NO all’iniziativa per la limitazione

Dopo il voto del 9 febbraio 2014 e il terremoto politico che ne è seguito, la votazione del 27 settembre 2020 sulla cosiddetta «Iniziativa per la limitazione» è senza dubbio una delle scadenze più cruciali per i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese.

L’iniziativa gioca sulle paure degli stranieri e sul bisogno di sicurezza della popolazione. Ma dietro questa formulazione, si nasconde in realtà un testo che renderà ogni dipendente di questo Paese più precario e vulnerabile. Vi invito pertanto ad inserire nelle urne un chiarissimo NO il prossimo 27 settembre.

Nulla nel testo della cosiddetta «Iniziativa per la limitazione» parla di limitazione. Una cosa però è certa: in caso di «sì», la libera circolazione verrebbe a cadere se, tra un anno, non si raggiungesse un accordo con l’Unione europea. Tutti gli altri accordi bilaterali, come pure la legge sui lavoratori distaccati, verrebbero quindi a decadere. E le misure di accompagnamento negoziate all’epoca proprio per evitare il rischio di dumping salariale, sarebbero cancellate. In sostanza, abbiamo la possibilità di scegliere tra un chiaro colpo di spugna di tutte le protezioni o il loro deciso rafforzamento.

Prima degli accordi bilaterali e delle misure di accompagnamento, solo 1,4 milioni di lavoratori erano coperti da un Contratto collettivo di lavoro. Ora sono 2 milioni, la maggior parte dei quali è protetto anche e in particolare da sistemi salariali e da salari minimi.

Nel mondo dei trasporti, siamo riusciti a stabilire buone condizioni d’uso nel settore grazie, appunto, a Contratti collettivi di lavoro di qualità. E questi sono buoni solo perché il nostro grado di sindacalizzazione è alto. Questa è la strada da seguire anche in futuro.

Chi può davvero credere che rinunciare alla libera circolazione sia sufficiente per evitare il dumping salariale? Senza misure di accompagnamento, in un mercato del lavoro deregolamentato sarà piuttosto facile spingere verso il basso i salari. Con tali condizioni quadro, il bisogno dell’economia di lavoratori stranieri «a basso costo» diventerà maggiore. Non facciamo gli ingenui. La migliore protezione non è quella che sembra facile - respingendo gli stranieri - ma quella che permetterà ad ogni lavoratore e ad ogni lavoratrice di vivere con dignità del proprio lavoro, indipendentemente dalla nazionalità.

NO all’«Iniziativa per la limitazione»! NO al dumping salariale!

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