colpi di diritto

Tendine strappato senza infortunio

Un collega che si era strappato un tendine sul lavoro si è opposto con l’aiuto del SEV al rifiuto della Suva di riconoscergli le prestazioni assicurative. Purtroppo invano …

Lavorando nel magazzino, Giovanni (nome fittizio) solleva un pacco di circa 10 chilogrammi da una paletta e si gira. La spalla destra gli procura una fitta di dolore, che non si placa neppure i giorni seguenti, nonostante il trattamento con una pomata e l’ingerimento di antidolorifici. Giovanni fa fatica a dormire, ma continua il lavoro.

Perché è importante che un infortunio sia riconosciuto?

n caso di infortunio, l’assicurazione assume le spese di cura, versa al datore di lavoro l’indennità giornaliera per i giorni di lavoro persi e ha la facoltà di pagare una rendita in caso di danni permanenti alla salute. Se l’infortunio non viene riconosciuto, le spese di cura vengono assunte dalla cassa malati, ma l’assicurato deve pagare la franchigia e la partecipazione alle spese.

Circa tre settimane dopo, quando deve staccare una scopa appesa al muro, all’altezza della testa, sente un dolore ancora più forte all’ avambraccio, che non riesce più a muovere. Giovanni si reca quindi al pronto soccorso, dove gli viene diagnosticato uno strappo al tendine del bicipite e una parziale rottura della cuffia dei rotatori.

Viene dichiarato inabile al lavoro al 100%, deve fare fisioterapia e può riprendere il lavoro solo quattro settimane dopo.

La Suva rifiuta il caso

Quello che a prima vista appare chiaramente come un infortunio, non viene invece considerato tale dalla Suva, che nega le sue prestazioni, sostenendo la mancata esposizione di Giovanni ad un fattore esterno straordinario, prevista dalla legge. Il movimento rotatorio con un pacco di 10 chilogrammi e l’impugnare una scopa all’altezza della testa sono infatti da ritenere attività normali della sua realtà quotidiana e Giovanni aveva confermato alla Suva questi avvenimenti.

Giovanni è invece del parere che, considerato il tipo di lesioni riportate, dovesse essergli successo qualcosa di simile ad un infortunio e che un tendine non si rompe a causa di malattia o di degenerazione.

Giovanni richiede quindi l’assistenza giuridica del SEV, il cui legale inoltra un’opposizione alla Suva, la quale ribadisce però la sua posizione. L’avvocato presenta pertanto ricorso al competente Tribunale canonale delle assicurazioni.

Nella sua sentenza, il Tribunale cantonale ha ammesso che si possa considerare un infortunio, anche in assenza di un fattore esterno straordinario, qualora vi sia stato un movimento del corpo tale da aver causato una lesione simile a quella di un infortunio. Il Tribunale federale ha infatti riconosciuto, per esempio, come conseguenza di un infortunio lesioni provocate dal rialzarsi bruscamente dalla posizione accovacciata, oppure dal sollevamento e dall’appoggio di pesi tra i 40 e i 50 chilogrammi, oppure ancora dallo spostamento di un calorifero di 100 chili dall’autocarro al sollevatore. In questi casi, i giudici di Losanna hanno ammesso «un potenziale lesivo accresciuto suscettibile di procurare un infortunio».

La giurisprudenza dà ragione alla Suva

Il Tribunale cantonale ha però anche ricordato che il Tribunale federale ha deciso in senso contrario in casi di sollevamento di una valigia di circa 20 chili, oppure l’aver afferrato un sacco di plastica di circa 20 chili con le braccia tese dalla piattaforma di carico di un autocarro. In conclusione, il Tribunale cantonale dà nel nostro caso ragione alla Suva.

Considerata la giurisprudenza, Giovanni decide, seppure a malincuore, di seguire il consiglio dell’avvocato del SEV e di rinunciare ad un ulteriore ricorso al Tribunale federale. Evidentemente, non è soddisfatto dell’esito, come ha poi confermato anche sul modulo inviatogli dal SEV per giudicare l’assistenza giuridica ricevuta, in cui ha scritto: «Nonostante lo strappo del mio tendine del bicipite, devo constatare che, dal profilo giuridico, non ho subito un infortunio (...). Devo accettare mio malgrado questo genere di decisione, anche perché sancita dal Tribunale federale.» Ciononostante, Giovanni ha apprezzato l’assistenza giuridica ricevuta.

Assistenza giuridica SEV

Cosa viene considerato infortunio?

L’art. 6 cpv. 1 della Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni precisa che le prestazioni sono dovute in caso di infortunio professionale, non professionale o di malattia professionale.

L’art. 4 della legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) precisa che «é considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica, mentale o psichica o provochi la morte».

Secondo una sentenza del tribunale federale, un fattore esterno è da considerare straordinario se non rientra nel normale quadro dell’attività giornaliera. L’ordinanza sull’assicurazione infortuni, all’ articolo 9.2 riporta poi una lista esaustiva di lesioni corporali parificabili ai postumi d’infortunio equiparate all’infortunio anche se non dovute a un fattore esterno straordinario: fratture; lussazioni di articolazioni; lacerazioni del menisco; lacerazioni muscolari; stiramenti muscolari; lacerazioni dei tendini; lesioni dei legamenti; lesioni del timpano.

Inoltre, il tribunale federale ha già deciso più volte che questi fattori lesivi esterni possono essere causati da movimenti particolari, come il rialzarsi bruscamente dalla posizione accovacciata.

Il tribunale federale ha però anche precisato che, per poter considerare un infortunio, il fattore lesivo deve provenire da un potenziale lesivo accresciuto, come quello degli esempi riportati nel testo.

Commenti

  • Mirjana

    Mirjana 20/05/2020 17:45:44

    Salve io penso che ogni caduta sul lavoro è infortunio ma INAIL cerco di respingere più possibile. Sono in ricerca di capire se il mio caso è infortunio ? Avevo un contratto stagionale lavoravo in montagna in un albergo non avevo giorno di riposo dopo 62 giorni facendo il letto ho sentito un strappo sulla spalla. Ho sentito dolore ma ho continuato a lavorare anche giorno dopo. Dopo il turno che ho finito con tanta fatica sono partiti dolori non sopportabili. Dopo 5 ore la proprietaria ha deciso di chiamare la ambulanza accettata in pronto soccorso con diagnosi trauma sulla spalla destra.tornando a casa medico di base mi ha fatto a fare altri esami già con ecografia ho saputo che si tratta di tendine strappate sulla spalla davanti e dietro. Incidente sia successo 31.gennaio 2020.e oggi siamo 20.maggio una comunicazione da parte di INAIL che infortunio hanno respinto perché non è infortunio cioè è malattia in comune.da 4 mesi non ho potuto fare le cure 4 mesi nessuno mi ha pagato una lira.e continua avere molto male perché dicono medici che bisogna operare. Non so se ce chi legge il mio messaggio ma so che una sede che deve proteggere il diritto di lavoratori respinge senza far vedere e senza sapere come è caduto. Grazie se qualcuno leggerà