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Il comitato SEV fa un bilancio dei suoi primi sei mesi

Una posizione da perfezionare

Il primo bilancio intermedio dopo sei mesi ha dimostrato come il Comitato SEV sia ancora alla ricerca della sua esatta collocazione in seno alle strutture sindacali.

Secondo i nuovi statuti, al Comitato spetta la direzione strategica del SEV.
Nel corso della ultima seduta, svoltasi sei mesi dopo quella costitutiva, i suoi 21 membri hanno però constatato di essere tutt’ora alla ricerca di questa dimensione strategica. Alcuni di loro hanno espresso l’auspicio di ricevere con maggior anticipo i temi all’ordine del giorno dalla commissione direttiva, in modo da poter esercitare una maggior influenza, mente il presidente Giorgio Tuti li ha esortati a portare anche loro trattande da affrontare in seduta.
Tutti hanno però concordato sulla necessità di definire meglio, nel corso del secondo semestre, le effettive competenze di questo organo e nel giudicare positivamente il funzionamento collegiale del Comitato e l’ambiente di lavoro, contraddistinto da una ottima miscela tra categorie di età e professionali.
Va per contro migliorata la cultura del dibattito, nel corso del quale dovrebbe essere possibile anche accogliere ed accettare opinioni contrastanti.
 Peter Moor/gi

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Il comitato in breve

Il SEV confermerà gli attuali titolari dei suoi quattro mandati in seno al consiglio di fondazione della cassa pensioni FFS.
Il Comitato ha accettato gli accordi settoriali sulla durata del lavoro per la difesa dell’impresa FFS. Si tratta di accordi moto particolari, che prevedono una disponibilità sull’arco delle 24 ore, la cui base è regolata nel CCL.
Ha accolto pure tre contratti collettivi di lavoro per aziende del canton Vaud: VMCV, LEB e TL, basati sul contratto cantonale quadro.
Ha infine trasmesso due proposte al Congresso dell’USS: una della commissione donne contro la discriminazione salariale e l’altra della VPV Berna riguardante le spese sui conti salari.