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Petizione

Per un sistema salariale equo

Alla consegna del bottino di firme ne sono seguite ancora diverse centinaia, inviate per posta. Attraverso la petizione del SEV i dipendenti hanno fatto sentire la loro voce.

Giovedì scorso collaboratrici e collaboratori del SEV hanno consegnato le petizioni stracolme di firme: un ragguardevole bottino. Il capo del personale FFS Markus Jordi ha avuto bisogno di aiuto per portarsele via. «Abbiamo ottenuto la necessaria pressione sulle trattative» ha constatato Manuel Avallone.

Giorno dopo giorno, l’inoltro delle petizioni firmate hanno superate le previsioni più ottimistiche. Al momento della consegna, giovedì 21 ottobre a Berna, erano ormai 7200, ma nei giorni successivi ne sono arrivate altre, portando così il totale complessivo a oltre 8000, raccolte in meno di due settimane.

Personale preoccupato

La consegna alla direzione generale si è svolta in una giornata splendida, anche se freddissima. Ad accogliere i manifestanti caffè caldo e tanta voglia di fare sentire la propria voce. Davanti alla sede centrale delle FFS un buon centinaio di colleghe e colleghi, vestiti in abiti di lavoro, per sottolineare come la petizione non fosse il frutto della ostinazione di qualche funzionario sindacale, ma la chiara espressione delle rivendicazioni del personale.

I moduli sono stati raccolti in buste che riportavano il logo «la ferrovia siamo noi». A consegnarle personalmente al responsabile del personale Markus Jordi, sono stati infatti i rappresentanti di tutte le categorie che, uno dopo l’altro, hanno anche colto l’occasione per spiegare a Jordi le proprie aspettative nei confronti del sistema salariale.

«Esigenze del personale e del mercato»

Jordi ha ringraziato per le firme. Rivolgendosi ai presenti ha ricordato come «anche le FFS vogliono un sistema salariale che riconosca le esigenze e le capacità, ma anche le diverse situazioni del mercato del lavoro».

Moderno non significa equo

Il presidente del SEV Giorgio Tuti ha subito replicato: «Le FFS hanno dichiarato di voler soprattutto un sistema salariale moderno. Spesso moderno significa però dar meno valore al lavoro. Le FFS hanno invece bisogno di personale molto motivato per fornire alla loro clientela le prestazioni di qualità che tutti si aspettano. Per ottenere questa qualità, occorrono anche buoni stipendi!»

Il vicepresidente del SEV Manuel Avallone, che guida la delegazione sindacale incaricata delle trattative, ha ringraziato tutti per l’impegno: «Il grande successo di questa petizione – ha dichiarato Avallone – esprime alla delegazione impegnata nelle trattative un sostegno importante, sul quale lei potrà appoggiarsi per concretizzare le nostre rivendicazioni ».

Continuano le trattative

Nel frattempo, si è svolta una nuova tornata di trattative, in merito alla quale Manuel Avallone ha constatato: «I rappresentanti delle FFS sono stati impressionati dal gran numero di firme raccolte dalla petizione. Il loro atteggiamento nelle trattative in corso è stato chiaramente influenzato». È però indubbiamente troppo presto per cantare vittoria. Ci attendono infatti ancora alcune discussioni molto dure e laboriose; la via per raggiungere l’obiettivo appare ancora ripida e tutta in salita.

Peter Moor

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