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I lavoratori della CCE e delle Officine di deposito preoccupati per il loro destino e per quello della stazione

Chiasso non sia un deserto

Il vento delle ristrutturazioni e dei cambiamenti che soffia sulle FFS non dà tregua nemmeno alla stazione di Chiasso, già profondamente segnata.

Bisogna agire affinché non restino solo i binari.

A Chiasso non c’è tempo per rimpiangere i fasti passati della stazione. Bisogna rimboccarsi le maniche per mantenere e, possibilmente, sviluppare le prerogative e le caratteristiche che possono permetterle di continuare a rivestire un ruolo importante di cerniera tra le reti ferroviarie svizzere ed italiane.

Tutti a Pollegio?

Presso la Divisione Infrastruttura, i mesi della cabina di comando sembrano contati. Nel 2016 il «cervellone » dovrebbe essere sostituito da una versione più moderna, telecomandata, come tutto il resto della linea del Gottardo, dal «CEP» (Centro d’esercizio di Pollegio). Da parte del personale, vi sono ancora numerose perplessità sull’opportunità tecnica e d’esercizio della manovra, soprattutto per quanto riguarda l’esigua presenza prevista alla stazione di Chiasso.

Manutenzione Cargo

Altre circostanze, stesse preoccupazioni. La scorsa primavera, FFS Cargo ha annunciato la sua ennesima ristrutturazione, che comporta tra l’altro l’abbandono del traffico internazionale a carri singoli. Unitamente all’apertura di una nuova officina Hupac a Gallarate, che dovrebbe assumere diversi incarichi di manutenzione svolti dalla Officina di Chiasso, potrebbe portare ad un calo della mole di lavoro. D’altra parte, attualmente i carichi di lavoro sono piuttosto importanti e il settore della manutenzione presenta buone prospettive, confermate anche dallo studio della SUPSI sulle Officine FFS di Bellinzona. Il tutto sta nel volerle cogliere.

Unire le forze

Il personale, oltre a formulare legittime preoccupazioni per la propria sorte, in due distinte risoluzioni ha anche espresso una serie di rivendicazioni che vanno oltre la difesa dei singoli interessi, dando mandato al SEV di costituire un fronte per la difesa del ruolo della stazione. In gioco c’è infatti tutta una regione, quella del Mendrisiotto .

gi/frg

CCE di Chiasso: No allo smantellamento

I dipendenti della CCE di Chiasso, al centro di un progetto di migrazione verso il CEP di Pollegio, non sono solo preoccupati per il loro avvenire professionale, ma anche per il futuro della stazione di Chiasso (dove sono già stati persi 500 posti di lavoro), che da sempre ha assicurato un ruolo importantissimo come zona di frontiera.

Il fatto che le FFS abbiano giocato d’anticipo per informare sul progetto di migrazione e per proporre ai singoli dipendenti il trasferimento prima a Bellinzona e poi a Pollegio, non rasserena affatto gli animi.

Al di là della situazione individuale, rimangono aperti numerosi interrogativi sull’opportunità di smantellare completamente il centro di Chiasso, dal momento che la realtà di confine con l’Italia ha le sue specificità non solo politiche, ma soprattutto tecniche.

I dipendenti, che non sono pedine da muovere a piacimento sullo scacchiere delle FFS, chiedono pertanto:

  • che si rinunci allo smantellamento della CCE di Chiasso, considerata la sensibile posizione strategica del capoluogo di confine
  • che nella cabina di Chiasso venga mantenuto personale operativo, in grado di gestire al meglio le peculiarità di una stazione di frontiera che in anni di storia ha acquisito un patrimonio di conoscenze e molte competenze impagabili.

Il personale ha pure deciso:

  • di dare mandato al SEV per la costituzione di un fronte lobbista teso alla salvaguardia dei posti di lavoro a Chiasso e nel Mendrisiotto.

Nuova FFS Cargo: Quali le conseguenze per la manutenzione?

Gli artigiani del reparto carri dell’impianto Service FFS Cargo (deposito) di Chiasso sono seriamente preoccupati per il loro futuro professionale.

Diversi segnali lasciano infatti prevedere una diminuzione degli incarichi di manutenzione:

  • L’apertura di una nuova officina di manutenzione HUPAC a Busto Arsizio (l’Hupac è uno dei maggiori clienti dell’impianto)
  • La ristrutturazione di FFS Cargo, con la concentrazione sui treni completi nel trasporto internazionale.
  • Il trasferimento di alcuni dipendenti ad interim alle Officine di Bellinzona.
  • Il mantenimento nel lungo termine di rapporti di lavoro precari (ad interim).

FFS Cargo ha già comunicato di voler verificare l’entità delle attività di manutenzione. Tutto ciò lascia presagire a medio termine una drastica diminuzione delle attività a Chiasso.

D’altra parte, i dipendenti fanno rilevare l’esistenza di prospettive positive nella manutenzione del materiale rotabile, legate alla ripresa congiunturale in atto, nonché all’incremento della domanda di interventi manutentivi di qualità.

Le Officine FFS di Bellinzona, per esempio, registrano un aumento della domanda che faticano a soddisfare.

Gli impianti di Chiasso sono ubicati in posizione strategica sull’asse nord-sud e permetterebbero di sviluppare interessanti sinergie con le stesse Officine, svolgendo un primo passo verso la concretizzazione del centro di competenze cantonale propugnato dallo studio della SUPSI e sostenuto dal canton Ticino.

Sulla base di queste considerazioni, gli artigiani del reparto carri dell’impianto Service FFS Cargo di Chiasso danno mandato al loro sindacato SEV di compiere tutti i passi necessari affinché:

  • Vengano salvaguardati i posti di lavoro, di fondamentale importanza per i loro titolari, ma anche di sicuro interesse per tutta la regione, già duramente toccata dal ridimensionamento delle attività della stazione internazionale di Chiasso;
  • Vengano regolarizzati i rapporti di lavoro dei collaboratori ad interim attivi da lungo tempo presso il deposito; intervenendo presso le competenti istanze di FFS Cargo e delle FFS, nonché presso le autorità politiche locali e cantonali.

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