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Il «Pacchetto mobilità», dall’impronta neoliberale, rispedito al mittente

Vittoria per i sindacati europei

Il Parlamento Europeo ha respinto e rimandato in Commissione Trasporti il cosiddetto Mobility Package, nel quale la Commissione europea proponeva modifiche del regolamento che fissa norme comuni per l’accesso al mercato internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus, introducendo, tra l’altro, norme meno tutelanti per i lavoratori in tema di riposi e carichi di lavoro.

In una votazione di mercoledì 4 luglio, i deputati hanno respinto gli emendamenti alle tre proposte, sull’aggiornamento delle norme relative ai periodi di riposo dei conducenti, al cabotaggio e al distacco dei conducenti e alla lotta alle pratiche illegali e li hanno rinviati alla commissione per un ulteriore esame, ai sensi dell’articolo 59, paragrafo 4, del regolamento del Parlamento.

Le reazione dei sindacati

Le proposte relative al distacco dei conducenti, ai periodi di riposo dei conducenti e all’accesso alla professione di trasportatore su strada e al mercato del trasporto di merci su strada fanno parte del «pacchetto mobilità» presentato dalla Commissione europea nel maggio 2017.

I sindacati hanno accolto positivamente il voto del Parlamento europeo, che ha rimandato il pacchetto mobilità alla Commissione Trasporti. Così com’è infatti avrebbe peggiorato di molto le condizioni di vita e di lavoro degli autisti di camion e autobus a lunga percorrenza. Il pacchetto – secondo i sindacati – si sarebbe tradotto in un attacco alle condizioni di lavoro, aumentando le ore di guida per gli autisti e diminuendo quelle di riposo.

No al dumping sociale

Uno dei tanti risultati negativi di questo provvedimento, ha detto per esempio il segretario della FIT-CISL Maurizio Diamante in una nota del sindacato – «sarebbe stato riempire le strade europee di camion e autobus guidati da autisti molto più stanchi, con l’impatto sulla sicurezza stradale che tutti possiamo immaginare. Ma non vogliamo dimenticare un’altra conseguenza nefasta come l’aumento del dumping sociale, cioè della concorrenza sleale tra aziende europee di trasporto su gomma basata sullo sfruttamento dei lavoratori».

Le ragioni della mobilitazione

Gli ha fatto eco anche Claudio Tarlazzi, della UIL Trasporti: «Le ragioni della grande mobilitazione europea dei lavoratori coinvolti dalle misure previste dal Pacchetto, che avrebbero inciso negativamente sulla qualità del lavoro degli autisti di camion e pullman e sulle condizioni di concorrenza tra le imprese, sono state per ora recepite dai parlamentari. Da tempo si chiedono regole per migliorare il lavoro, la vita dei lavoratori e per garantire il diritto alla mobilità di persone e merci e la leale concorrenza in tutti i Paesi dell’Unione Europea».

Così i segretari nazionali della Filt Cgil, Giulia Guida e Michele De Rose «Per la seconda volta in poche settimane registriamo con soddisfazione che il Parlamento europeo respinge le proposte della Commissione Trasporti sul Pacchetto Mobilità. Con questa nuova opportunità che si apre – spiegano i due dirigenti nazionali della Filt – auspichiamo che riparta il dialogo. Da parte nostra continueremo a vigilare per tutelare il lavoro di autisti e camionisti e per garantire la sicurezza lungo le strade».

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