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Arne Hegland commenta la giornata e il lavoro della commissione migrazione

L’obiettivo è incoraggiare a partecipare

Anche l’edizione di quest’anno del convegno della migrazione SEV è stata organizzata da Arne Hegland e Susanne Frisch-knecht del segretariato regionale di Zurigo. contatto.sev ha chiesto al «segretario della migrazione» una valutazione della giornata e dell’attività della commissione.

Il moderatore della giornata Arne Hegland (a destra) con Osman Osmani.

contatto.sev: sei soddisfatto di come si è svolta questa giornata?

Arne Hegland: Si, molto! È stata una giornata molto interessante e variata, grazie all’impegno di relatrici e relatori competenti. Mi ha fatto piacere anche l’ampia e variegata partecipazione di migranti e di Svizzeri da tutte le regioni. La maggior parte erano evidentemente membri del SEV, ma avevamo anche membri di sindacati amici. Mi ha impressionato l’attenzione e la concentrazione di tutti nel seguire le relazioni e nella partecipazione ai workshop. Penso che abbiamo raggiunto in gran parte il nostro scopo di informare le persone sui loro diritti e di incoraggiarle a farne uso. Anzi, penso che inducendo i partecipanti a chiedersi cosa posso fare io per far si che tutti noi possiamo stare un po’ meglio, siamo persino andati al di là di quanto ci eravamo prefissi e abbiamo dato un segnale in controtendenza rispetto all’ egoismo dei tempi attuali.

Com’è composta e come lavora la commissione migrazione?

È composta da una dozzina di membri. Purtroppo, non tutte le sottofederazioni vi sono rappresentate. Ci piacerebbe avere colleghe o colleghi della ZPV, della VPT e della PV. La commissione si riunisce da 4 a 6 volte l’anno per riunioni di un giorno, che si svolgono al segretariato centrale o nei diversi luoghi di lavoro dei membri. Vengono discussi temi di attualità politica e sindacale dal punto di vista dei migranti e lavoriamo ad un tema che poi viene approfondito in occasione del nostro ritiro di due giorni. Discutiamo anche i rapporti dei nostri delegati nei vari organi, come il comitato SEV o la conferenza CCL FFS e quanto loro devono tentare di trasmettere da parte della commissione.

L’attività della commissione migrazione non si limita però all’organizzazione di questa giornata. Quali sono gli altri punti e i progetti per l’anno prossimo?

Vi sono molti temi legati all’attualità quotidiana. La commissione ha però riflettuto anche a altri temi fondamentali per il proprio futuro: di quali aspetti vogliamo occuparci? Cosa vogliamo ottenere? E come possiamo procedere per raggiungere l’obiettivo? Come possiamo coinvolgere ogni membro della commissione? Quale contributo può dare? Quali sono gli obiettivi del gruppo e quali quelli individuali? Oltre a queste riflessioni introspettive, la commissione ha analizzato i temi da trattare nel futuro. Negli ultimi anni, ci siamo concentrati sui diritti e sulle possibilità dei migranti in Svizzera ed ora vorremmo ampliare questo limite geografico. Vorremmo dare uno sguardo al di là delle frontiere per approfondire diversi aspetti di ordine economico, sociale, legale, di organizzazione politica e magari anche di carattere filosofico. Non abbiamo però ancora fissato il tema per il 2015. Penso che sarebbe importante affrontare il delicato tema del frontalierato, che sta generando accese controversie anche in seno al sindacato. Ma questo è proprio un motivo che dovrebbe indurci a discuterne.

Domande: Fi

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