| Attualità / giornale SEV

Conferenza delle Sezioni

Un 2026 di sfideda affrontare compatti

Si è tenuta il 26 febbraio, alla Casa del Popolo di Bellinzona, l’annuale Conferenza delle Sezioni del SEV: un appuntamento che segna l’avvio del nuovo anno sindacale e riunisce fiduciari provenienti da tutte le aziende che hanno un partenariato sociale con il SEV in Ticino e i vertici del sindacato. Presenti anche due lavoratori della Società Navigazione Lago di Lugano (SNL), azienda con la quale il partenariato sociale si è invece recentemente interrotto. Per la direzione sindacale c’erano il presidente del SEV Mattias Hartwich, due vicepresidenti Patrick Kummer e Pablo Guarino e la vicepresidente del Comitato SEV Hanny Weissmüller.

Ad aprire la Conferenza, il segretario sindacale Angelo Stroppini, che dopo aver salutato e ringraziato i presenti, ha brevemente ricordato quanto successo negli ultimi mesi con la SNL e ribadito che la lotta per tutelare al meglio i lavoratori continua, nonostante le intimidazioni della direzione e i licenziamenti antisindacali di giugno.

«Siete le persone più importanti per noi, le nostre sentinelle sui luoghi di lavoro e vi ringraziamo per l’importante lavoro, coscienti che stia diventando sempre più difficile reclutare nuovi membri e mantenere quelli che abbiamo: non siete soli, potete sempre contare sul nostro appoggio», ha dichiarato rivolgendosi ai fiduciari.

Stroppini ha poi fatto il punto sui dossier ticinesi del 2025, in particolare SNL e i tagli operati da FFS Cargo, contro i quali il Ticino si è opposto con fermezza. Ha presentato quella che è la situazione delle ITC nel Cantone a livello di CCL, accennando a quelli in scadenza nel 2026 (Tilo, FLP e TPL) e che andranno quindi rinegoziati a breve: «In Ticino abbiamo dei CCL che sono giusti nel settore delle ITC, tutti prevedono scatti salariali automatici. Per ottenere di più o mantenere quello che abbiamo dobbiamo rimanere solidi e per questo dobbiamo essere in tanti».

Il 2026 sarà un anno di prove

La parola è poi passata al presidente del SEV, Matthias Hartwich, che ha ribadito come il 2026 si prospetta un anno impegnativo: «I datori di lavoro ci stanno mettendo alla prova. Dobbiamo reclutare nuovi membri e accompagnare quelli che già abbiamo». Ha ricordato inoltre l'importanza dell’azione politica del sindacato: «Le decisioni politiche influiscono direttamente sulle vostre condizioni di lavoro. Dobbiamo mostrare la nostra forza anche lì, e la nostra forza è il numero».

Hartwich ha quindi richiamato alcuni dossier nazionali sensibili, tra cui l’accordo sul trasporto terrestre con l’Ue, che richiede «Condizioni chiare per un’apertura oramai inevitabile». Ha poi criticato l’iniziativa UDC sulla «Svizzera da 10 milioni», ritenuta lesiva per i diritti dei lavoratori, ora garantiti dalle misure d’accompagnamento. In quest’ottica ha perciò elogiato l’iniziativa di organizzare una Giornata della diversità, presa dalle Commissioni Migrazione, Giovani e Donne del SEV, alle quali si sono aggiunti anche i pensionati.

Il presidente ha inoltre sottolineato il valore del Primo Maggio: «Questa è una giornata nella quale le persone che vivono del proprio lavoro si riuniscono per rivendicare i loro diritti, e questo viene fatto in praticamente tutto il mondo da 136 anni. Ma la lotta è tutt’altro che finita, perché il divario tra ricchi e poveri oggi è maggiore che 136 anni fa, e questo è intollerabile!».

Come intollerabile è la violenza che il personale dei trasporti sta subendo, non solo in Svizzera, con anche episodi gravissimi che hanno visto l’uccisione di persone che stavano semplicemente svolgendo il proprio lavoro (vedi editoriale di Matthias Hartwich in prima pagina).

Per concludere, ha ricordato che l’11 giugno si terrà a Losanna la prima Assemblea dei delegati del SEV, un importante momento di democrazia sindacale tra un Congresso e l’altro.

La forza negoziale nascedalla capacità di mobilitazione

Dopo la pausa, è intervenuto il vicepresidente Pablo Guarino, responsabile delle ITC per il Ticino, che ha rimarcato il ruolo strategico delle Sezioni: «Uno dei nostri compiti principali è il reclutamento, che va di pari passo con la capacità di mobilitazione. Quando siamo in trattativa, la nostra forza è data dalla nostra capacità di mobilitazione e da lì nasce la nostra legittimità a sedere al tavolo delle trattative». Ha inoltre spiegato che essere sul terreno non significa solo reclutare nuovi membri, ma anche riuscire a scovare quelle persone che ci potranno poi a loro volta aiutare nel lavoro di reclutamento.

Guarino ha poi affrontato il tema della salute sul lavoro, citando i risultati dello studio Trapheac: «Un terzo degli autisti è a rischio burnout. Un dato che conferma scientificamente ciò che denunciamo da anni. Questo studio è perciò una base utile per il SEV per esigere delle condizioni di lavoro migliori». Ha ringraziato in particolare i lavoratori ticinesi, che hanno rappresentato il 23% dei partecipanti al sondaggio, a fronte dell’8% di italofoni in Svizzera.

«Difenderemo ogni posto di lavoro»

È poi stato il turno del vicepresidente Patrick Kummer, responsabile dei dossier FFS, il quale ha illustrato i risultati delle trattative sulle BAR, che in queste settimane il SEV sta presentando al personale interessato (in vista della votazione).

Per quanto riguarda FFS Cargo, Kummer ha spiegato che la situazione non migliorerà: «L’anno scorso abbiamo avuto dei tagli di posti di lavoro e in primavera ce ne aspettiamo altri. Difenderemo ogni posto di lavoro». Kummer ha riconosciuto la particolare determinazione espressa dal Ticino: «Qui la resistenza ai cambiamenti imposti dall’azienda è più forte che altrove». Ne è seguita una discussione sulle specificità del mercato del lavoro ticinese e sulla necessità di mantenere in loco posti di lavoro qualificati. Per concludere, il vicepresidente ha illustrato le trattative salariali in seno alle FFS.

«La nostra salute è questione di sicurezza»

A chiudere la giornata è stata Hanny Weissmüller, macchinista e vicepresidente del Comitato SEV, che ha ringraziato i fiduciari e ricordato un principio fondamentale: «La salute nel nostro mestiere è una questione di sicurezza. Se noi non stiamo bene, la sicurezza è compromessa».

Veronica Galster