disastro ferroviario di Adamuz (spagna)
La liberalizzazione in discussione
Nelle ultime settimane, in Spagna, diverse decine di persone hanno perso la vita in due incidenti ferroviari. Dopo lo shock, è tempo di interrogarsi sulla sicurezza. I ferrovieri e i sindacati sottolineano l’impatto delle privatizzazioni sul sistematico deterioramento della manutenzione delle infrastrutture ferroviarie. È stato annunciato uno sciopero.

L’incidente ferroviario avvenuto domenica 18 gennaio ad Adamuz (Cordova) – che ha causato la morte di 45 persone e il ferimento di oltre 120 – ha sconvolto la Spagna e non solo, in un Paese che vanta una delle più grandi reti ferroviarie ad alta velocità al mondo. Tra le vittime figura il macchinista del treno della Renfe. La collisione è avvenuta alle 19.45, a circa 200 km a nord di Malaga. Le ultime tre carrozze di un treno della compagnia privata italiana Iryo in viaggio da Malaga a Madrid sono deragliate, spostandosi sul binario adiacente pochi secondi prima dell’arrivo in senso contrario di un altro treno della compagnia nazionale Renfe. Ciò ha provocato uno scontro a oltre 200 km/h. Il tempo trascorso tra il deragliamento e la collisione è stato di soli nove secondi, senza lasciare al treno Renfe il tempo di frenare.
La pubblicazione del rapporto definitivo sulle cause della tragedia non è prevista prima di diversi mesi. Le prime ipotesi dell’indagine condotta dalla Commissione d’inchiesta sugli incidenti ferroviari (CIAF) indicano tuttavia già una possibile rottura del binario su cui circolavano i due treni coinvolti nell’incidente, nonostante il tratto fosse stato rinnovato nel maggio 2025. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha affermato più volte che si trattava di un binario nuovo, costruito nel 2023. Puente ha parlato di un incidente «estremamente strano» avvenuto su un tratto rettilineo, su una linea rinnovata, con un treno praticamente nuovo.
La rabbia dei ferrovieri e dell’opinione pubblica è cresciuta dopo l’annuncio, quattro giorni dopo, della morte di un macchinista tirocinante in un altro deragliamento a Gelida, vicino a Barcellona, quando un treno di periferia si è schiantato contro un muro di contenimento. Superato il momento di terrore e di lutto, sono subito sorte numerose domande per capire come fosse potuta accadere una simile catastrofe.
Avvertimenti ripetuti
La versione della sorpresa e dell’incomprensione di fronte al disastro di Adamuz fornita dal ministro dei trasporti è stata messa in discussione dalla stampa e dai sindacati. Il 25 settembre 2025, il sindacato CGT aveva inviato una lettera al ministro Puente, nella quale esprimeva la sua «profonda preoccupazione» per «l’attuale situazione del settore ferroviario in Spagna». In una lettera inviata lo scorso agosto, il sindacato dei macchinisti ferroviari Semaf aveva avvertito l’Adif – l’operatore della rete ferroviaria nazionale spagnola – del grave deterioramento dei binari nella zona di Adamuz, dove i due treni si sono scontrati. Il sindacato segnalava che buche, dossi e squilibri nelle linee elettriche aeree causavano frequenti guasti e danneggiavano i treni su diverse linee ad alta velocità. Ma non ci fu nessuna risposta da parte di Puente.
Due decenni di liberalizzazione
Il lunedì successivo all’incidente, il quotidiano conservatore spagnolo El Mundo sottolineava «il lento deterioramento della rete ferroviaria spagnola ad alta velocità». Il quotidiano ha evocato «l’età» delle infrastrutture, «un importante deficit di investimenti» e «l’invecchiamento dei treni stessi». Il quotidiano sostiene inoltre che il treno abbia iniziato a deragliare su un tratto di binario non rinnovato e costruito nel 1989, proprio nel punto in cui avviene il cambio di materiale con quello rinnovato. Si pone quindi la questione di chi abbia realizzato la saldatura – secondo El Periodico lo scorso anno – tra questi due pezzi in questo punto di giunzione e in quali condizioni. Forse lo dimostrerà l’indagine. Le imprese beneficiarie dell’appalto e incaricate di questa ristrutturazione erano quattro società subappaltatrici tra le leader del settore edile nazionale, che intascano denaro pubblico ma non dispongono di ingegneri specializzati. Cominciamo a vedere emergere qui gli attori della manutenzione, dei subappaltatori non specializzati.
Arriviamo quindi al nocciolo della questione: il processo di liberalizzazione delle ferrovie spagnole, avviato nel 1991 dalla direttiva europea che imponeva la separazione tra la gestione delle infrastrutture (Adif) e l’esercizio dei treni (Renfe), consentendo ai servizi ferroviari quali la manutenzione, la sicurezza e i lavori di essere progressivamente aperti al subappalto. Il processo ha conosciuto nel 2020 un’altra tappa importante con l’apertura del sistema ferroviario spagnolo a nuovi operatori: il low cost francese Ouigo e l’italiano Iryo, i cui dipendenti avevano organizzato alla fine del 2025 uno sciopero per chiedere la firma di un Contratto collettivo di lavoro (CCL) nazionale.
Da quel momento in poi, tutti gli elementi di un cocktail pericoloso erano presenti. Per il sindacato SFF-CGT, quanto accaduto è legato al «degrado sistematico della manutenzione delle infrastrutture e del materiale rotabile. Il risultato di un modello che indebolisce la capacità di prevenzione e di risposta agli incidenti. Che considera la sicurezza un costo da ridurre». Hanny Weissmüller, presidente della LPV, è della stessa opinione: «Adamuz e Gelida non sono fatalità. È il prezzo della liberalizzazione: manutenzione esternalizzata, subappaltatori senza esperienza, sicurezza sacrificata. La LPV chiede la fine dell’esternalizzazione, investimenti reali, personale sufficiente e protocolli omogenei: la sicurezza prima di tutto, ovunque».
Tutti i sindacati ferroviari spagnoli – UGT, CCOO, CGT e Semaf – chiedono un nuovo modello ferroviario in linea con quello proposto dalla LPV, in cui la sicurezza prevalga nuovamente sulla redditività e che metta fine all’esternalizzazione come dogma. È stato proclamato uno sciopero per il 9, 10 e 11 febbraio.
Yves Sancey, con la stampa spagnola, tra cui il giornale alternativo El Salto (elsaltodiario.com)