Il SEV

Politica dei trasporti

L'impegno per realizzare le condizioni quadro necessarie al settore dei trasporti pubblici è tradizionalmente un campo d'attività del SEV. Esso si identifica con una rete di trasporti pubblici formata da imprese svizzere, che operino in stretta collaborazione, come pure nel trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia.

Nel settore dei trasporti, attendiamo dai politici importanti scelte. Il SEV si adopera, insieme con i suoi alleati, affinché si porti avanti una politica dei trasporti sostenibile e che privilegi la ferrovia, come è stata confermata in votazione popolare ben 5 volte (NTFA, Iniziativa della Alpi, TTPP, FinTP e «Avanti»):

  • le ridotte finanze pubbliche e i conseguenti tagli nei bilanci compromettono un'offerta di trasporto che copra tutto il territorio, ciò che è irrinunciabile per proteggere l'ambiente, per traffici sicuri e per le regioni periferiche. Collegamenti difficoltosi impediscono lo sviluppo economico. Tagli nei trasporti pubblici sono un ostacolo alla crescita economica. La popolazione svizzera e l'economia necessitano di un'infrastruttura di trasporto adeguata ai bisogni del prossimo decennio. Anche il trasferimento del traffico pesante è messo in forse dalla politica risparmistica;
  • il SEV si batte per una riforma 2 delle ferrovie che sia di aiuto alle imprese concessionarie, così che possano liberarsi dai vecchi debiti e che preveda pure un contributo per il risanamento delle loro casse pensioni. Inoltre, esige che siano emesse chiare norme di legge per la messa a concorso delle prestazioni nel traffico regionale. Mandati di prestazione devono essere affidati solo a quelle imprese che hanno concluso un contratto collettivo di lavoro o che intendono assoggettarsi a un CCL nel settore dei TP. Un altro tema di peso della riforma 2 delle ferrovie è la revisione della legge sulla polizia ferroviaria. Il SEV chiede che alla polizia del settore dei trasporti sia quantomeno riconosciuto lo statuto di diritto pubblico;
  • nel traffico stradale regna una situazione da Far-West e la ferrovia si trova confrontata con il dumping sociale e nel campo della sicurezza. Il SEV si adopera affinché le autorità facciano rispettare le prescrizioni (limiti di peso, di velocità, della durata del lavoro, tecniche e di sicurezza) e sostiene i conducenti nelle loro esigenze di migliori condizioni di lavoro, rispettivamente per ottenere un CCL;
  • i problemi del traffico attorno alle e nelle città sono gravi e devono essere affrontati, nel senso di dare priorità allo sviluppo dei trasporti pubblici. Alfine di disporre dei necessari mezzi finanziari occorre creare la relativa struttura di finanziamento (dopo Avanti).

Il SEV è membro attivo dell’unione «No Megatrucks», che si oppone all'assalto delle strade svizzere dei «gigaliner». La comunità chiede che nella legge venga fissato oltre al peso massimo consentito per gli autocarri di 40 tonnellate anche una lunghezza massima di 18,75 metri. L’unione è composta da 50 rappresentanti di sindacati di tutti i settori e ferroviari.