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Rafforzarei controlli. Basta con il dumping!

Ulteriori esternalizzazioni I sindacati stanno esercitando pressioni sul Parlamento europeo affinché introduca norme più severe in materia di subappalto e trasferimento dei contratti (vedi riquadro in basso). Anche nel settore dei trasporti pubblici svizzeri, le aziende di trasporto concessionarie subappaltano a terzi prestazioni concordate contrattualmente. In alcuni casi questa pratica è inevitabile, come nel caso della sostituzione dei treni, in altri è piuttosto inutile. I trasferimenti comportano il rischio che le aziende aggirino le condizioni di lavoro abituali nel settore per ottenere vantaggi competitivi. Il SEV intende combattere con maggiore vigore questo dumping sociale.

Durante l’ultimo Congresso SEV del 12–13 giugno 2025, i delegati hanno approvato all’unanimità la risoluzione «Stop all’abuso dei subappalti» della sezione VPT TPF (Trasporti pubblici friburghesi). La proposta chiede al SEV di «adottare misure per combattere l’abuso dei subappalti che portano al dumping salariale e sociale».

Un buon CCL da solo non basta

La risoluzione congressuale è stata presentata nel contesto della lotta pluriennale della sezione VPT TPF per il miglioramento del CCL TPF, come spiega l’ex presidente della sezione Fritz Haenni, promotore della risoluzione. Il CCL migliorato è stato firmato lo scorso anno ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, rappresentando un successo per il personale TPF. Tuttavia, nella regione di Friburgo continuano ad esistere aziende di autobus (non concessionarie) senza CCL e con condizioni di lavoro notevolmente peggiori. «In questo modo nelle gare d’appalto per i servizi sostitutivi del trasporto ferroviario, queste imprese risparmiano sui costi del personale e possono presentare offerte molto più convenienti rispetto alle aziende con un CCL buono e dignitoso», afferma Fritz Haenni.

Le trattative sul CCL hanno sensibilizzato la sezione TPF su questo problema. Per questo motivo, negli ultimi anni Fritz Haenni ha esaminato più da vicino gli appalti per la sostituzione dei treni in tutta la Svizzera e ha constatato che venivano assegnati anche ad aziende senza CCL che pagavano salari molto bassi. Si tratta di imprese che pagano indennità molto basse per il lavoro notturno e domenicale e che hanno regolamenti molto scarsi o addirittura inesistenti in materia di spese. Per non parlare delle aziende che assumono deliberatamente personale di guida a tempo parziale e ricorrono a conducenti ausiliari senza orario fisso, su chiamata. In questo modo vengono sfruttati/e i/le conducenti che accettano condizioni di lavoro precarie e inadeguate perché hanno bisogno di un impiego. Fritz Haenni è venuto a conoscenza anche di violazioni della Legge sulla durata del lavoro (LdL) in tali aziende, dove ad esempio si lavorava fino a dodici ore consecutive. E questo nonostante il servizio sostitutivo ferroviario sia anch’esso un servizio di trasporto pubblico e quindi soggetto alla LdL e non solo all’Ordinanza sui conducenti (OLR 1); confrontare anche il riquadro «Leggi chiare, applicazione carente».

Concorrenza sleale

«Queste aziende si assicurano così un vantaggio competitivo rispetto ai datori di lavoro onesti per ottenere contratti finanziati dai contribuenti. È inaccettabile! Gli appalti pubblici devono essere soggetti agli stessi requisiti per tutti. Chi non li soddisfa non deve ottenere contratti», chiede Fritz Haenni. «Ciò significa che solo le aziende che hanno un CCL e rispettano la LdL possono garantire la sostituzione dei treni. L’Ufficio federale dei trasporti (UFT), in qualità di autorità di vigilanza, e i Cantoni, in qualità di committenti, devono esigerlo, controllarlo e farlo rispettare!».

Il fatto che la LdL non sia facile da comprendere non giustifica in alcun modo la sua persistente inosservanza e la mancanza di controlli da parte delle autorità. Infatti, i conducenti affaticati costituiscono un rischio per la sicurezza. E se sono insufficientemente formati, male informati, hanno poca familiarità con i luoghi e sono demotivati, ciò rappresenta anche un fastidio per la clientela.

Agire prima che sia troppo tardi

Fritz Haenni ha l’impressione che il dumping salariale e sociale nel settore della sostituzione ferroviaria e di altri subappalti nel trasporto pubblico sia aumentato negli ultimi anni. «È quindi necessario porre rapidamente fine a questa situazione prima che diventi la norma. Come autista ho constatato personalmente quanto le condizioni di lavoro nel trasporto a lunga distanza si siano deteriorate a causa del dumping, al punto da diventare al limite dello schiavismo. Questo non deve accadere nel trasporto pubblico, quindi è necessario stroncare il male sul nascere»!

Lotta sul piano sindacale e politico

Il vicepresidente del SEV Pablo Guarino, che da diversi anni si occupa dei TPF e ha partecipato alla stesura della risoluzione, è oggi responsabile, insieme alla vicepresidente Barbara Keller, delle Imprese di trasporto concessionarie (ITC). Guarino precisa: «A volte capita che i treni debbano essere sostituiti da autobus ed è ‹tecnicamente normale› che le ferrovie che non dispongono di autobus ricorrano ad aziende di trasporto con autobus. È tuttavia inaccettabile che le imprese ottengano mandati sostitutivi per il trasporto ferroviario pur non disponendo di un CCL che garantisca le condizioni di lavoro usuali nel settore dei trasporti pubblici e il rispetto della LdL. Il SEV intende esaminare con maggiore attenzione tutti i subappalti e si aspetta lo stesso dalle imprese di trasporto appaltanti, dall’UFT e dai Cantoni».

