agenti del treno

Soddisfazione, almeno morale

In genere, i Tribunali sono molto prudenti nell’ammettere torti morali. Ciononostante, il SEV vi è riuscito in due occasioni.

Due casi diversi ma simili: l’agente del treno A, durante il controllo in una vettura di 1.a classe, incontra una coppia in possesso di biglietti di 2.a. La richiesta di pagare la differenza ha come unico effetto che la collega A viene aggredita, con sputi, percosse e poi presa letteralmente per il collo. Riesce a sottrarsi e rifugiarsi nel WC, dal quale viene liberata dall’intervento della polizia.

Verso mezzanotte, l’agente B attende accanto al suo treno la partenza dalla stazione di Zurigo. Si avvicina un gruppo di giovani che sta discutendo animatamente e uno di loro, senza motivo, strilla nelle orecchie di B. In seguito, nella vettura, lo stesso giovane colpisce B con uno schiaffo, sbattendogli la testa contro la parete. Durante il controllo, B e il suo collega sono aggrediti una seconda volta, riportando ferite varie.

Ragione in Tribunale

In entrambi i casi, il SEV ha incaricato un legale di assistere i suoi membri, che hanno dovuto sottoporsi a lunghe cure mediche. I processi si sono nel frattempo conclusi con la condanna degli aggressori, che avevano numerosi precedenti penali.

I legali del SEV non si sono limitati alla condanna penale, ma hanno fatto valere anche le lesioni fi siche e morali richiedendo un indennizzo di 1’000 franchi per la collega A e di 500 per B. In entrambi i casi, il tribunale ha ritenuto adeguate le cifre richieste.

Per le vittime si è trattato di un’autentica soddisfazione che va oltre l’importo, in quanto il Tribunale ha riconosciuto loro le sofferenze che hanno dovuto subire, anche se non è detto che riceveranno effettivamente gli importi, dato che i colpevoli sono nullatenenti.

Per il SEV, si tratta di sentenze estremamente importanti, perché è sempre molto difficile ottenere simili riconoscimenti e non è certo che anche in futuro sia sempre possibile.

Assistenza giuridica SEV

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