto o di capitale, risultando quindi rilevante ai sensi del diritto azionario.

Come contatti personali vanno intesi tutti quelli che potrebbero influire sul comportamento sul lavoro quotidiano.

Di regola, esistono poi disposizioni riguardanti le donazioni da parte di terzi e sul modo in cui vengono trattate in azienda. In genere, piccole attenzioni, come una scatola di cioccolatini o l’offerta di un caffè, non costituiscono un problema e non devono essere dichiarate.

Possiamo così concludere che una relazione di interesse va considerata tale in casi ben specifici e non ogni contatto o ogni azione detenuta comporta il pericolo di un conflitto di interessi. In caso di dubbio, il SEV è volentieri a vostra disposizione.

Servizio giuridico del SEV