Pablo Guarino individua tre livelli d’intervento principali per il SEV al fine di combattere il dumping sociale nei subappalti, come menzionato e richiesto nella proposta del congresso:

  • iniziative politiche a tutti i livelli per impedire (inutili) subappalti e gli abusi che ne derivano;
  • adottare misure volte a rendere il CCL generalmente vincolante e a vigilare sul rigoroso rispetto delle disposizioni del CCL da parte delle imprese e delle ditte terze;
  • agire a livello sindacale e denunciare gli abusi nei subappalti.

Pablo Guarino sottolinea inoltre: «Affinché il SEV possa intervenire in caso di subappalti abusivi, deve poter contare sulle segnalazioni delle collaboratrici e dei collaboratori interessati e necessita di prove quali contratti di lavoro, buste paga o piani di servizio».

Subappalto di linee di autobus

«Il subappalto delle linee di autobus avviene principalmente per motivi di costo», continua Pablo Guarino. «Alla fine, ciò non porta ai risparmi sperati per i committenti, ma piuttosto a condizioni di lavoro peggiori e a carenze qualitative».

Ad esempio, secondo la «legge sui TPG», i trasporti pubblici ginevrini possono esternalizzare solo il 10 % al massimo dei loro incarichi. Nel 2017, quando la maggioranza di destra del Gran Consiglio ginevrino ha voluto portare il limite legale delle esternalizzazioni al 15 %, il SEV e i suoi alleati politici sono riusciti a impedire questa misura minacciando un referendum. subappalto su diverse linee, in particolare nel traffico transfrontaliero. Il personale dei subappaltatori dei TPG beneficia di condizioni di lavoro nettamente meno favorevoli rispetto a quello dei TPG. L’anno scorso, il SEV ha ottenuto che questi subappaltatori rinnovassero il contratto collettivo di lavoro con lui fino all’inizio del 2026 al fine di garantire migliori condizioni di lavoro, ma il controllo dell’effettiva attuazione di questa misura richiede ancora notevoli sforzi.

Per un certo periodo anche i trasporti pubblici della regione di Losanna (TL) hanno subappaltato alcune linee, ma il subappaltatore MSA non aveva un CCL e pagava salari nettamente inferiori a quelli dei TL. Il SEV ha combattuto questo dumping attraverso iniziative politiche fino a quando il governo vodese ha vietato di fatto l’esternalizzazione delle linee di autobus nel gennaio 2021.

Oltre ai servizi di trasporto, le aziende di trasporto subappaltano anche lavori quali la pulizia, la riparazione e la manutenzione dei veicoli (ad esempio, il servizio pneumatici) a subappaltatori. Ciò rappresenta uno svantaggio per i conducenti che, per motivi di salute, non sono più autorizzati a guidare, poiché non possono più essere assegnati a tali mansioni e quindi non possono rimanere nell’azienda. Anche nel settore della manutenzione del materiale rotabile ferroviario si osserva una tendenza al subappalto, in particolare ai costruttori di veicoli. L’esternalizzazione della manutenzione tecnica presenta anche lo svantaggio di creare una dipendenza dal subappaltatore. Ciò può rivelarsi costoso quando i tecnici esterni devono intervenire in loco durante il fine settimana o di notte. Il SEV esige dai suoi partner sociali che affidino i lavori di manutenzione, riparazione, pulizia, ecc. solo ad aziende le cui condizioni di lavoro sono regolate da CCL almeno equivalenti, affinché i CCL dei partner sociali non vengano svuotati della loro sostanza (si veda il testo di orientamento del SEV sulla politica sindacale e contrattuale 2025).

Markus Fischer

Leggi chiare, applicazione carente

«Anche in caso di sostituzione del servizio ferroviario devono essere rispettate le disposizioni della Legge federale sul trasporto di viaggiatori (LTV) e della relativa ordinanza (OTV), anche in caso di contratto di esercizio, subappalto o subfornitura», afferma Simon Burgunder, coordinatore politico del SEV. «L’articolo 9 capoverso 2 lettera e della LTV stabilisce chiaramente che, per ottenere una concessione per il trasporto di persone, occorre dimostrare il rispetto delle prescrizioni del diritto del lavoro e la garanzia delle condizioni di lavoro usuali nel settore. Questo requisito vale anche nel caso di un contratto d’esercizio ai sensi dell’articolo 20 OTV e anche nel caso di servizi sostitutivi di trasporto ferroviario. A mio avviso, le disposizioni di legge sono chiare, ma ci sono delle lacune a livello di controllo e di applicazione! I committenti dovrebbero svolgere un’attività di controllo, poiché hanno il dovere di garantire che le disposizioni vengano rispettate. L’Ufficio federale dei trasporti, i Cantoni e le ferrovie che assegnano i servizi sostitutivi devono prestare maggiore attenzione, richiedere le relative prove e verificare che tali disposizioni vengano effettivamente rispettate».

I sindacati fanno pressione per una direttiva europea

La Confederazione europea dei sindacati (CES), la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) e altre confederazioni sindacali chiedono una direttiva europea sul subappalto e il collocamento di manodopera. Tale direttiva dovrebbe in particolare limitare a due il numero di livelli di subappalto e vietare il subappalto di mansioni essenziali. Il 3 dicembre, la commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo ha già adottato un rapporto contenente le linee guida di una direttiva.Tuttavia, il Parlamento deve ancora adottare il rapporto destinato alla Commissione europea, chiedendole di emanare tale direttiva. Il giorno della seduta parlamentare, il 10 febbraio, i sindacati hanno organizzato una manifestazione davanti alla sede del Parlamento europeo a Strasburgo. Presente una delegazione del SEV.